“MA CHE SO’ ‘STE CANNE?” … “‘NA PRECISA CARATTERIZZAZIONE GEOMETRICA” …

liuk commented on dramma della gelosia

“e bravo portoghesi, che c’ha messo pure un’inaspettata citazione miesiana, con la parete curva in legno della zona pranzo, para para a casa tugendhat… evviva il post-modernismo!
mi chiedo piuttosto chi fossero i consulenti architettonici di ettore scola, nemici giurati del buon paolo (zeviani? razionalisti?); da quel che ricordo i dialoghi tra monica vitti e il macellaio ci andavano giù pesante soffermandosi sui dettagli, tipo le ringhiere dei balconi.

…………….

“ … Monica Vitti si affaccia ad uno dei balconi, … ed esclama:” Ma che so ‘ste canne?” … “No”, risponde il macellaio “Nun so canne è ‘na precisa caratterizzazione geometrica, così m’ha detto l’architetto!”“Ah, vabbè!” risponde Monica Vitti nel ruolo di Adelaide.” …

CASA PAPANICE

…………………..

niente da eccepire sull’interpretazione …

unica precisazione …

casa Papanice non sta nel quartiere di Monteverde, …

ma tra la Nomentana e viale XXI Aprile …

a due passi dalla casa di Zevi …

e dall’Isolato Federici di Mario de Renzi, …

quello di “Una giornata particolare”, …

e attigua ad un piccolo e misconosciuto capolavoro di Del Debbio …

a due passi da almeno tre storici caposaldi ridolfeschi …

di alcuni pregevoli reperti di Ugo Luccichenti e di Gra …

non lontana dalla chiesa dei Martiri Canadesi …

e dalla caserma della Finanza di Foschini …

e, naturalmente, dal monumento al Finanziere …

di Amleto Cataldi …

Zevi però non ci perdonerebbe di aver, fin qui, tralasciato …

l’0rrendo, ma a suo avviso epocale, …

buzzicone mediceo di Sartogo …

e scusate se è poco …

tanto se sà a Roma er Moderno nun ce stà …


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2 risposte a “MA CHE SO’ ‘STE CANNE?” … “‘NA PRECISA CARATTERIZZAZIONE GEOMETRICA” …

  1. sergio 43 ha detto:

    Per chiudere il dibattito con un sorriso e un pò di nostalgia.
    Per l’esame di Storia dell’Architettura Valerio, Roberto, Franco ed io avevamo preparato una, posso dire?, ponderosa ricerca su Carlo Fontana, ponderosa non credo per profondità ma perchè il volume, tra fotocopie, fotografie, schizzi e tutte le altre cose necessarie a cercare di superare l’esame, era parecchio ingombrante. Studiando San Marcello al Corso ci venne l’idea di cercare il centro generatore della curva facciata barocca. Niente di che! Il centro capitava in un punto qualsiasi della strada davanti mentre noi avevamo cercato di trovare dei rapporti più significativi tra la chiesa e l’intorno. Ma tant’è! La tavola mostrava solamente e semplicemente la pianta di San Marcello, ‘sto benedetto centro, i raggi, le curve della facciata e comunque contribuiva a dare massa critica alla nostra ricerca. Quell’omone di Gianfranco Spagnesi, allora assistente, che ci stava esaminando, sofferma l’occhio sulla tavola, si volge al Professor Portoghesi che girava tra i tavoli e, con una faccia da birbante, ne richiama l’attenzione:
    “Paolo! Questi ragazzi hanno usato il tuo sistema dei centri generatori per questo Carlo Fontana! (sto ricordando il dialogo a braccio)”
    Vedo che il Professore stringe irritato gli occhi perchè ha colto l’ironia del suo assistente. (eccotelo tiè, mi dico, siamo fregati!)
    “Ma no! La mia ricerca è tutta un’altra cosa!”.
    Fortunatamente Portoghesi lascia cadere la questione e signorilmente si allontana, richiamato da qualcun altro.
    Spagnesi capisce di aver superato un invisibile limite e si rituffa sulle nostre carte, cercando di riassumere, pieno di lodevole attenzione, la veste di autorevole esaminatore. Ci fa domande, dà spiegazioni ma credo si sia liberato di noi, promuovendoci, quando scivola di nuovo in un altro tranello che si è creato da solo. Per dare peso al suo discorso cita uno studioso importante del significativo architetto barocco, però…però il nome gli sfugge. Ci prova due, tre volte mugolando suoni ostrogoti. Noi quattro rimaniamo in silenziosa attesa che la situazione si sciolga ma la situazione si fa imbarazzante finchè io me n’esco, un pò esasperato per quella prova così ondivaga:
    “Ma chi? Coudenove Erthal?”
    Spagnesi mi guarda sorpreso per tanta conoscenza e ci lascia andare soddisfatto. Non sa che è stata pura fortuna! Solo la sera prima, nelle more del ripasso, avevo consultato la mia amata UTET alla voce “CARLO FONTANA” e, per caso, avevo guardato la bibliografia in fondo. Chissà perchè m’era rimasto in testa quello strano nome!

  2. stefano nicita ha detto:

    In un commento di ieri ho voluto essere provocatorio dicendo che Zaha è una razionalista alla Gropius in confronto a Portoghesi e Sergio ha colto bene la mia “provocazione”.
    La ricerca della forma in architettura è giusta e inevitabile, ma la scultura è un altro mestiere. L’architetto dovrebbe attenersi al suo e a quel punto nessun dialogo di film lo potrebbe ridicolizzare.
    La pianta poi assomiglia a quelle di Mies come un cerchio ad un rettangolo…

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