LA CASA DELLE FARFALLE
Farfalle
“Un tuffo multisensoriale in un ambiente fortemente caratterizzato dalla percezione epidermica di un’atmosfera pregna di umidità, animata da piante esotiche e da fiori dai mille colori, ma soprattutto dove la multiforme varietà delle ali di farfalla evocherà la massima espressione della bellezza naturale. Quasi l’utopia di un ecosistema intatto e inviolato dall’inquinamento, è quello che va in scena al Macro perché, come dice l’entomologo padovano Enzo Moretto del Centro Butterfly Arc che ha fatto da consulente ai due artisti olandesi, le farfalle sono i perfetti indicatori di un sistema bio-ecologico, perché quando le farfalle spariscono da un luogo significa che l’inquinamento ha preso il sopravvento.
Quanto al resto, il Macro garantisce una carezzevole sensazione di modernità, secondo quell’idea vincente e assolutamente nuova, come ha sempre rivendicato il direttore Luca Massimo Barbero, di osmotica integrazione nel quartiere, diventando il museo stesso un lungo di passeggiata dinamica, flessibile, variabile e, perché no, divertente a Roma. Dall’ingresso concepito come un piccolo bosco zen, si entra nel foyer nero, inondato di luce naturale proveniente dal gigantesco lucernaio-terrazza (prossima a diventare una fontana) e dominato dalle mura rosso lacca dell’Auditorium che appare come un visionario geode, a pulsare come fosse il cuore del Macro. Al suo interno, non può che confermare le aspettative, sfoggiando una sala tutta rossa con 160 poltroncine attrezzate di tavolini pieghevole e luce. Fuori, è tutto un inanellarsi di percorsi fluidi, giocati sulla variabile delle passerelle pensili che gareggiano nell’offrire prospettive sempre diverse degli spazi espositivi, con un punto focale che è la macro-sala Enel godibile anche dall’alto.”
non merita neanche incazzarcisi …
tanto sono squallidi paraculi, ipocriti, biologici, ecosostenibili, biodegradabili, …






Non merita proprio.