Ringraziando liuk per la segnalazione, riportiamo per esteso il testo dell’intervista di Claudio Cerasa a Gianni Alemanno relativo a Roma e pubblicato su “Il Foglio” di sabato scorso: …
… ”Negli ultimi mesi Alemanno ha ricevuto critiche anche molto severe su diversi problemi relativi alla vita quotidiana della Capitale. Il decalogo dei rimproveri va dalle buche sparpagliate un po’ ovunque in giro per la città e arriva fino alla recente e criticata proposta di costruire attorno alla Capitale grattacieli alti persino pi del cupolone. Alemanno ammette che c’è qualcosa che non va. Sì, mi rendo conto che in questi primi due anni di governo possa sembrare che sia mancata la definizione di un’identità progettuale della città, ma in realtà stavamo lavorando in profondità per far nascere un autentico piano strategico di sviluppo della Capitale. Provo a spiegarmi. Roma, lo sappiamo, è una città complessa. Noi in questi mesi abbiamo raggiunto risultati importanti sul fronte sicurezza: i dati sul numero di reati commessi in città sono in continuo calo, e nonostante alcuni giornali, soprattutto stranieri, insistano molto sulla presunta crescita delle aggressioni omofobe, anche la violenza sta diminuendo. Ecco: nonostante tutti i problemi da cui è afflitta Roma, nonostante non sarà facile vincere la battaglia per il degrado, io credo che questa città possa essere un modello per tutto il resto dell’Europa. Qualcuno si ostina a ripetere che, a differenza degli anni di Veltroni, Roma sembra dialogare meno con le altri grandi capitali del mondo. Ma credo ci sia un equivoco di fondo. Negli anni del centrosinistra, questa città era stata erroneamente dipinta come una gemella, non so, di New York. di Parigi, persino di Berlino. Ora, mi chiedo, ma che confronti sono? Che senso ha? Per trovare un termine di paragone, una rotta su cui far viaggiare la città nei prossimi anni, a me vengono in mente altre esperienze. Mi viene in mente soprattutto una città a cui spero che Roma possa ispirarsi per la sua trasformazione. Come sviluppo economico. Come possibilità di attirare investitori. Come rapporto con le sue periferie. Come allegria. Come fermento culturale. La nostra pietra di paragone è Barcellona, non c’è dubbio. E’ questo il nostro modello e sono convinto che, con tutta la sua ricchezza e le sue straordinarie risorse, Roma se guarderà a quest’esempio, se sceglierà di valorizzare sempre di pi la sua presenza sul Mediterraneo, riuscirà a crescere come mai le era successo prima .
C’è per un altro punto su cui Alemanno insiste per ragionare sul destino della Capitale. Qualcosa che riguarda in particolare il rapporto tra le istituzioni romane e gli imprenditori non soltanto della Capitale. Io non credo che per un amministratore di una città importante come Roma sia necessario girare l’Italia spiegando che cos’è la bella politica. No. Io credo che un sindaco abbia il dovere di impegnarsi in prima persona per risolvere un problema grave che ci colpisce in modo profondo. Ovvero: far innamorare gli investitori stranieri di questa città per convincerli che investire qui non è un’odissea, ma è una grande opportunità. Per questo, ho deciso di organizzare un tour in giro per le piazze finanziarie di tutto il mondo, dove da sindaco cercher di trovare pi investitori possibili che siano interessati a dare un loro contributo a questa città .
La questione degli investimenti non è l’unico problema della giunta Alemanno. Da mesi, il sindaco sostiene che una delle ragioni che hanno ostacolato la crescita della città sia legata al fatto che Roma vive da troppi anni con un pesante debito che le grava sulle spalle. Alemanno sostiene che le casse del comune stiano tornando a respirare e individua nelle prossime settimane i giorni chiave per rilanciare i suoi progetti per la Capitale. Il primo appuntamento a cui il sindaco tiene in modo particolare è fissato per lunedì mattina, quando nella sala Petrassi dell’Autoditorium verrà presentato il prossimo bilancio comunale. E’ un momento importante per il sindaco ed è lui stesso a spiegarci perché. Se il nostro bilancio verrà approvato senza problemi per Roma inizia una nuova epoca. Un’epoca in cui possiamo uscire dal tunnel del debito in cui questa città, per colpa di passate amministrazioni troppo superficiali, era sprofondata e rischiava di affondare.
