MAURO commented on GRANDE LOPONI … PRINCIPE DEL TRULLO …
“Grazie Professore, disegni meravigliosi, alla Ridolfi…piante, prospetti, disegni “sovrapposti”, in sostanza il FIGURARE……
Non interesserà una cippa, ma questa estate sono andato a vedere, alle Marmore, Casa Lina.
Perché nelle università, ad insegnare la Composizione, non c’è più un Ridolfi?
A Marmore, flotte di turisti in fila per vedere 4 spruzzi d’acqua, comandati con un timer per accattivarsi lo sguardo dei turisti a 8 eurini a cranio, diversamente l’acqua sì e no scenderebbe… Casa Lina sta lì a margine della strada, come era, volutamente, “a margine” la vita di Ridolfi dopo i trionfi romani. Non c’è cancello, entri così nel giardino e te la trovi davanti; sei stranito, ti siedi un attimo…ti ricordi all’università quando Leoncilli ti metteva davanti alla grandezza di quei disegni. La casa sembra disabitata, non so se sia ancora della famiglia, ma ricordo da una biografia del Mastro che il figlio dichiarasse di non amare quella casa. Lo spazio è romano, centrico come un battistero o un’architettura barocca, ma la pietra è la pietra sponga, con le sue porosità, a fare diventare questa casa un’architettura “del luogo”. Ci giri attorno, sembra di essere catturati dalle pareti che arretrano e ritornano in fuori; ti viene in mente il pentagono di Caprarola, perché le prime “variazioni compositive” partono da lì. Che poi quel pentagono, che ha reso celebre il Vignola, era già nei primi disegni di uno dei (tanti) Sangallo. Ridolfi aveva dentro di sé la grandezza della Valle reatina, attraversata dallo spirito di Francesco tra Poggio Bustone, Greccio e il Convento della Fonte. Avrei voluto vedere l’interno, alzare lo sguardo verso la splendida lanterna, coronamento verso l’alto dello sguardo, come in un tempio romano appunto, ma non si poteva entrare. Forse per rispettare la sacralità del gesto di Ridolfi, che non ha più retto e si è lasciato scivolare, con la sua auto, nelle acque del lago di Piedilugo.
Quando lasci Marmore, ci passi dal Lago….”
MAURO





