Boeri … chi? … quale? … perché? …

Primarie Pd, Cavalli stronca Boeri: “Un archistar lontano dalla gente”

Affaritaliani.it – ‎58 minuti fa‎
Il nome di Boeri “non dice niente”, rappresenta solo “un archistar lontana dalla quotidianità”, mentre l’Udc “ha visioni programmatiche diverse dalle nostre, ma non le poniamo veti”. L’Italia dei Valori di Milano sceglie Affaritaliani.it per criticare

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7 Responses to Boeri … chi? … quale? … perché? …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Come volevasi dimostrare: con la sua dichiarazione la Moratti ha già liquidato la candidatura Boeri per …..conflitto d’interessi.
    Non sembra così difficile immaginare che candidare a Sindaco un architetto in carriera, soprattutto nella propria città, non sia proprio una genialata! E questo a prescindere dalle intenzioni, sicuramente lodevoli, di Boeri.
    Avanti il prossimo.
    Pietro

  2. isabella guarini ha detto:

    La candidatura di Boeri alle primarie per la scelta del Sindaco di Milano, non è uno scherzo, ma un fatto su cui riflettere. Bisogna chiedersi il perché un architetto con molte commesse da parte delle amministrazioni di vario colore, abbia deciso di lanciarsi nell’agone politico per conquistare la direzione amministrativa del Comune in cui sono programmate molte sue opere. Quando può essere avvenuta, nella storia, una simile identificazione tra potere politico e intellettuale, degli ideatori di nuove città? Per trovare una ragione plausibile dobbiamo andare alla ricerca del fattore che ha determinato la mancata realizzazione delle città teoriche del Filarete, Alberti, Francesco di Giorgio, quando l’iniziativa urbanistica era concentrata nelle mani del principe rinascimentale.
    È ipotizzabile che la mancata realizzazione sia dipesa dalla conflittualità tra intellettuali-architetti e gestori del potere. In sintesi, era impensabile, in quel tempo, che i tecnici si sostituissero al potere politico nell’ideazione e realizzazione della città, che tanto incide sull’organizzazione sociale ed economica. Nella democrazia del terzo millennio, invece, ci troviamo di fronte ad architetti globali che, simulando i grandi ideatori di città, pensano di conquistare il potere politico per realizzare direttamente le loro fantasie, risolvendo così un problema del rapporto tra urbanistica-architettura e potere politico di portata storica!

  3. franco di monaco ha detto:

    La sinistra, poi PD – soprattutto nelle regioni e comuni dove governa – ha “ceduto” al conflitto di interesse che si traduce nella politica legata alla gestione dell’economia e degli affari, ad esempio mediante le Coperative legate alla politica. Tanto semplice, quanto evidente a spiegare una delle ragioni della sua “vocazione alla sconfitta; in altre parole l’aver “svenduto” idee e ideali agli affari.
    L’altra faccia dell’altrettanto deprecabile conflitto d’interesse che è al governo. Uno alimenta l’altro e viceversa.
    E gli architetti che fanno? Si prestano. E i cittadini? Li votano, perchè vorrebbero fare altrettanto, entrare in politica per fare affari!!!

    FdM

  4. Pietro Pagliardini ha detto:

    Isabella, la tua domanda e la tua riflessione è certamente ineccepibile e anche molto profonda.
    Io però, inguaribilmente ottimista e non dietrologo, in questo mi permetto di dire cossighiano, sono portato a pensare bene piuttosto che male. Io immagino che qualche scienziato del PD, magari dietro altre sollecitazioni, abbia intravisto nell’architetto Boeri un soggetto spendibile come espressione della società civile: architetto di fama, buona famiglia, ottime conoscenze ed entrature, ottimo comunicatore, apparato mediatico a disposizione, volto giovanile e dinamico, ecc. E il PD di società civile ne sente fortemente la mancanza, soprattutto al nord dove è forte minoranza.
    Glielo hanno proposto, è chiaro, perché non se lo è cavato dalla testa una mattina facendo colazione al bar.
    A questo punto è evidente che la prospettiva di “diventare” Sindaco della propria città – Milano non una città qualsiasi- può essere stata una tentazione grandissima, che io comprendo e non condanno affatto. Se uno è legato alla propria città, ne è già classe dirigente come Boeri – fare il Sindaco credo sia la massima aspirazione possibile per rendere servizio alla città stessa.
    Ha ed hanno trascurato una serie di fattori negativi, troppo facilmente prevedibili, quali il conflitto di interessi oggettivo, le chiacchiere – per me sono chiacchiere fino a prova contraria, ma per un candidato contano – sulla Maddalena, la sua vicinanza ad altri architetti molto più chiacchierati di lui.
    Voglio sperare, tuttavia, che nonostante la scelta improvvida di qualche stratega del PD, le intenzioni di Boeri siano buone, perché è giusto che la società civile si interessi della propria città e aspiri a governarla. Purtroppo gli architetti, se non in pensione, e anche questi tengono figli architetti, sono le persone meno adatte a questo scopo.
    Piuttosto il problema è il PD e il buio in cui brancola, perché candidare Boeri significa avere perso del tutto il contatto con la realtà e credere che tutto si risolva tra qualche famiglia, due salotti buoni. Forse in quei luoghi si decidono le scelte economiche e finanziarie e le sorti dei governi ma per il voto il mondo è fuori, ed è quello che fa i numeri.
    Saluti
    Pietro

  5. franco di monaco ha detto:

    Architetto Guarini, non scomodi i tre Trattatisti, per cercare un “parallelo” utile all’analisi…che riconosco suggestiva. Tutto molto più semplice (e desolante!!!!), direi quotidiano, che avviene nella storia, non del Rinascimento, ma di tutti i giorni, nelle giunte dei comuni, nelle segreterie di partito e negli studi dei grandi architetti-manager (che spesso si riuniscono nelle stesse sedi dei partiti): sono i tecnici (intellettuali, de che?) che per eseguire opere pubbliche hanno bisogno della politica (non quella nobile, come si diceva un tempo, al servizio dei cittadini) che affida loro incarichi che poi ritornano ai partiti in termini di voti. Si crea consenso, in cambio di affari. Questo è quanto, chi scende in politica (parafrasando l’utilizzatore finale) conosce benissimo.
    Sono gli architetti-ingegneri che si fanno nominare assessori, per le “competenze” urbanistiche, oppure i direttori delle Asl nominati dale segreterie di partito e, ancora, i sindaci che nominano i dirigenti (incarichi diretti, di fiducia, legati al loro mandato, quindi alle loro “dipendenze”) delle aree tecniche nonostante, svolgano la libera professione in studi di progettazione o società che realizzano opere pubbliche, etc etc etc

    Ora che con l’argomento Boeri abbiamo parlato di Gossip politico, torniamo alla politica vera; il caso Tulliani ci aspetta sui giornali. In definitiva entrambi nutrono “interesse” per le cariche istituzionali…
    saluti sconsolati
    FdM

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