Armando Roma commented on NUOVE VERGOGNE ROMANE …
Al di là della indegna qualità architettonica dell’intervento… trovo vergognoso (e se la procura indaga anche illegale) che un bene pubblico sia trasformato senza una gara pubblica in cui venga individuato il migliore offerente ma sia trattativa tra il comune ed un soggetto privato. La CAM regala 88 alloggi a ponte galeria al comune (un pò di palazzine invendute…), ed in cambio si prende i mercati di via chiana, via antonelli e via macedonia facendo una speculazione spacciandola per un piano parcheggi (in due di questi edifici già ci sono parcheggi pressochè vuoti). Ringrazio il professore che finalmente ci mostra l’intervento quale è… Una semplice speculazione con 5 piani di abitazioni!!! Ovvio che gli operatori saranno stati convinti ben bene….
Dobbiamo fermare questo scempio illegale!!! E’ una vergogna!!!
PS: stessa cosa per l’intervento di jean nouvel al velabro…. Fendi ha acquistato migliaia di mq al velabro direttamente dal comune… perchè quegli immobili non sono stati messi in vendita al miglior offerente???? Ma dove l’hanno trovato st’aledanno????? aridatece i lanzichenecchi!!! erano mejo!!!






gent.mo Armando, condivido in toto il suo sfogo!
Sul suo riferimento al progetto di Jean Nouvel al Velabro vorrei aggiungere una cosa che avrei dovuto scrivere come commento al post specifico: la cosa che più mi ha scandalizzato non è il progetto, perché non lo conosco e dallo schizzo non si comprende, né la discutibile acquisizione dei 5000 mq da parte del gruppo Fendi (anche se condivido il suo dubbio e mi preoccupo per il nostro patrimonio), ciò che davvero mi ha indignato è stata l’idiozia della giornalista che sembra voler istigare Jean Nouvel al “famolo strano” piuttosto che rispettoso del contesto!
Detto ciò concludo dicendo che, finchè ci saranno “mecenati” esterofili come Fendi (tra l’altro il marchio e molti capi d’abbigliamento ed accessori fanno davvero schifo), o Benetton (mi riferisco alle vergogne di Venezia e Roma) e giornalisti imbecilli che istigano a fare schifezze decontestualizzate – purché contemporanee – non c’è da meravigliarsi se le archistars straniere e nostrane non si facciano problemi violentando a proprio piacimento edifici e luoghi di pregio.
Io aspetto di vedere il progetto; mentre mi sarebbe piaciuto che la giornalista – che però per questo non mi sento di classificare come imbecille – avesse speso due righe in più per raccontarci atraverso quali procedure quell’edifico sia stato acquisito dalla nota ” griffe”. Concordo con il professor Mazzola sull’improprietà grafica di quel marchio; sull’improprietà dei capi d’abbigliamento e degli accessori passo la mano….
E.M. Mazzola ha espresso in “bella copia” quello che penso sui fatti che stanno succedendo. Grazie.