B E A T I L O R O …

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13 risposte a B E A T I L O R O …

  1. emanuele arteniesi ha detto:

    • sergio43 ha detto:

      Se la storia potesse andare all’indietro, emanuele! A me basterebbe riandare indietro di sessant’anni! Come era verde la mia valle! Ma poi mi dico che forse i nostri posteri guarderanno con nostalgia e un pò di invidia questa foto del nostro oggi! Allora mi riassereno e mi accontento!

  2. DONNA NIPPONICA ha detto:

    BRAVO EMANUELE.

    quindi non solo “la luce elettrica ha rovinato il Giappone”….. la civiltà occidentale lo ha massacrato….

    MA QUALE CIVILTA’ OCCIDENTALE???

    Quella delle downtown americane – e/o quella dei guerrafondai, “imponenti”-insolenti che pretendono di comandare il mondo???

    O quella dell’arroganza e della torre di Babele????

    ….scusatemi, ma il sol levante…mi ha dato alla testa!

    • AMERICAN-NIPPON WOMEN ha detto:

      e comunque…

      BEATI LORO …UN BEL CORNO!

      non c’è città al mondo così contraddittoria e opprimente, e angosciante come Tokyo!

      Di certo a New York si può sopravvivere meglio…. ma sfido chiunque a viverci una vita intera…e a farci pure famiglia!!! una sola, ovviamente!!!!

      • Luther Blissett ha detto:

        No. E no. Tokyo non può essere liquidata con tanta fretta. Tanto più che è improprio definirla città, essendo piuttosto un insieme di più città. E quindi: Tokyo è stata intuita (appena!) solo dal film “Lost in traslation”. Si, contraddittoria, alienante, ma all’improvviso… un giardino. Metafora di una cultura intera.

  3. mauro ha detto:

    @ DONNA nelle più diverse accezioni
    premetto che ritengo migliori le Donne degli uomini (forse fa eccezioni l’Aulenti, ma come opera architettonica…), così per partito preso; penso che le Donne siano sempre migliori degli uomini, che vorrei vedere le una Donna-Papessa, che vorrei vedere una Donna presidente della Repubblica (vabè abbiamo la Bindi e la Finocchiaro, pazienza…), che sono più femminista io delle amiche degli anni ’70, MA LA PREGO “donna nelle piu’ diverse accezioni”, SI FIRMI SEMPRE UGUALE, MAGARI CON NOME E COGNOME (anche se una volta si è già firmata, credo…)Tutti questi prefissi, danno noia, compromettono un po’ Le sue giuste osservazioni, sono definizioni che le vanno strette, la sviliscono direi.
    Saluti
    Mauro

  4. city@life ha detto:

    CITYLIFE, LA MANHATTAN DEI MATTI MENEGHINI

    http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-16472.htm

  5. paolo ha detto:

    ma insomma…, smettiamola con questa vexata quaestio dell’anonimato! mica siamo in questura! abituatevi al mondo virtuale dei blog, dove qualunque sia la firma, l’identità.. il genere… non cambia assoulutamente nulla!
    discutiamo sui pensieri

  6. mara dolce ha detto:

    Siamo in attesa di superflui nik-name come: DONNA COGLIONA; DONNA-MAGARI; DONNA MA-PURTROPPO-SONO-UOMO-SENZA-PALLE, insomma:
    ma vi pare che per scrivere le stronzate di quello che si firma Luther Blissett(abusando quasi di un significato politico) e quest’altro che vaneggia con tutte ‘ste “DONNA QUALCOSA” c’è da buttare energie per scrivere in anonimato? voi vi sopravvalutate signori, se pensate che questi pensierini-ini-ini siano passabili di una qualche ammenda o denuncia o ritorsione: a dir tanto rischiate un calcio in culo.

    • Luther Blissett ha detto:

      mara dolce, nomen omen.
      Non cercavo la rissa. Le mie stronzate hanno solo la velleità di contribuire, con la massima presunzione di cui sono capace(!), al dialogo.
      E’ l’acredine a ostacolare il confronto, non la stronzata. La Stronzata, soprattutto se vera stronzata è un’opera aperta, provoca corto circuiti. Mentre l’attacco personale così miseramente privo di ironia è segno della decadenza dei nostri tempi, ‘na roba da barbari: con ironia, s’intende.

    • DONNA MA PURTROPPO SONO UOMO SENZA PALLE! ha detto:

      PER Luther Blissett.

      Non me ne volere, non volevo liquidare Tokyo con fretta. Andavo solamente di fretta nel replicare….

      Comunque nel mio anno e mezzo di vita a Tokyo, l’angoscia quotidiana della folla anonima di gente 99% giapponese in ogni dove, non mi ha mai permesso di godermi un bel giardino zen o di altro tipo.

      Certo, non nego che i giardini ci siano, basta guardare la piantina della “città” per vederne proprio uno al centro, ma la frenesia, la fretta, l’anonimato di tutto ciò che vi è attorno, soprattutto per le sue caratteristiche di commerciale e di grigiore assoluto (se togliamo le insegne commerciali più che colorate)…. mi faceva dimenticare la freschezza e la grazia anche del più intimo giardino.

      e poi. “Lost in traslation” è un filmetto per turisti!
      Non me ne voglia la Coppola…

      PER MARA DOLCE

      man do’ ca…o sta la tua “dolcezza”???!!!

      e comunque:
      “DONNA COGLIONA” CI SARAI TU!

      • Luther Blissett ha detto:

        E’ un film per turisti, si. Ma non è un “filmetto”. No. Certamente è un prodotto industriale, ma spesso si concede il lusso di non svelare troppo, cosa rara ultimamente (si, anche per l’architettura).
        Lo citavo non a caso perché rende bene la difficoltà della comprensione di qualcosa che è Altro, con un linguaggio (certamente) facile. In questo c’è una lodevole lezione di tolleranza e le similitudini con la disciplina architettonica, o spunti se si vuole, sono lì per chi li vuole vedere.

        Con questo chiedo venia per il quasi off-topic.

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