Punti di vista …

Un misterioso e incazzatissimo … Buccinasco Town
ci scrive da SkyScraperCity
naturalmente … a prescindere dall’anonimato e dall’uso piuttosto spregiudicato di titoli ed epiteti al nostro indirizzo …
non siamo certo particolarmente d’accordo sui contenuti, …
ma cerchiamo di comprendere l’entusiamo di chi, in buona compagnia e senz’atro in buona fede esprime con chiarezza un’opinione che, con altrettanta chiarezza, non condividiamo affatto …
e per questo vi proponiamo: …

“Anche io sono un forumer di SkyScraperCity ed ho letto il dibattitto che sullo stesso forum si è sviluppato dopo che un utente ha postato le considerazioni del Barone Giorgio Muratore, all’origine di questa discussione.

Al di là del dibattitto sui grattacieli, che forse è un po’ troppo complesso per essere ridotto ad una discussione da blog, vorrei semplicemente segnalare il fatto che Skyscrapercity non è solo un sito di fanatici dell’edificio fallico, ma in realtà un forum di architettura ed urbanistica, aperto alle opinioni di tutti, anche a quelli contrari ai grattacieli, nel quale si discutono una varietà di temi infinitamente più grande rispetto alla semplice esaltazione degli edifici a sviluppo verticale.

Quello che mi sorprende è il fatto che Skyscrapercity sia oggetto di attacchi ed insulti di vario genere (peraltro provenienti quasi sempre da un preciso ambito politico-culturale, quello di area post-comunista, pseudo ambientalista o vetero radical-chic) che stupiscono per il loro livore e l’aggressività verbale dimostrata.

Personalmente mi sono fatto un’opinione sul perché di tanto odio verso un innoquo sito di architettura da parte di certi personaggi: internet 2.0, con i suoi forum e blog, ha dato visibilità ad opinioni che prima non erano ammesse nei circoli della politica, dei media e della cultura ufficiali (stampa, televisione, università), rivelando all’opinione pubblica quelli che Marc Penn chiamerebbe “Microtrends”, cioè tendenze particolari che sfuggono alla categorizzazione sociologica tradizionale della società odierna.

Tra queste vi è il fatto che l’urbanizzazione “spinta”, con gli annessi fenomeni di densità urbana, di costruzione in altezza e modernizzazione accelerata delle città, un fenomeno storico che si è ripetuto nei secoli in fasi e luoghi diversi, non è solo il prodotto di processi speculativi (come forse vorrebbero certi Catone della Kultura sinistroide), ma anche un fenomeno culturale che trova i suoi sostenitori anche tra chi non ha nessun interesse specifico (o per meglio dire, economico) nella stessa.

E’ forse proprio questo che dà fastidio ai nostri Soloni dell’establishment culturale post Gramsciano, il fatto che, in un ottica per certi versi futurista, esistano al mondo milioni di persone che vedono nell’idea di città in continua crescita, trasformazione e concentrazione, della bellezza e del fascino, del vigore e del rinnovamento, anche culturale ed estetico.

Per troppi anni si è venduta l’idea che la crescita edilizia moderna ed il suo odiato simbolo principale, il grattacielo, fossero solo il frutto della speculazione finanziaria e capitalista di pochi.
Adesso viene fuori grazie ad Internet che molti, come i forumer di Skyscrapercity, pensano invece che tali trasformazioni urbane siano segno di dinamicità e vitalità delle città moderne, al punto di entusiasmarsi per la loro realizzazione, dando così una dignità anche “poltica” e sociale a questi progetti.

Ma questo non può piacere a certi personaggi.”

