oggi …
Giorgio Biuso, da sempre, testimone e protagonista delle vicende dell’Eur, ci invia questa lettera aperta al sindaco Alemanno: …
“Caro Sindaco, ho conosciuto l’arch. Renzo Piano quando ero direttore dei Servizi Architettura e Urbanistica dell’Ente EUR. Piano era stato incaricato di progettare la prima Quadriennale d’Arte nel palazzo dei Congressi di Libera che io stesso, in attesa della fine dei lavori nell’edificio di via Nazionale, avevo proposto al presidente della Mostra, Giuseppe Rossini. Durante l’incontro fui impressionato dalla sensibilità e dalla cortesia del professionista. Ecco perché, dopo aver letto la lettera che Le ha inviato a proposito del progetto che prevede la demolizione delle Torri delle Finanze, sono rimasto sconcertato. Sembra scritta da un altro uomo. Capisco che aver ricevuto il premio Pritzker ed avere progettato in tutto il mondo lo metta in una posizione molto più alta dei critici che lo contestano, ma non credo questo gli dia il potere di trattare con arroganza l’Architettura che la sua sensibilità non riesce a percepire. Mi riferisco a frasi come: “Il progetto a me piace così, se ci sono suggerimenti per migliorarlo, ben vengano. Ma se vogliono una cosa completamente diversa, diciamo in linea con la retorica del luogo, allora possono chiamare un altro.” Vorrei ricordare al nostro che il suo progetto non solo distrugge un’opera di seri architetti razionalisti come Ligini, Cafiero, Marinucci e Venturi, ma altera, squalificandola, la Porta Sud di Roma. Ricordo le parole di Marcello Piacentini, presidente, dopo la guerra, della Commissione edilizia dell’Ente EUR: “…è confortante che la trasformazione dell’E42 nel Centro Direzionale di Roma abbia come ingresso una porta formata da Torri destinate ai Ministeri della Comunicazione e delle Finanze.” Era per lui uno dei tanti segnali che il Governo di allora dava in alternativa alla speculazione privata sulle aree urbane.
Ricordo anche il parere di storici dell’architettura e di cittadini che chiedono solo il rispetto delle volumetrie esistenti senza imporre lastre di travertino alle ricostruzioni di cui Piano si è dimostrato abile progettista.
Quanto alla “Casa di vetro”, ce lo comunica lo stesso Piano, è stata progettata per colloquiare con la “Nuvola” di Fuksas, bene ma cosa vuol dire colloquiare? Vuol dire abbattere tre torri che impattano la visuale del Centro Congressi? Vuol dire eliminare le stesse per non mettere in crisi i distacchi con l’altra torre che Fuksas ha aggiunto dopo aver vinto il concorso?
Signor Sindaco occorrono risposte. L’Amministrazione precedente ha perso le elezioni perché ha dato l’impressione di non fare l’interesse dei cittadini. A questo proposito le ricordiamo che dietro il progetto di Piano c’è una speculazione che non solo porterà nelle tasche degli imprenditori più di 600 milioni di euro ma 1600 abitanti in più nel quartiere, in case di lusso, dunque almeno altre 1000 auto che si aggiungeranno a quelle che da mattina a sera creano ingorghi e incidenti. A questo si sommeranno, tra qualche anno, gli arrivi in un’ora di 11.000 congressisti e 4000 addetti durante le manifestazioni congressuali. C’è di che meditare.
Concludo facendole rilevare che la proposta di Piano di aggiungere un po’ di travertino sulle facciate del progetto, per farlo digerire anche a lei, suona come una denuncia delle Sue presunte simpatie per l’architettura del Ventennio. Grazie e buon lavoro.”
Roma 10.11.08 Giorgio Biuso
domani …






Una cosa va senz’altro sottolineata:gli edifici delle Finanze erano brutti come orribile è l’osceno grattacielo nero delle Poste.Qualsiaisi altra soluzione sarà migliore.Ho fiducia in Renzo Piano:frequento il suo Auditorium,una struttura bellissima che non escude nessuno,ma si apre al pubblico facendolo sentire a suo agio .L’architettura dell’Eur è una architettura fredda ,da parata e respinge invece di accogliere.
Lasciamo stare “brutti…orribile…osceno…migliore”. Il fatto é che il “nero” del Palazzo delle Poste é il necessario contrappunto al “chiaro” dei Palazzi dell’E.42. Analogamente il Palazzo della Confindustria, posto a fianco del Palazzo della Civiltà, é altrettanto “nero”. Poi si consideri, dopo aver confrontato le due foto “prima e dopo”, l’equilibrio dell’entrata da ovest, tra i due edifici alti con la “capitozzatura” dell’intervento di Piano. In maniera diversa, segnata com’é da due edifici gemelli bassi e lunghi, é altrettanto equilibrata l’entrata da Est. Ma perchè queste disgraziate amministrazioni tendono in continuazione a rimettere mano a questi equilibri che la città riesce malgrado tutto a conquistare? C’é tanto, troppo da ricucire nel tessuto di Roma! Ma applicatevi a dare dignità a chi la dignità di vivere nella Città Eterna non sa neanche dove sta di casa.