BUFALE …

Da Eduardo Alamaro: …

“Cari muratorini,
pausa caffè. Ne approfitto, vi leggo e vi ri-leggo per capirvi.
Per capire finalmente cos’è l’Architettura. E magari anche l’arte, l’applicazione e il design. E tutto il resto, mancia.
Voglio aiutarvi. Non è una bufala che vi mando, credetemi. E solo una notizia.
Dalla quale traggo la sintesi, la morale familiare.  O familistica nazionale, fate voi.
Anzi ne traggo un consiglio amorevole made in Italy da Napoli: “Facciamo i fessi, così stiamo a posto!”
Indiffentemente, molliamo oggi e sempre falsi provoloni d’architettura del monaco dop.
Spacciamoli per originali archiwuò, tanto non se ne accorgono. Tanto s’è perso l’Origine. Mercato globale fluido.
Bollini, bolliti o marchiati a fuoco fa lo stesso. Tanto il consumatore dell’architettura non sa nemmanco che so’ i disciplinari.
Certo, può andare male, com’è capitato a Giuseppe Mandara, – il re della mozzarella di bufala “finanaziato” dalla camorra, come da titolo odierno del CdS.
Ma il gioco vale la bufala. Leggere di seguito la notizia per credere, per applicarla!
E’ dentro ci sta pure la ceramica ad arte, una goduria per me: altro che Zipirovic e Jofan!
Besos, Eldorado

LA CERAMICA NELLE MOZZARELLE – Saputo del guasto e della messa in commercio di ciliegine con le schegge di plastica ceramicata, l’imprenditore Mandara manda il collaboratore dal proprio avvocato di fiducia per capire quali rischi potrebbero derivargli. Questo il consiglio dell’avvocato: «Ha detto che se mandiamo una carta adesso significa che siamo consapevoli che c’è un problema in atto e dobbiamo da un punto di vista legislativo ritirare le partite che noi riteniamo siano oggetto… Allora a questo punto o non facciamo niente… Ha detto lui il fatto è un poco delicato… Non ci conviene fare niente adesso». Il centro di distribuzione Unicoop di Scandicci aveva ordinato 180 forme di provolone del monaco. Non disponendo di una tale quantità di prodotto, Giuseppe Mandara diede disposizione ai suoi dipendenti di inviare in Toscana un formaggio diverso spacciandolo per quello originale.

IL PROVOLONE TAROCCATO – Emerge dalle intercettazioni telefoniche contenute nell’ordinanza di custodia cautelare notificata oggi all’imprenditore da Dia e Noe. «Preparateli – dice al telefono Mandara – ; mo’ proviamo a mollargli quelli là, questi qua senza marchio, e vediamo che succede… Facciamo gli indifferenti… Va buò? E mandaceli con la dicitura ‘”provoloni del monaco”, però». Conversando con un altro dipendente, Mandara dà istruzioni più precise: «Per i provoloni c’hai due codici». Il dipendente conferma: «PDM (provolone del monaco, ndr) e PDMD (provolone del monaco Dop). D sta come Dop, quindi quella ancora non l’abbiamo». Mandara taglia corto: «Però questi qua Dop devono essere, questi qua… Li devi mettere come PD… Come Dop. Quindi è Dop e ci devi mettere l’etichetta ‘provolone del monacò ». Resta un problema: il disciplinare prevede che il provolone del monaco sia marchiato a fuoco, cosa che Mandara non è in grado di garantire. Si consulta con un socio della Alival, il quale consiglia: «Metti un bollino “provolone del monaco”, lo puoi mettere». Del resto, aggiunge, quelli della Unicoop «non lo sanno neanche che devono essere marchiati». Mandara replica: «E va bè, allora facciamo i fessi, così stiamo a posto». (fonte Ansa)

E.A.

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

4 Responses to BUFALE …

  1. Pi ha detto:

    Questo Mandara ha tutti i requisiti per far parte del prossimo ticket Berlusconi (o del cast del Padrino IV, come dicono i tedeschi).

  2. Michele Granata ha detto:

    Questa é la vera Arte: l’Arte del tarocco!

  3. pasquale cerullo ha detto:

    Criminali e stupidi, si sono salvati perché sono stati scoperti, poteva andare peggio. Grazie al consiglio “sconsiderato” dell’avvocato di non ritirare la merce, le schegge di plastica ingerite avrebbero potuto causare nei consumatori delle lacerazioni interne e poi altro che “facciamo i fessi” . Ma i mafiosi, come disse un grande giudice sono talmente fuorilegge, che per cercare di fregare il prossimo in modo ossessivo, a volte fregano se stessi.
    A Napoli, nel degrado mentale, ci sono quelli che si sentono furbi, ma la furbizia è una cosa, l’intelligenti un’altra.

  4. ELDORADO ha detto:

    Concordo in parte con Michele Granata che scrive: “Questa é la vera Arte: l’Arte del tarocco!”.
    In effetti questa vicenda di Mandara segna invece la fine dell’arte del glorioso pezzotto napoletano.
    Che è cosa leggera, poetica, di grande arte applicata a fottere il prossimo.
    Arte piena di intelligenza e di sapere fare, apprezzata e ricercata in tutto il mondo civile. L’Unica arte-vita veramente d”avanguardia di sopravvivenza. Spesso anticipatrice di modi e mode che, rigiocate dai media superiore organizzati, hanno poi fatto epoca e tendenza di mercato.
    Ne parlo con qualche cognizione perché da decenni coltivo il campo pezzotato (cosa diversa dal volgare pacco, patacco, tarocco magliaro, … il pezzotto è invece cosa nobile: Ulisse lo fondò). Ne sono diventato -col tempo e con l’abnegazione dio-turna- modesto esperto e volenteroso collezionista di manufatti.
    Iniziai, ricordo, alamarcord, osservando (anzi: attenzionando) i miei docenti della facoltà di Architettura di Napoli nel ’68 e dintorni. Poi i miei amici diventati indocenti e professori, scrittori e recensori, presidi e assessori con accessori … Nel complesso sono trascurabili dalla Storie se non salvati, come proposi, come qui ri-propongo, come “maestri del pezzotto”.
    Per tempo lanciai loro quindi, senza molta fortuna, ahimè, un salvagente. Cioè lo slogan: “Fare gli Originali è facile; è pezzottare ch’è difficile!!”. Provare per credere. Ma non credettero, ahiloro!!
    E poi, in fine, in questo caso specifico delle bufale di Mandara, ci son mozzarelle e mozzarelle, … non è vero che tutto fa brodo, … che tutto il latte fa mozzarelle.
    Sul punto, ho tagliato all’uopo, in calce, due commenti da un simpatico blog che ha come significativo sottotito: “Tutti i sapori e i colori di Napoli e d’Italia ….”. Architetture comprese. E incomprensibili.
    Grazie, Eldorado

    racom scrive:
    18 luglio 2012 alle 10:51
    Svegliatevi: per una mozzarella di bufala servono 4 litri di latte di bufala. Una bufala ne produce da 6 ai 12, anche in base al periodi dell’anno.
    Fatevi due conti, mediamente due mozzarella a bufala. Ora fatevi un gito nel supermercati di qualsiasi dimensione e guardate quanto mozzarelle arrivano tutti i giorni.
    Per produrre tutta quella roba in italia dovrebbero esserci 20 volte le bufale che in realtà ci sono.
    Quelle mozzarelle,. il latte di bufala non lo hanno mai visto neppure da lontano…

    Rispondi

    mario scrive:
    18 luglio 2012 alle 14:58
    La mozzarella è cosa ben diversa dalla mozzarella di bufala.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.