“IN RELIGIOSO PELLEGRINAGGIO” …

aldofree commented on DA UN MITO ALL’ALTRO …

“Siccome molti anni fa ci sono andato in “religioso pellegrinaggio”, direi che non tutte le villes nouvelles fanno cagare, ricordo soltanto i discutibili, ma molto d’impatto interventi di Bofill a Marne-la-Vallée
http://www.idehist.uu.se/distans/ilmh/pm/bofill-abraxas.htm
e gli stupendi edifici di Henri Ciriani a Lognes o la casa dell’infanzia a Torcy…beh ad averne in Italia di questi quartieri squallidi e spersonalizzanti.
http://www.treccani.it/enciclopedia/henri-edouard-ciriani_(Enciclopedia-Italiana)/

…………….

le vacanze di tutti noi sono state funestate da faticosi, religiosi pellegrinaggi in terre straniere …

quando fu il tempo della Francia anche queste erano le stazioni della penitenza …

e i due soggetti in questione la fecero a lungo da protagonisti …

e tutti, nikon al collo e ginocchioni adoranti; …

ognuno legato al suo carrozzone politico, …

quei due, cubarono città intere …

chi alla maniera di un Corbu rincitrullito, ipertrofico e volgarissimo …

chi protagonista di un cinico post-modernismo altrimenti minchione …

e ambedue avevano il loro avatar politico-cultural-nostrano …

Portoghesi e Aymonino …

che furono a lungo i loro reciproci referenti …

dalla città dei Dogi e dalla città dei Papi …

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3 Responses to “IN RELIGIOSO PELLEGRINAGGIO” …

  1. Vittorio Corvi ha detto:

    A la Vallee, con la Nikon al collo, mi ci hanno preso a sassate, all’inizio degli anni ’90,un gruppo di teppistelli di max 14 anni, che però erano almeno quindici, e prima di usarle per tirarmi i serci, tenevano le mani in tasca, che indovinavo piene di coltellucci a serramanico. Fanculo al turismo della banlieue, napalm su tutto!
    Ormai vado sereno solo a Porta di Roma, e passeggio coi bimbetti tranquillo dentro Ikea e se voglio fare un po’ di sport c’è Decathlon!

  2. ettore maria mazzola ha detto:

    Parole sante quelle del professore.
    Fondamentale anche la testimonianza di Vittorio, fondamentale per tutti gli ottusi che limitano il loro punto di vista su un’architettura, o un quartiere, al mero aspetto esteriore.
    Bofil e zozzerie simili a parte, se proprio vogliamo parlare di un quartiere periferico parigino che funzioni, dovremmo menzionare l’unico degno di nota – e in quanto tale escluso dai circoli culturali e dalle riviste patinete degli “architettucoli-demiurghi” – ovvero Plessis Robinson.
    Non un quartiere valido solo per ragioni estetiche, ma anche per quelle sociali ed economiche.
    Il coraggioso sindaco (Philippe Pemezec) che lo volle realizzare infatti, nonostante il declino del suo partito, viene ininterrottamente rieletto da oltre venti anni!
    Non un quartiere di sole case, ma ricco di edifici pubblici, parchi e luoghi per la socializzazione.
    Non un quartiere autocelebrativo del suo autore (progetto iniziale di François Spoerry portato a termine da Marc e Nada Breitman dopo la morte del “maestro”), ma un quartiere celebrativo dell’architettura parigina vera, quella che la gente non lobotomizzata dui banchi universitari ama …
    Il successo di Plessis Robinson è stato tale che oggi non c’è più posto per chi faccia richiesta di andarci a vivere (strano, no?) così da qualche anno è stato avviato un progetto caratterialmente simile, anche se molto più grande e con intenzioni e investitori diversi (c’è di mezzo la Disney), che è Val d’Europe, presso Marne La Vallée.
    Ecco un po’ di numeri di Plessis Robinson:
    CITÉ BASSE (1992-1996): 4 ha
    1 mercato coperto, Nuovi giardini pubblici
    5 piazze dedicate al commercio
    240 alloggi sociali
    BOIS DES VALLÉES (1992-1995): 3,5 ha
    1 nuova scuola (elementare+asilo) per 550 alunni
    Nuovi spazi sportivi polivalenti con spazio per 500 spettatori
    1 nuovo centro per disabili, 1 nuoco centro servizi per lavoro, Recupero del parco urbano
    Piano terra sul corso con commercio diffuso, nuove fermate bus
    250 nuovi alloggi: 1/3 per corpi di polizia, 1/3 alloggi sociali, 1/3 privati
    COEUR DE VILLE (1990-2000): 12 ha
    1 nuova grande piazza centrale con commercio diffuso (un supermarket di quartiere, 30 negozi)
    1 parcheggio interrato 5 piani, 4 nuove sedi di edifici pubblici, 3 nuovi giardini pubblici
    1200 appartamenti, 80 alloggi sociali
    CITÉ HAUTE (1992-1996): 15 ha
    Recupero quartiere giardino originario del 1930, Nuovi negozi sul corso principale, nuove fermate bus
    774 nuovi alloggi (ville plurifamiliari, ateliers d’artisti)
    NOUVELLE CITÉ-JARDINS (2000-2009): 24 ha
    Demolizione delle stecche monofunzionali degli anni 30 (1990)
    Nuove Scuole Primarie, Mercato, Ospedale, Casa di Cura per anziani,
    3 nuovi giardini pubblici, nuove fermate bus
    Costruzione di nuovi negozi di vicinato (30) adiacenti ad un preesistente market
    1300 nuovi alloggi (appartamenti e maisons de ville), 250 nuovi alloggi sociali
    QUARTIER JOLIOT-CURIE (2001-2004): 2,3 ha
    demolizioni e nuove costruzioni di strade, piste ciclabili, percorsi pedonali, nuove fermate bus
    Nuova scuola, nuovo complesso sportivo (football e basket), giardini pubblici

    Ciao
    Ettore

  3. aldofree ha detto:

    Su Bofill sono d’accordo (mi sono “sucato” anche la cubata interminabile di Montpellier, che sta tra Las Vegas e uno a scelta degli emirati arabi, certo è che se malauguratamente la avessi fatta io, dopo, mi sarei sentito molto vicino a dio). Su Ciriani un po’ meno, Noisy II non piace neanche a me, ma ad es. il progetto per Chambéry a me è sempre piaciuto, così come Il museo di arte antica di Arles (visitato anche questo), in cui – sarà una mia fissa – ci ho letto qualcosa della lezione scarpiana (è ovvio mi riferisca all’interno), e ancora il museo della guerra a Péronne. Per quanto concerne i quartieri residenziali, io farei volentieri a cambio con gli altrettanto ipertrofici e amorfi quartieri a palazzine realizzati dai vari Caltagirone & Co.
    @V.Corvi, di episodi spiacevoli me ne sono capitati anche a me, e non mi trovavo cero nelle Banlieu parigine, ma accanto alla Martorana a Palermo, con scippo, inseguimento e sparatoria annessa.

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