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Caro Professore,
a proposito di Socialismo, o socialismo, ieri a pranzo stavo guardando di nuovo Daverio (lo guardo troppo, lo so, ma con due figli piccoli non ho altro tempo nè altre risorse da dedicare alla cultura) e anche ieri il nostro parlava di architettura, raccontado la storia della Scuola dell’Arte de l’Avana progettata da Vittorio Garatti, che doveva sorgere al posto del Golf Club odiato simbolo della debosciata borghesia pre-rivoluzionaria.
Mi hanno colpito diverse cose. La prima è che il progetto complessivo mi ha dato una bella sensazione, con quelle cupole materne e quell’acqua che doveva scrosciare dappertutto come in una moderna Alhambra del proletariato. Poi c’è l’indubbio fascino del rudere: i padiglioni incompiuti riassorbiti dopo appena quarant’anni dalla natura, una specie di Angkhor in calcestruzzo e mattoni. Se ha una mezzoretta di tempo, ecco tutta la puntata (sono ovviamente curioso di conoscere il suo parere):
http://www.ilcapitale.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-40554a1a-1fcb-4a40-aa0b-1d8049611e35.html?homepage
Sorvolerò invece sull’arzillo Garatti che a spese del canone RAI va a scaldarsi gli ossi a Cuba e a rimirare le ballerine cubane insieme a Daverio…ovviamente solo per dimostrare come forma e funzione in questo caso si sposino perfettamente…