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Si si, grandissimo, certo, ma pur sempre un romanticone espressionista, un ipertrofico, uno che in retorica sarebbe stato più amico di Gorgia che di Platone, rappresentante di una Roma artistica “esplosiva”, vitalistica, di lunghissima tradizione anche sino ai nostri giorni o quasi. Mi ha fatto ripensare ad alcune leggendarie prospettive di Carnelutti, storico “prospettivaro” di Gino Valle, come quella della Banca Commerciale a New York… Disegni “mitici”, per architetture fra le migliori che il nostro paese abbia mai prodotto.
saluti
c
Cristiano, che palle con questa retorica!
Sarà pure “ipertrofico”, ma in quell’area, accanto all’ipertrofico edificio di Basile, può anche risultare lecito. E in ogni modo, il tatto che la volumetria risulti così ben frammentata e articolata è un più che valido tentativo di mitigare l’ipertrofica presenza, non trovi?
La tua argomentazione è inutilmente retorica. E poche palle.
Giancarlo, ti toccato qualche tasto dolente?
Sprizzi acidità da tutti i pori e dimostri un atteggiamento patetico, prevenuto e ostile del tutto gratuito … poi accusi gli altri di ostilità nei tuoi confronti … non è che c’è di mezzo la storia della volpe e dell’uva?
Illuminaci tu, con le tue argomentazioni, sul perché questo progetto e questo personaggio sarebbero retorici
ettore maria e gian carlo, boni, non litigate. Domani mattina secchiello e paletta, cappellino in testa e … a mare. A far castelli e palazzine di sabbia, fa caldooo!
Se li farete bene, un gelato premio archiwatch per ciascuno, Con pubblicazione su questo blog,
Besos gioiosi, Eldorado
Calma calma, seguiamo l’Algido (o Motta? Ma non c’è più il maxicono dei vecchi tempi) suggerimento di El Dorado…
Comunque e quantunque, la figura del prospettivaro romano sempre ci illuminerà nei momenti più bui :)
baci dall’estremo sud-est
c
Usare la psicologia della forma per spiegare quel bel progetto di Fasolo che aveva come vincoli un lotto trapezoidale tra due percorsi convergenti sulla piazza, una fontana preesistente da inserire (VF la piazza sull’abside), l’asse che viene da S.Silvestro ecc. Mi sembra retorico e addirittura zeviano. Non e’ questione di prevenzione.
Dal mare,
:G
Al di la’ degli scherzi e delle beccate da gallinacci che fanno spassare tutto il blog (naturalmente dopo noi due – del resto siamo qui per “rinfrancar lo spirito… Tra un enigma e l’altro” che Falso Cascioli – quella primadonna – stizzisce!), la questione di mettersi in contrasto con il tutto pieno del Montecitorio esistente era del resto la soluzione Samona’ che arriva al punto da monumentalizzare il “BUCIO” di Roma in quel punto con una soluzione addirittura paradossale per “antinomia”.
L’immagine suggerita da Muratore non so piu’ dove e quando su queste pagine inesistenti e passeggere che Samona’ abbia preso l’ospedale di Venezia di Papa’ Corbu con tutti i pali di fondazione e l’abbia trasferito a Roma mi e’ rimasta ormai per sempre in testa per genialita’ che ora qui l’ho riscritta.
Se l’avessero realizzata sarebbe stato il monumento al nostro senso di ‘inferiorita” in architettura, al nostro provincialismo.
Il progetto che ha veramente vinto e’ stato quello di Insolera che prevedeva un ampliamento di Montecitorio non con un nuovo edificio ma con una distribuzione dei nuovi spazi per tutto il centro storico in maniera pervasiva e invadente. Ed e’ quello che poi e’ realmente accaduto (naturalmente senza le catacombe di collegamento che prevedeva). Profezia dell’urbanistica. E Insolera non si e’ preso neanche il premio in denaro.RCS
Per quanto riguarda la soluzione proposta dall’architetto a cui piu’ mi sono interessato negli ultimi 15 anni, ne era così convinto che Caniggia la ripropose ancora negli anni ’80 in un suo master play per il centro storico. Una soluzione passatista e fasoliana che non dovrebbe dispiacere a caro Ettorino (ma mi aspetto che per avere l’ultima parola faccia l’antipassatista – sto’ a scherza’ Ettore!) mentre io la giudico troppo legata al linguaggio storicizzato romano perche’ possa essere ancora convincente oggi passato il momento polemico di quel ’68 (negli anni ’80 c’era il rilancio post modern e Caniggia voleva dimostrare che il post era gia’ un post post, vecchio di una 15ina di anni e ben piu’ piantato linguisticamente su una lettura parascientifica e fasoliana – ancora!! – degli elementi locali dell’architettura cioè paraste, lesene, cornici, basamento elevazione unificazione chiusura, cortine laterizie, assi di simmetrie, eccezioni legate alla conformazione del sito ecc.
Un progetto che tra l’altro fece stranire Muratori e co. che a loro volta avevano presentato il loro bel progetto passatista molto meno rigoroso di quello caniggiano stante la medesima teoria e assai meno bello di quello di Fasolo.
Sulla carta alla fine la commissione fece vincere sia passatisti che modernisti. Di fatto vInse il nullafamo che possiamo vedere ancora oggi alla facciaccia di
Spigolature dal mare,
:G