BOERINOSEMPRIMPIEDIVAINCITTA’ …

L’anticittà è un fiume carsico… che raccoglie in rivoli le energie vitali della vita quotidiana e le spinge verso l’individualismo e la frammentazione… Sta edificando immense città senza confini e sparse nel territorio, estese su aree un tempo destinate all’agricoltura e alla natura, composte da una moltitudine di isole monoculturali e disinteressate al funzionamento dell’organismo geografico e antropologico a cui appartengono…
Non sappiamo come chiamare queste configurazioni magmatiche… questo nuovo ritmo urbano, quello di una moltitudine di edifici solitari e ammassati… Oggi la principale forma di riequilibrio… è legata alla possibilità di costruire occasioni e luoghi di intenso scambio di pratiche ed esperienze creative e di rischio.
(S. Boeri, 2011)

Seminario PIM BOERI

Caro Muratore,
guarda un po’ il nostro Boeri che cosa ti va a pubblicare: Anticittà. Fiume carsico, accumulo magmatico di edifici scomposti: ma sta parlando dei suoi progetti il nostro eroe, o mi sbaglio?
Sergio Brenna

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4 Responses to BOERINOSEMPRIMPIEDIVAINCITTA’ …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    A proposito di Anti-città, ho trovato questo commento in rete sul bosco verticale di Boeri:

    “Intanto c’è una certa suggestione in questo bosco verticale dentro la città perché la natura, per quanto manipolata, ha sempre un suo potere evocativo per l’uomo; poi vi si legge un senso di ritorno alle origini, di risalita sugli alberi da cui vi è chi ritiene che noi proveniamo ma, più forte di tutti, io vi leggo il rifiuto della città, la rinuncia, direi quasi la vergogna, il senso di colpa, alla costruzione dell’artificiale, mascherandolo con l’elemento naturale più amato dall’uomo, l’albero.
    Immagino che i residenti non avranno molta possibilità di apprezzare il panorama di Milano e forse è proprio questo il significato vero dell’edificio: la città è brutta, è cattiva, è violenta, è artificiale, inquina ed è meglio chiudersi nel bosco per non vederla. È il segno di una sconfitta totale della civiltà urbana e dell’ambiente costruito dall’uomo”.
    Se vi fosse del vero sembra proprio la descrizione dell’anti-città.

    O forse, più banalmente, il bosco verticale è solo una bella trovata di marketing immobiliare.
    Saluti
    Pietro

  2. ctonia ha detto:

    Molto wrightiano, direi. Anvedistop colpisce ancora!

  3. francesco spadaro ha detto:

    …..Non sappiamo come chiamare queste configurazioni magmatiche… questo nuovo ritmo urbano, quello di una moltitudine di edifici solitari e ammassati… Oggi la principale forma di riequilibrio… è legata alla possibilità di costruire occasioni e luoghi di intenso scambio di pratiche ed esperienze creative e di rischio.
    (S. Boeri, 2011)…..

    Più aree per la moda ma deve aprirsi alla città
    Il sistema «Vogliamo trasformare gli eventi legati allo stile in un sistema diffuso anche nelle zone meno centrali»
    (S. Boeri, 2011 Corriere della Sera)

    Ho avuto modo, in passato, (boeri..senza vergogna… 6 aprile 2010) di paragonare Boeri a Chance il Giardiniere, il personaggio del film di Peter Sellers “Oltre il giardino”. Dice sciocchezze che vengono prese sul serio da una classe dirigente (e politica) provinciale, ignorante e, spesso, complice in affari.
    Siamo un paese di cialtroni.

    Francesco Spadaro

    • MAURO ha detto:

      Ad un “pensiero” architettonico senza contenuti non si può commentare nulla.
      L’unica cosa degna di nota, è la splendida serliana dell’edificio della foto, oltre al fatto che Boeri fosse il cadidato del PD alle primarie milanesi. Che dire…….quando si svende la propria etica e cultura politica ai potentati economici rappresentati dagli interessi che smuove l’architetto……ci si domanda: questi sarebbero gli uomini “muovi” della politica milanese?
      Lungimiranti, come sempre a sinistra anche quando, dall’altra parte, c’è un governo impresentabile…
      MAURO

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