B. T.

Sarà perché soffro di vertigini e di claustrofobia, …

ma a me il monumento di Panic City …

continua a  convicere poco …

e, soprattutto, per la città italiana, …

non mi convince affatto …

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10 risposte a Punti di vista …

  1. marco boccaccio ha detto:

    e poi “innocuo” si scrive con la c

  2. Caro Giorgio Muratore,
    vede a cosa porta l’utilizzo dei puntini di sospensione a una gran confusione da bar degli architetti.
    Il misterioso Buccinasco Town, ragionando per stereotipi e per formazioni calcistiche crede che chi sia contro le torri è un post comunista.
    Ed io che pensavo che lei, Pietro Pagliardini, Cristiano Cossu, Edoardo Alamaro, Filippo De Dominicis, Isabella Guarini, Biz, Sergio1943 e i muratorini fedeli foste un po’ post fascisti.
    Appunto … punti di vista … come dice lei.
    Prof,
    mi dispiace ma non si può parlare di architettura in questi termini i post ‘contro’ non servono alla categoria degli architetti già declassata da tempo al rango di miseri avventori da bar.
    Merito anche della critica della forma del bello/brutto formula da utilizzare solamente al supermercato, forse.
    L’architettura abita altrove.

  3. franco di monaco ha detto:

    Egr Salvatore D’Agostino, mi ha incuriosito: me lo/ce lo dica Lei dove abita l’architettura?.
    Era per cominciare a volare “più alto”…..lo aspetto da tempo….
    Stavo uscendo per andare al supermercato, controvoglia come tutti i sabati, ma il suo commento me l’ha fatta venire…….Mi raccomando: dove abita l’Architettura?
    Saluti
    FdM

  4. Pilia Emmanuele ha detto:

    Quindi lei Professore è un comunista barone!! E sono sicuro che è uno di quelli che critica Berlusconi perchè è “invidioso”!
    Ma aggirando la discussione ridicola che questo fantoccio ha messo in piedi, devo dire che sono tendenzialmente daccordo su: “non scrivere contro”. Già il buon vecchio Martin, che quà aleggia piottosto fortemente, metteva in guardia sullo scrivere “contro”, e Perniola in “Contro la comunicazione” se ne rende conto e chiede quasi perdono al lettore attento. Però quì ogni tanto si trovano degli attacchi piottosto energetici verso questo o quello, che se un conoscitore attento di un certo fenomeno può leggere i tanti “sottointeso”, il vagabondo della rete incapperà in malintesi clamorosi. Così, anche Muratore diventa un post cattocomunista filogovernativo berlusconiano neofascista barone sprecone. Non dico che non lo sia in assoluto, ma non ho nè interesse ad affermarlo, ne le prove per dimostrarlo. Soprattutto se in un blog come questo la metà delle cose hanno sfondo ironicamente drammatico… Quindi è quasi fisiologico vedere di tanto in tanto queste infantili manifestazioni di attacco diretto.

    PS: Sono anche daccordo sul fatto che un scrivere “contro” non favorisca alcuna speculazione, quindi anche nella seconda parte sono tendenzialmente daccordo con D’Agostino.

  5. Franco Di Monaco,
    l’architettura abita nella contemporaneità, anche in un supermercato.
    L’architettura non può più essere giudicata dalla forma, ma dai processi.
    L’architettura abita nelle menti geniali come c’insegna la storia, ma può essere rintracciata in qualsiasi vicolo senza firma.
    Sta a noi scegliere continuare a insistere con questo lamento contro! contro! contro! o cominciare a camminare costruendo qualità e non gogne mediatiche.
    Non si arrabbi, non ne vale la pena in fondo queste sono parole da blog, non crede?
    Un caro saluto,
    Salvatore D’Agostino

  6. franco di monaco ha detto:

    Egr. D’Agostino,
    il punto che Lei non coglie è proprio quello della FORMA, che deriva da un PROCESSO COMPOSITIVO, altro che “processo contemporaneo”, come Lei dice. E’ lo stesso processo – quello del “variare” le “figure” architettoniche della Storia in nuove (contemporanee?) “forme” spaziali, mantenendo inalterata la stessa idea di spazio – che troviamo, tanto per citae alcuni esempi, nel Salk Institut di Kahn (sicuramente K. aveva visto, tanto da incollarci la pianta sull’area d’intervento, il complesso di Villa Adriana) o nel Kimbell Artr Miusium, dove ritroviamo gli archi tamponati di Pompei. Lo stesso processo lo si ritrova nel Palazzo dei Congressi di Libera (tra il tempio periptero e la domus romana, con la splendida sequenza spaziale dalla sala dei Ricevimenti a quelal dei Congressi…); oppure le meravigliose “figure” a pianta centrale che diventano le case di quel Maestro che era Ridolfi…….
    A mio avviso, l’Architettura abita in quel tipo di Processo…..altro che il processo che vede Lei nel contemporaneo che troviamo in un supermercato……..
    E’ la desolante cultura del paghi 2 e prendi tre…..quella sì che conosco dove abita…….
    Saluti
    FdM

  7. isabella guarini ha detto:

    Bella , la Torre Velasca, inconfondibile!

