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Mettersi a discutere su un sottotitolo, rivendicando “diritti intellettuali” ridicoli…è una vergogna! Purini e la sua cerchia improbabile continuano il misero tentativo di contaminare i loro studenti con l’insegnamento di una composizione che sarebbe meglio chiamare accademia a questo punto. Quando da una personalità di rilievo come la sua provengono rigurgiti di rimprovero che sanno forse(?) di invidia e permalosità per non esser stato messo al centro di un evento che ha avuto e sta avendo la sua potente eco, avviene un punto di rottura; rottura dovuta alla magra e misera figura che questo baluardo culturale architettonico sta compiendo di fronte agli occhi di tutti(e ieri i presenti erano MOLTI).
Denigrare con atteggiamenti e frasi pseudoassolutistiche(per non dire peggio) l’impegno di validi studenti e professori che senza alcun profitto ma solo con la passione e la voglia di aprire la torre eburnea(come Petreschi ieri commentava) della facoltà al mondo esterno è quanto di peggio possano vedere studenti dei primi anni. Le accuse gratuite e disfattiste fatte ieri hanno offeso non solo l’intelligenza degli organizzatori e dei professori promotori dell’evento, del pubblico presente, ma soprattutto degli studi invitati, che con gratitudine ed entusiasmo hanno dato un prezioso contributo nel comporre il puzzle della realtà eterogenea in cui viviamo!
che vergogna… il pezzo di purini è stato di uno squallore unico… uno che si comporta così …! ma chi si crede di essere? manco le corbusier si credeva tanto… e per di più purini come architetto …!
spediamolo a costruire palazze nella periferia romana, dove le sue case del farmacista e i suoi kubi si mimetizzano bene in mezzo ai capolavori dei palazzinari… altro che università… certo come si è ridotta valle giulia
non l’identità…ma un’identità…Opinabile, contrastante…ma definita e perciò invidiabile
Caro Muratore,
penso che possa essere utile che chi ritiene poco fondate le mie critiche alla sottotitolazione dell’iniziativa di “Camminare Roma”, venga a discuterne con me nel luogo più appropriato possibile, ovvero un’aula della nostra Facoltà. Pertanto invito gli interessati, te compreso ovviamente, venerdì 4 in Aula 7, nel corso di Figure dell’Architettura.
A presto
Franco Purini
… dopo quello che è successo l’altro giorno, non consiglierei a nessun di andare in aula 7 venerdì… potrebbero chiudere le porte e poi……. con tutti quei figuri di cui si accompagna purini… chissà che oltre che nei morfemi non siano anche addestrati nelle arti marziali!
Ho seguito sintesi con il prof Purini e posso dire che è veramente un bravissimo…TEORICO, un bravissimo ORATORE, con un grande difetto l’EGOCENTRISMO..in ogni evento vuole ESSERE IL CENTRO DELL’ATTENZIONE..è , ovviamente, convinto delle sue idee, senza aprirsi al confronto con idee innovatrici, quali possono essere anche semplici incontri con studi romani e non sull’attivita che ci aspetterà fuori. Le accuse fatte hanno infastidito, gli organizzatori che so averci messo passione, tempo, fatica e cuore nel realizzare l’evento, gli studi che si sono offerti nel venire a raccontare la loro esperienza, i ragazzi piu giovani dei primi anni che si stanno facendo ora un’idea dell’architettura, e questa discussione gratuita li lascia un pò sconcertati.
E’ evidente,
che non è di un sottotitolo che si stesse dissertando, ma sulla validità della proposta raccolta da un tema che richiama i caratteri di un Paese, il nostro, che va in cerca di una identità nel tempo presente.
E’ possibile che lo sconcerto, appellandoci agli innocenti studenti del primo anno, che qualcuno teme vengano traviati da chissà quali loschi baroni, derivi dall’assenza di binari definiti. La definizione di programmi, gruppi di intervento, tematiche compiute, è necessaria non tanto per il dovere di assorbirla come un dogma, ma per ottenere la facoltà di condividere o contraddire in maniera critica.
E’ ovvio che una mancanza di organicità (cosa piuttosto visibile nel modo in cui sono stati raggruppati gli interventi) e, a questo punto, di alcune basi teoriche, porti a fare strafalcioni persino nella scelta delle parole per un sottotitolo e ad inseguire immagini legate al successo (con la presunzione di “innovazione”, ma dai!), piuttosto che alla costruzione di un ambito da cui prendere spunto.
Il monito che fu fatto voleva ribadire l’importanza di una linea organica anche nella diversità delle proposte, piuttosto che “sparare a zero” su presunte basi di “invidia” (questa è stata bella, complimenti).
Detto ciò, interventi di giovani che producono e testimoniano la realtà lavorativa sono più che graditi a tutti noi, così come è rispettabile il lavoro del gruppo CR.
Spero che questi gruppi operativi di studenti e dottorandi trovino, piuttosto, una maniera di legare fra loro le proposte che, nella loro non uguaglianza, si sovrappongano in maniera organica.
Nell’attesa, possiamo gustarci un bel drink in Australia.