Dall’O di Giotto all’O rinale …

 

Da Eduardo Alamaro: …

“Cari muratorini de Roma,
nonostante il caldo torrido di Scipione l’Africano è tempo di convegni e di polemiche d’architettura.
Avete in-seguito il match Lpp – Sgarbi sul “Corriere della Sera”?
Il pometto sfrantummato della discordia è di quelli antichi e collaudati: come ricostruire i centri storici dopo la catastrofe? “Dov’erano e com’erano una volta” (usato garantito dall’alto) o rischiare il nuovo chiavi in mano controllato dal basso?
Vittorio Sgarbi sostiene l’assoluta legittimità della replica architettonica perché duchampianamente ritiene che “l’originale” sta nel disegno, nell’idea, nel pensiero. “I materiali nell’architettura sono ininfluenti”, scrive tranchant.
Dall’O di Giotto all’O rinale di Sgarbi.
Lpp sostiene invece che così facendo si dà un pessimo segnale igienico all’Italia.
 Anzi che è il delirio italianos-trista di una civiltà mummificata che non riesce più ad immaginare il nuovo. Per questo motivo mortuario, (non fiori ma opere nuove per bene, nda), ci si rifugia in simulacri. In collaudati presepi alla Mulino Bianco. In una risibile Disneyland, anche se più colta.
“Proviamo a chiamare, attraverso concorsi seri, i migliori architetti (Renzo Piano, ad esempio …) e vedrete come cambierà la musica”, conclude Lpp.

Nel frattempo … tra un chinotto e l’altro rinfrescante, sabato scorso si è tenuto a Vico Equense un vario-pinto convegno promosso dal Mibac e dalla cittadina sorrentina di Vico.
Tema: “Il paesaggio rurale contemporaneo del territorio di Vico Equense”. T(r)ema ad alto rischio di pittoresco e di furbizia italica verificata. Con relative prescrizioni salva-coscienza delle commissioni edilizie attenuanti l’impatto ambientale. E’ la modernità concreta applicata, tra Vico e vicarielli d’Italia. Mis-fatto attenuato.
L’amico architetto Giuseppe Guida ha svolto all’uopo una ficcante relazione, corredata da varie foto di fatti e fattarielli locali. Lo ringraziamo perchè ce li ha mandate, a gentile richiesta.  
Il pittoresco (alla lettera) che ha fatto più presa sul pubblico del convegno è stato il rivestimento in pietra dipinta (si, sotto è cemento armato, sopra è intonacato e dipinto a vera pietra da un bravo pittore neopaesaggista), di una villetta nel verde, come ben si vede al centro della foto bucolica. E’ passata, è andata bene: impatto ambientale (da lontano fotografico) uguale a zero.
Zero spaccato e spacciato doc vichiano, s’intende.  
Ma anche la foto della pilastratura del garage ricoperta con vero opus incertum non è male sul tema del cammuffamiento … E poi nella piazza di Vico Equense abbattimento e ricostruzione (del capitale incrementato) “in stile”, vedi foto.
E che dire della strada che corre sul fondovalle aequano tutto vincolato, dove sulla carta ci sono tutti i vincoli immaginabili, compreso quello archeo-illogico  … Perché una cosa sono le regole e un’altra è la “verifica” politica …
Saluti”

Eldorado

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1 Response to Dall’O di Giotto all’O rinale …

  1. emanuele arteniesi ha detto:

    Sgarbo prestino pugliese, l’etimologia folle e’ una bella branchia (di pesce)
    Rurale ruralem rus ruris campagna villa zendo libero spazioso ravan pianura valle ravinu piano rovinina pianura ruma rumus spazio arus arare aarvum campo lavorato aro rustico rus villa campagna dei campi alla villa contadinesco rozzo incolto zotico villanesco villereccio rusticaggine rusticale rusticano rustichezza rusticone… m’e’ venuta voglia d’un suppli’

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