Oggi le cose sono radicalmente cambiate e il nostro piano di rientro, spero che almeno questo l’opposizione ce lo riconosca, ha creato le possibilità di risanare il debito. La prima cosa che faremo, e mi rendo conto che questo è un problema che fuori dal raccordo anulare pu essere visto come una baggianata, è quella di combattere il degrado cittadino e di trovare, un po’ alla volta, i due miliardi e 500 milioni di euro necessari per rifare le strade romane e tappare le maledette buche che da troppi anni affliggono la nostra Città . Continua Alemanno: Un’altra idea che spero possa essere d’aiuto alla città è un’idea un *** p0′ hard, forse, ma sono certo che funzionerà. Abbiamo deciso di dare la possibilità ai grandi sponsor, ai pi grandi marchi del mondo, di prendersi il compito di restaurare i pi importanti, e malandati, monumenti romani. Cominceremo con il Colosseo. Presto il ministero dei Beni culturali lancerà il bando e sono convinto che i pi grandi marchi mondiali saranno molto interessati a farsi pubblicità sponsorizzando il restauro del pi famoso monumento del mondo. Si dice spesso spiega ancora Alemanno che un problema delle grandi città italiane sia quello di far crescere in modo coerente e non disordinato le periferie. Un’idea per avvicinare le zone periferiche a quelle centrali e per dare loro una mano a non sentirsi marginali nell’economia della città. Le periferie, nella mia idea di Roma, devono diventare il motore vivo di questa città. Avete presente quei quartieri moderni e invidiabili che si trovano in alcune periferie parigine? Avete presente, insomma, quella grande centralità che è la Defense di Parigi? Ecco, io sogno che le periferie di Roma diventino dei luoghi all’altezza di questi modelli. Anche a costo, come ho già detto, che nelle periferie si inizino a costruire grattacieli. Spiegatemi, non capisco, che male c’è a immaginare una città tanto antica e monumentale al centro, quanto moderna e innovativa in periferia? .
Un altro tema delicato su cui Alemanno accetta di parlare riguarda un argomento che costituisce il cuore pulsante della geografia economica e finanziaria romana: l’Acea. Chi conosce Roma sa che dietro queste quattro lettere si nasconde qualcosa pi di un’azienda che porta acqua e luce nelle case dei romani. L’Acea è la pi grande stazione di appalto dell’Italia centrale, è il primo operatore idrico d’Italia, dà lavoro a settemila dipendenti (cinquemila solo a Roma) e gestisce un business vicino al miliardo e niezzo di euro l’anno (in termini finanziari in Italia fatturano pi di Acea soltanto tre società: Enel, Il famoso dopo Berlusconi, che prima opoi arriverà, sarà governato da una squadra. E in quella squadra ci vorrei essere Autostrade e Ferrovie dello stato). Il primo azionista di Acea oggi è il comune di Roma (possiede il 51 per cento dell’azienda) ma entro il 2012 secondo quanto prevede il decreto legge Ronchi sulla liberalizzazione dei servizi pubblici approvato in via definitiva a Montecitorio lo scor SO 4 giugno il Campidoglio dovrà scendere sotto il 30 per cento e mettere in vendita il 20 per cento del suo pacchetto azionario. A chi lo darà? I candidati a raccogliere questo tesoro sono i due principali soci privati dell’azienda. Il primo è Francesco Gaetano Caltagirone (arrivato oggi al 13 per cento di Acea, e che poco prima che Alemanno fosse eletto sindaco possedeva circa il 3 per cento dell’azienda) …”
Ma questi, prima di aprire bocca e di dargli fiato, ce pensano? …
Sembra di essere tornati indietro, almeno, di vent’anni …
e, e’ mai possibile che i politici dicano sempre, proprio sempre, …
le stesse, proprio le stesse, stronzate? …
in pratica, solo quello che vogliono le banche …
dopo l’Auditorium, … il Maxxi, … la Nuvola, …
piatto ricco mi ci ficco, …
mi sa che vedremo di nuovo in giro l’immarcescibile Burdett …
non era forse qui anche per l’ultima e la penultima festa? …
a quando la cena del bel Ricky con Gianni e Don Gaetano? …
Roma … sarà pure eterna …
ma, come diceva Nonno Ernesto, … “Nun c’è più trippa pe’ gatti” …
“e noi – aggiungiamo in perfetto inghilese – ce semo puro rotti li cojoni” …
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P.S. vallo a di’, oggi, alli spagnoli che la nostra, … la tua, … pietra di paragone è Barcellona …
ché magari, visto che nun c’hai un cazzo da fa’ … qua … a Roma, …
te se pijano pure come Ministro delle Finanze … là … a Barcellona …





SENZA SFORZO SENZA SACRIFICIO E SENZA SANGUE NULLA SI CONQUISTA NELLA STORIA!
Solo il 23 aprile scorso su Repubblica nell’inchiesta di Luigi Carletti si leggeva: «per risanare davvero le strade della Capitale bisognerebbe spendere un miliardo e duecento milioni in cinque anni, come afferma Eugenio Batelli, presidente dei costruttori romani (Acer)». Dopo solo due mesi sono diventati due miliardi e 500 milioni di euro. Tra stima degli impresari, che non credo si siano tenuti bassi, e quella del politico scappa fuori un extracosto preciso preciso del 100%.
Che vogliano incaricare Mimmo Paladino di decorare tutto a mosaico?
NON BASTA ESSERE BRAVI BISOGNA ESSERE I MIGLIORI!