“Maestri” … a sfregio di ogni identità …

Di passaggio a PoggiorealeFilippo De Dominicis ci scrive: …
“caro prof.
visto che il tema è dibattuto e attuale, a questo punto due
righe vorrei scrivergliele. poggioreale e salaparuta meta della
giornata. dopo le “merveilles” gibellinesi e i dispiaceri a salemi,
dove al quartiere del carmine il terremoto sembra finito l’altro ieri,
e invece sono passati quarant’anni e più, e dove architetti di vera
qualità hanno lavorato su temi di maquillage urbano con tratti leggeri
e inutili…dopo gibellina e salemi, dove sgarbi alla prima occasione
non si fa scappare la monografica sull’adorazione dei magi di
caravaggio…dopo salemi e gibellina, dove capisci che alla fine Corrao
ha avuto veramente un lampo di genio a spostarsi venti chilometri a
ovest, e trovare largo spazio nella vallata invece che continuare a
morire una morte lenta e indecorosa arroccato due versanti dietro…
dopo salemi e gibellina, dove il sistema di piazze è un foro senza
nessuna forma urbis da custodire, senza alcuna famiglia da celebrare,
senza alcuna venere da pregare…dopo salemi e gibellina un neolaureato
romano a poggioreale si sente un pò una merda, davanti ai gesti
offensivi di paolo portoghesi e franco purini. si sente un pò preso in
giro sapendo che due maestri della sua ex scuola sono stati invitati in
tivu a parlare di ricostruzione. si vergogna un pò quando parla della
propria formazione con gli architetti siciliani del baglio di stefano.
si sente fuori posto, un disagio per una tacita connivenza che finora
ha mostrato, camminando in piazze deserte e assolate disegnate quasi a
sfregio di ogni identità, come se le rovine lì di fronte fossero mute e
sorde a ogni ragione etica.
a presto”
F.D.D.

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