Da Capri a Sperlonga …

Da Eduardo Alamaro: …

“Si sa, Ë notorius, che Libera fece il suo delitto perfetto con
Malaspartes. In diretta da Punta Masullo di Capri news. Complice
assoluto il capomastro sapiente Adolfo Amitrano, caprese. Anzi
crapese. Fu lui il sicario Muratore che agÏ. Che affondÚ il coltello
costruttore nel duro masso de La pelle isolana. Tosta a morire.
Líartefice che saldò quello sfizio malaspertuto da Libera al luogo
antico. Che innestò quel giallo architettonico-letterario all’italiana
sul sito rupestre romito. A quella location. Regia di Bottai, che da
Roma dette il via Libera ministeriale al delitto razionale perfetto.
Furono quelle congiunzioni astrali irripetibili, assolute, oggi
impensabili. Che tempi, che diretta radiofonica! Tutta l’architettura
minuta per minuta, schizzo per schizzo, mattone per mattone!Leggo
invece oggi, su questo amabile blog internet dei muratorini, che De
Renzi ñ genio eclettico alla romana – rispose in differita tv alla
radiofonica sfida architettonica caprese di Libera. Dallo studio-casa
sua di Sperlonga, ventíanni dopo, nellíItalia ridimensionata e
democratica-cristiana. A occhio senza croce, riflettendoci alla
sveltina blog, credo che De Renzi prenda ecletticamente, irridente et
miscredente qual pare, la pianta Liberata distesa sullíisola di
Malaspartes e la alzi beffardo. La finge possibile prospetto. Mette
quella pianta inselvatichita allíerta. Vigile, drammatica, inutile
sentinella díarchitettura che fu. Che fru-fu. Niente di nuovo
allíorizzonte, nessun pirata d’architettura in vista. Torre saracena
del Nulla. CioË di un Dio smarrito, inquieto De Renzi. Che scruta alla
ricerca del locus perduto díItalia. Che aggiunge, salda, azzecca
stanze e scatole cementevoli. Sfonda prospetti regolari, brutalizza lo
spazio interiore nostro. Per vedere meglio l’orizzonte comune, le
Sirene dellí Ulisse nostro sperduto nella post/modernità. Itaca mia,
addÚ staje cchi˘. Penelope sei ëna zoccola!!! Che proci, che tempi! CosÏ
posto e sup-posto, cosÏ giocherellando e pazzianno, tutto sommato
sento pi˘ vicino, preferisco stamattina, a questíora di pranzo, questa
seconda villa. Quella di De Renzi. Che trovo lacerante, sregolata,
sgraziata, visto anche il contesto, la condizione attuale che ci
restituiscono le struggenti foto díArchiwatch.
Questa mia ideuzza dellíinnalzamento della regula antica tradita della pianta
caprese nel prospetto di Sperlonga potrebbe forse trovare un appiglio
decente e dicibile nellíelastico detto di De Renzi. Simpaticamente
riportato dallíottimo Michele Granata: ìCome la tiri su, la viene, Ö
l’Architettura Ë a pelle!!!î. Odierni cazzoni e coglioni díItalia a
parte, aggiungerei. PerchÈ si sa, Ë sempre una questione di Palle. All’uopo
appongo una cerasella sul babà ora confezionato e in via di spedizione
e-mail. Cari muratorini, rileggete -quando avete tempo e voglia- un
paio di paginette del romanzo-film memoriale ìLa pelleî. Il nostro
Malaspartes sfinge di ricevere, nella primavera 1942, autorevole
visita (guidata e sorvegliata) a Capri. Il famoso fietmaresciallo
Rommel, ìla volpe del desertoî, rende omaggio alla sua ardita
architettura. Conversando e sconsiderando sulle sorti del planeta in
guerra per il bello e líordine nuovo, i due compiono il giro della
villa. Perfidamente líitaliano fa salire e scendere pi˘ volte il
teutonico per la famosa sua scalinata-tetto del mondo. Un bunker
assoluto coi finestroni aperti sul più struggente paesaggio della
Storia antica. Da Tiberio a Malaspartes, appunto. Si
fermarono i due di botto, ohibÚ. Díuna botta, alfin!. Rommel stava
infatti per prendere congedo, ma esitava. Chiese allíintrasatto: ì
Herr Malaspartes, siete stato Voi a projektieren e a kostruiren questa
perfecta haus?. Il perfido toscano rispose: ìNo Herr Rommel, la haaus
mi preesisteva gi‡. Ma il paessaggen, il landschaft di Capri,
Faraglioni compresi, lího disegnaten io!î Sembra che in quel momento
Rommel-la volpe intuÏ che ci sarebbe stato un 25 luglio. E poi un 8
settembre dellíArchitettura nostrana. Tutti a casa da De Renzi, a
Sperlonga! (Portatevi le sedie e i panini da Capri, se magna). Saluti”

Eldorado

……………………………

Comunque, … ovunque, … sulle orme di Tiberio …

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

3 Responses to Da Capri a Sperlonga …

  1. sergio 43 ha detto:

    Divertente e godibilissima prosa anti-classica di Emanuele Alamaro! E’ probabilmente il modo più giusto per leggere e tradurre lo Stato odierno dell’Architettura. Una volta crollati gli Ordini, le Invarianti, ci rimane la Tecnica, dicono Heidegger e Severino usando la lingua quasi nella stessa maniera spavalda di Alamaro (ci rimane invero anche la speculazione capitalistica senza ideali resa possibile dalla Tecnica stessa). E’ logico che la Tecnica é sempre stata protagonista del costruire dell’uomo (che vergogna dirlo! lo sa anche il bambino che costruisce la sua torre usando i legnetti gialli, rossi e blu!). Accanto però, come seconda ancella, c’era, onnipresente, l’Idea del Giusto e del Bello in cui Fisica e Metafisica, unendosi, facevano scoccare una scintilla, non mai meglio rappresentata che nella volta della Cappella Sistina. Adesso La Tecnica ci propone ineluttabilmente, e non potrebbe essere diversamente, vaghe forme mutevoli e transeunti, fiori di titanio, nuvole di plastica evanescenti e, insieme, immortalità biologiche. Di tutto ciò non mi lamento, nè sento nostalgia per un passato che é gia archeologia. Aveva ragione, e come non poteva non essere?, Malaparte quando prendendo elegantemente in giro il Feldmaresciallo, affermava che la casa, come la villa di Tiberio, era sempre stata lì. Lui aveva semplicemente lavorato sul mare mutevole, sul cielo cangiante e sulle rocce corrose. Ricordo un’intervista di Veltroni che, da critico sapiente, sanciva davanti a Fuksas: “Non abbiamo più bisogno di mattoni, é tutto talmente pesante oggi! Sarà straordinario tenere un congresso in una nuvola! Farlo qui diventerà uno status symbol (sic!)!” Appunto! Entriamo in un mondo fatto di leggerezze, pensieri deboli, rivoluzioni etiche e biologiche. Sarà interessante viverci! Posso solo augurare ai miei posteri di non ritrovarsi a vivere in un mondo alla “Blade Runner”!

  2. sergio 43 ha detto:

    Eduardo? Eduardo? Puoi perdonare il mio “Emanuele”?

Scrivi una risposta a sergio 43 Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.