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5 Responses to

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Bellissimo oggetto. Ne esistono due versioni: in acciaio/rame e in alluminio. Quella in acciaio con basamento in rame è un soprammobile (una caffettiera soprammobile, uno spreco e una contraddizione), l’altra si può usare anche allo scopo.
    Consiglio comunque di conservare come soprammobile una Bialetti, dato che pare che il marchio non esista più, la perfezione della tecnica e un cult per il caffè. In fondo nella Moka Bialetti il basamento è costituito da tutta la parte inferiore, anche se immagino che non l’abbia inventata un architetto.
    Adesso vado a prendermi un caffè.
    Pietro

  2. sergio43 ha detto:

    La caffettiera con il coperchio a forma di cupola è una variante precedente o successiva a questa? Nella mia piccola collezione di design l’Alessi fa la sua rispettabile figura anche se il caffè ce lo facciamo ancora con la Bialetti. Il segno del suo successo ce lo dà la nipotina più piccola. Quando viene a trovarci e gioca a fare salotto con le sue bambole, la pretende ogni volta. Mentre la guardo far finta di versare compuntamente il caffè nelle sue tazzine, penso che non c’è soddisfazione maggiore per un progettista dell’apprezzamento di una mente innocente.

  3. aldofree ha detto:

    http://www.alessi.it/it/3/522/caffettiere/la-cupola-caffettiera-espresso

    la cupola è successiva alla conica, io le ho regalate entrambe fottendomene delle orrende liste nozze che propinano ai matrimoni.

  4. giancarlo galassi ha detto:

    Sono un decaffeinizzato ma a detta di chi l’ha usata la conica è proprio un soprammobile e fa un caffè imbevibile. Da segnalare inoltre il manico in acciaio al calor bianco che credo meriti all’unanimità il premio sadismo del design.

    La cupola in alluminio invece pare sia proprio niente male ma qui Rossi si è un po’ dematifisicizzato. E ci guadagna.

    Trovo divertente anche la zuccheriera con il suo cucchiaino-ino-ino.

  5. sergio43 ha detto:

    Grazie, aldofree, per l’informazione. Il suo link conferma ciò che faceva notare Giancarlo Galassi: le caffettiere Alessi hanno il loro logico basamento. Il basamento, la struttura da cui non si può prescindere anche per l’edificio bramantesco mai terminato in Via Giulia e argutamente riportato in immagine qui sotto, trasforma un oggetto di vasto consumo in un piccolo oggetto architettonico. Per questo la caffettiera, su di un ripiano, fà la sua bella figura accanto a qualche modellino tra cui quello per il monumento alla Terza Internazionale di Tatlin che mia figlia fece per il suo secondo anno di corso a Valle Giulia il quale invece basamento non ha, in questo simile, insieme alla sua forma spiraliforme, al “Ginger and Fred” di Gehry a Praga. Boh! Così almeno mi pare!

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