RIPRENDIAMOCI L’ORNATO …

 

Da Eduardo Alamaro: …

“Carissimi amici del MAI,
vi giro una mail che ho ricevuto oggi da un riservato amico di Deruta (Pg) -che di MAI se ne intende-.
Egli ha letto e condiviso il mio testo edito su questo bloggo nei giorni scorsi e scarsi.
Così mi risponde; e io, facendolo mio quel testo amico, lo giro a Voi, per rinfocolare il dibattito sui MAI:
“… il museo delle Ceramiche di Deruta è nato nel 1898, com’è noto. I padri fondatori lo chiamarono: “Museo Artistico pei lavoranti in maiolica istituito in questo comune”. Non è un caso che, subito dopo il Museo, a Deruta siano nate le industrie ceramiche moderne. Quello è stato veramente il tempo della “Rinascita dalle ceneri”. Il tempo della manifattura di “Grazia”, … della “Cima”, … della “Grande Fabbrica”, …. Oggi, per riprendere quel cammino fecondo d’Italia, non serve l’alta velocità progettuale. Anzi, al contrario, occorrerebbe andare più piano.
Bisognerebbe rifondare le scuole-officine dell’Arte pratica, così come proponeva Galileo Chini, titolare della cattedra di decorazione all’Accademia di Firenze dal 1914. Ricordì? Egli pubblicò il virtuoso Manifesto: “Rinnovandoci Rinnoviamoci”, sottoscritto da artisti come Soffici, Casorati, Cifariello ed altri oggi dimenticati.
Un manifesto che propugnava l’abolizione delle Accademie e che si schierava a favore dell’istituzione e rafforzamento delle Scuole e Istituti artistici-industriali, (architettura d’ornato compresa e comprensibile).
Questo voleva significare bai-bai-passare e passare dalla “pura” cultura del progetto a quella “sporca” dell’oggetto.
Ma quale società è disposta oggi a diminuire l’alta velocità, in un mondo che privilegia la cultura del progetto-getto???”
Saluti dall’Eldorado

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2 Responses to RIPRENDIAMOCI L’ORNATO …

  1. isabella guarini ha detto:

    Come non condividere il post di Eldorado sul MAI? Egli è maestro e da anni studia l’argomento in una Napoli rapita dalla globalizzazione e dall’effimero ad alto impiego di risorse economiche europee. Le stazioni della metropolitana sono servite a convogliare vari filoni di finanaziamento, infrastrutture ferroviarie, arte contemporanea, archeologia., ma non si sono trovate le risorse per il Museo Artistico Industriale dell’ISA Palizzi e del Museo Filanigieri!

  2. ELDORADO ha detto:

    Isolabè, grazie per il “Maestro” e per la condivisione del tema MAI-Napoli domani.
    Che dire? Mai dire M.A.I., non si sa M.A.I. La storia procede bizzarra e va delfina.
    L’importante è testimoniare una posizione, una presenza. Attiva, possibilmente.
    A futura memoria. Se c’è ancora memoria. Besos, Al hamar

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