  8. Franco,
    sarebbe una bella sfida per me progettare un supermercato, ma non pagato 2 e costruito 3 questa cultura non mi appartiene.
    Io non credo nel PROCESSO COMPOSITIVO grazie per i tuoi riferimenti culturali, importanti ma non fondamentali per me.
    Io credo in:
    – parte a Peter Eisenman e la sua lettura importante sull’architettura italiana (Terragni, Moretti, Piranesi, Palladio);
    – Rem Koolhaas «L’ascensore – con la sua possibilità di creare collegamenti meccanici anziché architettonici – e il complesso di invenzioni che da esso derivano, annullano e svuotano il repertorio classico dell’architettura. Questioni di composizione, scala metrica, proporzioni, dettaglio sono ormai accademiche» Rem Koolhaas, “Junkspace, Quodlibet, 2006;
    – Giò Ponti: «Questo libro è per gli amanti dell’architettura e per gli spasimanti della civiltà. Per chi sogna architettura, per chi sogna civiltà (è un sogno?). Non un libro sull’architettura ma per l’architettura […] Non per dettare legge, se mai per eccitare alla contraddizione: perché un libro è un colloquio, non un soliloquio: solo nella follia parliamo da soli» Giò Ponti, Amate l’architettura, Vitali e Ghianda;
    – Carlo Scarpa e la sua architettura non filologica;
    – Andrea De Carlo e la sua architettura anarchica;
    – Bruno Munari e la sua onestà nel design;
    -nella lettura di alcune opere distopiche dell’architettura italiana di Robert Venturi in Complessità e contraddizioni nell’architettura (Dedalo, 1980) «Questo non è un libro facile. Richiede una competenza specifica e una continua attenzione visiva; non è per quegli architetti che per il timore di essere offesi preferiscono non guardare»;
    – nella domus romana che trovo in alcuni edifici di Satoshi Okada;
    – nell’ossimoro ‘spazio vuoto’ di Zaha Hadid nel Rosenthal Center for Contemporary Art (1998), Cincinnati, Stati Uniti;
    – nell’incompiuta chiesa dello spasimo di Palermo;
    – nelle feste popolari in Sicilia;
    – nel design involontario raccontato da Vladimir Archipov;
    – nelle azioni di Danilo Dolci;
    – nella scuola di Don Milani;
    – nel non avere il senso di patria e di appartenenza;
    – nella bellezza della diversità della gente;
    e in tante altre cose.
    Credo nella complessità e nella sofisticazione della nostra epoca e nel suo divenire architettura.
    Semplici punti di vista divergenti ma non credo che sia preoccupante, non pensi? O temi che possa essere più distruttivo di un geometra/architetto/ingegnere del finto rustico/antico?
    Cordialmente Salvatore D’Agostino.

    P.S.: Eviterei la retorica dell’Egr., fa tanto ‘ottuso’ e credo che tu non lo sia.

  9. franco di monaco ha detto:

    Salvatore D’Agostino (non metto Egr, mi sembrava una cortesia, di solito lo uso sempre prima del nome o del titolo, nessuna “ottusità” o ironia, mi creda) la ringrazio per la gentile e documentata risposta. Sarebbe interessante proseguire, basterebbero solo alcuni riferimenti, che Lei ha citato: Scarpa e “l’infilata” Terragni-Moretti-Piranesi-Palladio…..per ragionare del PROCESSO COMPOSITIVO…..ma avremmo punti di vista talmente distanti, da non interessare nessuno.
    Un saluto
    Egr Franco di Monaco

  10. Franco,
    non credo, bisognerebbe imparare ad ascoltare i punti di vista diversi che arricchiscono la nostra vita, altrimenti ci sarebbero tristi monologhi e non dialoghi.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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