Architetti in campo …

1° torneo nazionale di calcio degli Ordini Architetti

ALOA ha organizzato, nei giorni della Festa dell’Architettura di Roma, il Primo Torneo Nazionale di Calcio degli Ordini degli Architetti che ha visto scendere in campo le squadre degli Ordini di Roma, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Trapani.

La struttura del Torneo è articolata in un girone all’italiana, con accesso alla Finale per il Primo Posto per la prima e seconda classificata, Finale per il Terzo posto per la terza e quarta.

Al termine della gara di Finale sono stati assegnati i seguenti Trofei: “Campione Nazionale degli Ordini degli Architetti P.P.C. d’Italia”: Architetti Roma; “Coppa Disciplina” agli Architetti Trapani; 2^ Classificato agli Architetti Reggio calabria; 3^ classificato agli Architetti Vibo Valentia; 4^ classificato agli Architetti Trapani; Trofeo miglior giocatore del Torneo ad Antonio Leone degli Architetti Reggio Calabria; Trofeo miglior marcatore del Torneo ad Alberto Fiorini degli Architetti Roma; Trofeo miglior portiere del Torneo agli Architetti Vibo Valentia; Trofeo del miglior allenatore del Torneo a Nello Li Vigni degli Architetti Trapani.

……

Per maggiori informazioni sul torneo accedi a: http://torneonazionalearchitetticalcio.blogspot.com/

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6 risposte a Architetti in campo …

  1. DONNA sempre più...NEL PALLONE ha detto:

    Professore la prego basta….altrimenti di questo passo non potremo e non riusciremo MAI più, a riscattare la “categoria”!!!!!

  2. efisio pitzalis ha detto:

    Alla prossima festa: miss velina/ordine architettura

  3. mara dolce ha detto:

    rendiamoci conto dove siamo arrivati: crisi economica mondiale,in italia per l’architettura butta malissimo, e intanto fondano l’associone ludica per gli architetti, come se non bastasse ci sono pure le partite di calcio con trasferte..indovinate pagate da chi?
    ma lì a roma macchecazzofate? dormite? ci dovrebbe essere una rivolta, o almeno una gragnuolata di e-mail di protesta presso l’ordine stesso da parte dei tanti iscritti. che ronfano a quanto pare.

  4. Cristiano Cossu ha detto:

    Siamo proprio comici, a pensare che c’è ancora qualcuno che blatera del potere degli architetti, del privilegio della casta degli architetti, della rendita di posizione degli architetti………
    Oggi qui a Otranto c’è un convegno che si intitola ”L’Architetto tra crisi e riforma della professione”. Probabilmente ci saranno più autorità che astanti: http://www.architettilecce.it/public/convegno-web.pdf
    Nel frattempo, in effetti forse meglio darsi al calcio. Però almeno tentiamo di organizzare un campionato nazionale, e che diamine! Roma, Vibo Valentia, Reggio Calabria e Trapani??? E la Padania? e l’amata Sardinia? e Lu Salentu?
    baci :-)
    c

  5. marco rostro ha detto:

    ma schiattarella a parte scendere in campo per essere eletto all’ordine nazionale
    giocherà anche?
    lpo vedremo correre sui campi, lanciare palle…
    o starà in porta a parare attacchi?
    ma tanto chi l’attacca?
    all’ordine se l’è scelti tutti lui, se li è capati giudiziosi e ubbidienti come i più addestrati dei segugi…
    p/S
    MA QUANDO TOGLIE LA SUA FACCIA DAL SITO DELL’ORDINE?
    HA SCAMBIATO IL SITO ISTITUZIONE DELL’ORDINE PER IL SUO BLOG?

  6. paolo fiore ha detto:

    ma qual’è la gravità di tale iniziativa?
    io credo, che oltre ad essere effimera e che mal si accorda con l’odierna difficoltà per architettura e architetti,(sottolineata da Mara Dolce), tale mafifestazione ludica dica molto altro di Schiattarella: ci racconta l’arroganza di chi, da quasi un decennio governa incontrastato, per colpevole inerzia dei suoi iscritti, per la mediocrità dei consiglieri (da lui scelti) e degli accademici romani ( che non possono far finta di niente!) l’ordine degli architetti di Roma come se fosse un feudo, un principato, al punto di arrogarsi di identificare l’immagine dell’istituzione con la sua stessa faccia, come ci fa giustamente notare Marco Rostro. a questo punto, quando si osa così in alto, non resta altro che scendere, sediamoci dunque tranquilli ad assistere alla precipitosa e rovinosa caduta del “principe”.

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