Condividi:
- Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Fai clic per condividere su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Fai clic per inviare un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail





Come scrisse Semerani su Schinkel: uomo classico-romantico! E in questo apparente ossimoro forse sta il suo fascino che dura nel tempo…
Questa immagine riassume molto del nostro spazio, della nostra cultura, mi scappa quasi un Viva l’Italia ma mi trattengo :-)
Di queste finestre, napoletane non solo per l’affaccio sul golfo più bello del mondo ma anche per l’infisso di legno,con gli scuri e i vetri listati a piombo, ancora ce ne sono tante nelle case antiche e d’epoca.Purtroppo vengono sostituiti da quelli in voga di alluminio preverniciato o plastica.Personalmente mi sono opposta al cambiamento degli infissi della mia casa e li sto restaurando, ma il conto è salato! Ho pensato che non potevo togliere una tal cornice alla guache del paesaggio. Ciò detto,osservo le immagini di Schikel proposte dal post di Giorgio Muratore, che mostrano il trapinato di un tipo architettonico napoletano nel Pavillon di Charlottenburg. Una visione romantica e dolcemente neoclassica, diversa da quella che per altri versi, Schinkel ebbe in chiave monumentale e celebrativa.
In questo Padiglione il classico non è formale ma struttura spaziale interna ed esterna. Un classico moderno.
Ah, quel filo di Arianna che, annodato alla maniglia di questa finestra luminosa, ci conduce fino alla finestra di un’altra stanza, alta su Punta Masullo!