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E qui che si può dire… Se uno ha ragione, ha ragione… Mentre partiva il rendering mi ero alzato per andare al gabinetto… qualcuno l’ha letta come una protesta… non pensavo di essere diventato così degno di attenzione…
Maitres à penser. Meno male che non è Zazzà, se no era una Maitresse. (che io infatti la preferisco)
Magari lo sapete, ma per chi non lo sapesse quello a sinistra è di Paolo Portoghesi, quello a destra è di Franco Purini.
Devo riconoscere a Portoghesi un notevole sense of humor e anche molta auto-ironia, e se volete anche altro, perché nel presentare quel progetto ha dichiarato non essere un progetto fatto per gli architetti ma per chi ci dovesse andare a vivere, cioè per la gente. Ha detto, più o meno testualmente, che lui sa benissimo che le logge (visibili a sinistra e di cui gli edifici abbondano) distruggono il prospetto però servono e piacciono.
Purini, invece, ha chiamato il suo grattacielo, un campanile laico.
Praticamente il simbolo della quarta grande religione monoteista simbolicamente rappresentata a Roma, dopo la cupola di San Pietro, la Moschea e la Sinagoga. Questo però Purini non l’ha detto.
Pietro
Purini ha parlato di “verde verticale” realizzato nel grattacielo con i giardini sovrapposti … dopo il successo dei negozi al 4° piano di Corviale, i giardini a 30° ci volevano proprio!
Questa gente non ha proprio dignità. I commenti degli astanti sono stati davvero divertenti. Inutile dire che la cosiddetta “Piazza” di Portoghesi è un qualcosa di fine a se stesso, dove bisognerebbe recarsi in elicottero – semmai si fosse interessati a visitare lo spazio – per poi riprendere l’elicottero e andar via: non affannatevi a ricercare alcun legame con la città intorno perché non esiste nessuna connessione e nessuna idea di sequenza urbana!
Tra le immagini ha anche fatto vedere l’alternativa di fondo per la piazza con un’orribile chiesa anni ’70 ed un campanile-minareto ispirato all’architettura dei missili intercontinentali!
Portoghesi ha rivendicato di essere l’erede dell’architettura barocca ma anche moderna, e quindi di lavorare in giusta continuità con chi gli ha passato il testimone … gradirei vedere il testamento per vedere se è vero che gli è stato fatto questo lascito!
Potremmo aggiungere il “magistrale” intervento di Colarossi, che ha fatto vedere come, disegnando dei viali con alberi larghi quanto un isolato, è possibile “riqualificare” e rilegare (“senza fare demolizioni”) dei brani di città scollegati. Oppure abbiamo visto le opere di Lucien Kroll, che Dio ce ne scampi e liberi; oppure ci è stato fatto vedere da Coccia come si potrebbe avere la versione aggiornata della soprelevata di Fantozzi, dove però a passare è un trenino monorotaia con stazioni ogni chilometro lungo gli 8 a disposizione.
Che dire delle strade larghe 60 metri e delle “passeggiate” larghe 120 proposte da Romano. Romano ha parlato di sequenze urbane confondendo la necessità di legare tra loro gli spazi per il passeggio con quelli dimensionati per le automobili.
Sul progetto di Rosponi è pure inutile esprimersi perché sarebbe come sparare sulla Croce Rossa!
E questi sarebbero gli esperti invitati al capezzale di Roma!
io trovo meraviglioso avere ripreso pari pari i prospetti e le logge realizzati al rione rinascimento, solo un po’ deformati (direttamente con photoshop? forse no visto che si dice di “aver lanciato il rendering”) per adattarli all’edificio in linea… mi rammento poi un cattivissimo post su questo blog a proposito di quel capolavoro portoghesiano: “di rosa e di celeste er cafone ce se veste…”
W.Siti. Il Contagio. Si potrebbe regalare questo libro a Portoghesi per Natale?