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Il Duchamp dell’architettura!
saluti
c
umorismo, ironia, sarcasmo, idee, ready-made?
beh, io, in quell’oggetto informe, ci ho sempre visto solo presunzione di architettura!
Io, invece, ne ero entusiasta. Quando Piano e Rogers vinsero il concorso mi stavo laureando! Tubi colorati che spuntavano dal ventre di Parigi, scala a serpentone dentro un tubo di vetro, enormi mensole in acciaio e travi reticolari, la flessibilità totale, il ricordo di un gigantesco meccano.
Fino al giorno in cui lo vidi dal vero, nel luogo: una raffineria nel centro di Parigi, un omaggio alla grandeur francese, uno dei ricorrenti esempi della furia iconoclasta parigina.
Pietro
Debbo avere ancora da qualche parte una foto che feci da una piattaforma dell’ultimo piano del Beaubourg. Riuscii ad inquadrarne insieme le “linee” di due, tre tiranti e puntoni in acciaio e uno snodo in primo …Piano, più in là, sopra i tetti a mansarda di Parigi, le “linee” gotiche in pietra della cattedrale di Notre-Dame, laggiù, all’orizzonte, le orgogliose “linee” ingegneristiche fin de siècle della Tour Eiffel. Quando riguardai la foto dopo lo sviluppo vi associai mentalmente le possenti “linee” in ferro delle Halles oramai scomparse e le eleganti “linee” art-noveau delle pensiline in ghisa del Metrò e il tutto allora acquistò un senso, il senso della continuità lungo i secoli di una città che fa il fascino di Parigi e dello strumento, l’architettura, il più adatto a rappresentarlo.