Quel pasticciaccio brutto del MAXXI …

Quel pasticciaccio brutto del MAXXI

di Luca Tentellini

E’ uno spettacolare caso di «fallimento di successo». Il 13 aprile, con asciutto comunicato, il Ministero per i Beni Culturali ha avviato le procedure per il commissariamento della Fondazione MAXXI di Roma. La motivazione è: «..per la mancata approvazione del bilancio per l’anno 2012 da parte del consiglio di amministrazione. Il bilancio 2011 ha infatti registrato un forte disavanzo, che rischia di aumentare sensibilmente nel 2012.»

L’omonimo centro di arte contemporanea, costruito a Roma su progetto della architetta anglo-irachena Zaha Hadid, è costato ai contribuenti circa 183 milioni di euro, ed è considerato un’icona chic del decostruttivismo architettonico. Fu inaugurato nel 2009 e ha fruttato alla città Roma un grandioso battage mediatico su scala planetaria.

Al commissariamento, la Fondazione MAXXI reagisce con aspri comunicati e dichiarazioni rancorose. Il Presidente, Pio Baldi, e i suoi collaboratori del Cda si sono arroccati in una autodifesa dai toni tanto aggressivi quanto poco convincenti negli argomenti. Essi si sono rivelati non in grado di presentare il dovuto documento programmatico pluriennale e di approvare un convincente bilancio di previsione 2012. Il Ministero ha agito secondo lo Statuto e, dopo tre mesi, ha comunicato di dover procedere al commissariamento a tutela dell’interesse dell’erario e del patrimonio pubblico in gestione alla Fondazione. Non ci sono più i soldi, per farla breve. Apriti cielo.

Insieme all’altro nuovo e fantascientifico museo d’arte contemporanea, il Macro, si intendeva far divenire la capitale un polo internazionale di attrazione per le avanguardie artistiche e il mercato dell’arte, capace di fare concorrenza alle blasonate piazze di New York e di Londra. Ma la doccia fredda imposta dalla dura realtà dei conti economici ha fatto svanire il sogno di quella vasta area di soggetti che, per anni, ha prosperato grazie al motore dei finanziamenti pubblici alla “cultura”, e che – a quanto pare -si considera intoccabile.

Oggi, se non trovi lo sponsor, non vai avanti. Lo Stato, al massimo, può supportare per il 30% e conferire immobili e opere d’arte. Questa è la logica che ha portato alla istituzione di Fondazioni per gestire e promuovere le attività culturali. E per raccogliere le donazioni dei privati, essenziali per sostenere i costi, servono manager di altissimo profilo internazionale, capaci di relazionarsi con potenziali investitori in tutto il mondo e in grado di promuovere progetti e mostre di un livello tale da attirare grandi numeri di visitatori e di essere vincenti in un contesto di elevata competizione globale.

All’esito, è evidente che Pio Baldi, il vice Roberto Grossi e i membri del Cda e del Comitato scientifico del MAXXI, non si sono rivelati all’altezza di poter superare una tale sfida. Nel pubblico interesse, poiché di patrimonio pubblico si tratta – cioè di tutti noi cittadini – ci si aspetta che tutti i dirigenti della Fondazione, invece di utilizzare il museo per polemiche conferenze stampa, rassegnino le dimissioni per consentire, almeno si spera, di poter salvare il salvabile.

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1 Response to Quel pasticciaccio brutto del MAXXI …

  1. alzek misheff ha detto:

    Dopo l’indubbio “successo mediatico MAXI” viene ancora in mente il precisissimo Chesterton – ” Non cìe più grande disfatta dell’successo”

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