Profili …

profili

da Sacconi … alla Galloni …

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15 Responses to Profili …

  1. Biz ha detto:

    Chi è già “l’architetto” che ha “disegnato” questo impianto?
    O hanno chiamato direttamente l’ascensorista?
    Non ricordo.

  2. pasquale cerullo ha detto:

    Eppure, io dico questa cosa semplice semplice. Non capisco perché non si fa menziona di un particolare non trascurabile.
    L’ASCENSORE INTERNO ESISTE E FUNZIONA ANCHE, MA NON VIENE UTILIZZATO.
    Ora alla buona voglio credere che sia limitato o che inizi la corsa da un certo livello superiore. Però l’ascensore esterna identicamente si raggiunge dopo una faticosa scalinata, alla faccia dell’handicap.
    Sicuramente l’ascensore interno avrebbe bisogno di un aggiornamento tecnico e normativo, qualche soldino per sostituire tutto l’apparato. E dunque, qual’è la logica di sperperare soldi per una struttura esterna? perché è visibile e fa scena? il biglietto per ripagare cosa? se non si faceva non si ripagava niente! I soldi per costruire il traliccio, si spendevano per riattare l’ascensore interno e si risparmiava anche qualche cosina. E poi il biglietto si faceva pagare lo stesso per recuperare la spesa. Un’altra cosa non trascurabile e di non poco conto: anche le scale ESISTONO per raggiungere la terrazza delle quadrighe, ma sono vietate ai comuni mortali. Il solito motivo di sfruttamento. Mi torna in mente un’altra e ancor meno giustificabile forma di sfruttamento dei beni culturali italiani. Per vedere il cratere del nostro amato VESEVO si deve pagare il biglietto, manco il vulcano fosse una installazione del Ministero dei beni e delle attività culturali, e non è una questione di sicurezza, perché se qualcuno si volesse buttare non c’è alcun problema. E non parliamo se il Vesuvio si incazza, il biglietto mica assicura l’immunità da eruzioni impreviste?!

  3. RondoneR ha detto:

    Ma ora con tutt’Insieme@Roma appassionatamente… possiamo smontarli… ??

    ;-)

  4. Pietro Pagliardini ha detto:

    Criticoni!!!! Eppure c’è un dettaglio veramente di alto profilo: il tetto! Raffinato, elegante, integrato con la struttura, scelto dopo chissà quante sofferte prove!

    Penso proprio abbia ragione biz: qui ha fatto tutto l’ascensorista.

    Pietro

  5. isabella guarini ha detto:

    Questa foto dell’ascensore del Vittoriano a forma d’impalcatura è la sintesi di quanto andiamo dicendo da tempo. Ormai non vi sono più parole. Bisogna solo diffondere il tam tam per lo smontaggio.

  6. manuela marchesi ha detto:

    Pasquale Cirullo ha toccato “IL” Nodo Dolente di parecchie operazioni fatte ultimamente a Roma…giusto per smuovere acque e buttare lustrini culturali (magari fossero culturali!) negli occhi della gente.
    Il fatto che già esistano scale e ascensori, inutilizzati per monopolizzare l’uso di terrazze e belvederi, mette in evidenza lo spreco fatto in nome della Modernità, e la disattenzione per ciò che esiste e che, volendo, è ancora fruibile volendo anche a pagamento.
    Infatti l’oggetto del dibattito dovrebbe riguardare il come vengono scartate risorse pronte o quasi all’uso. E credo che nel voler fare novità e modernità a tutti i costi ci sia una bella dose di narcisismo malriposto in quelli che prendono certe decisioni.
    Anche con il ripristino si mette in moto la macchina dei lavori, degli appalti e anche, è inutile negarlo, delle mazzette e delle ammuine ed è per queste ragioni che, cinicamente, credo nel fatto che anche i restauri veri e i ripristini reali portano la loro convenienza. Invece le cazzate portano solamente polemiche e disistima per i pubblici amministratori.

  7. filippo de dominicis ha detto:

    l’architetto è Paolo Rocchi, ordinario di restauro dei monumenti presso la facoltà di architettura “ludovico quaroni” della Sapienza.

  8. danilo nuccetelli ha detto:

    Certo che tra Sacconi e Rocchi è una bella lotta.Da non dimenticare: Rutelli ordinò,Veltroni fece, Napolitano inaugurò, Carandini apprezzò entusiasta.

  9. armando roma ha detto:

    a mio parere la questione non sta tanto nell’aver posizionato un ascensore in un’area così delicata.
    Anzi, forse poteva anche essere una operazione interessante.
    Il vero problema è la modalità con cui è stato progettato e realizzato.
    Come al solito con pseudi appalti, senza che nessuno sapesse nulla, sbucato da un giorno all’altro…
    Ma non poteva essere l’occasione per farci un bel concorso internazionale per realizzare un qualcosa (magari temporaneo) di qualità? Sono sicuro che un’approccio similie avrebbe potuto dare tanta visibilità all’amministrazione capitolina.

  10. un marziano a roma... ha detto:

    Su Marte certe stronzate non ce stanno…

    Fra chi scende e chi sale… la “macchina da scrive” e il montacarichi…
    fra Rino tacchino e Fracchia la belva lupomanno umana…

    A romani state messi proprio male…
    Prrrrrr…..

    Pernacchie from Mars.

  11. sergio 1943 ha detto:

    Però un commento lo vorrei fare. A livello culturale oramai a sinistra stiamo sul livello del Pensiero Debole. Aveva cominciato la nuova Italia repubblicana e resistenziale con l’immagine straziante del Mausoleo delle Fosse Ardeatine che ha ispirato, lo voglio credere, la cripta della fiamma perenne allo Yad Vashem di Gerusalemme. Abbiamo finito, in questo caso, scimmiottando e traendo ispirazione dagli ascensori del Museo Reina Sofia. Solo che a Madrid si voleva restaurare un antico ospedale dalla anonima facciata, rivitalizzandolo con un segno forte in facciata, qui questo ascensore da chiostrina condominiale che senso ha? Mercantilismo puro alla faccia del Pater Patriae e del Milite Ignoto!

  12. sergio 1943 ha detto:

    Proseguendo, (scusate! era l’ora di pranzo!) non che a destra stiamo messi meglio, anzi!, se, di tutto il progetto di Piano all’EUR, l’elemento incardinante della perplessità di Alemanno é il travertino, non gli appartamenti extra-lusso alla faccia di chi la casa se la sogna. Aoh! Piano, basta che lo chiami! Poi gli interessa assai se costruirà un’altra Punta Perotti Chissà? Forse Alemanno avrà guardato, dopo le bordate pre-elettorali, l’edificio di Meier con occhio più tollerante essendosi accorto che, furbescamente, l’americano ha steso un bel paramento di pietra tiburtina, alla faccia di San Rocco e di San Girolamo.

  13. alfredo ha detto:

    è vero, la genialità del gesto è tutto nella copertura aggettante (stendere un velo pietoso all’ uopo).

  14. pasquale cerullo ha detto:

    A proposito di quello che scrive Emanuela Marchesi sulla fruizione dei Beni Culturali. È ancor più scandaloso per la documentazione storica. Ne hanno più accesso libero all’estero che in Italia. Una volta cercai in rete la pianta del Nolli, la trovai nel sito di un’Università americana. In Italia non c’è una istituzione pubblica che metta a disposizione il patrimonio iconografico in rete; la conoscenza è libertà e sembra quasi che il sistema di Governamento italiano voglia detenere una sorta di potere, attraverso una burocrazia che non agevola le conoscenze, a meno che non ci sia un meccanismo lucroso di disponibilità. Poi ci domandiamo come mai i più importanti studiosi di Roma e della Storia dell’Arte italiana siano o americani o inglesi.
    Per chi fosse interessato, non ricordo quel sito ma questo non è da meno. E in questo c’ è tutto Piranesi in ad ed oltre.

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