Pincio … l’autorimessa della discordia …

Evidentemente sollecitato dal clamore di questi caldi giorni sul Pincio …
Paolo Ramundo ci invia questa sua ritrovata lettera sull’argomento …

un modo, poetico, di dire NO …

ovvero, la saggezza di uno storico pennuto …

CARO WALTER,

NON SO SE HAI MAI LETTO I POCHI FAX CHE TI HO INVIATO MA HO

BISOGNO DI SCRIVERTI QUANDO I PROGETTI CHE TU APPROVI

SUSCITANO CONTROVERSIE RILEVANTI.

IL PARCHEGGIO AL PINCIO E’ CONSIDERATO MALE DA MOLTE

PERSONALITA’. ANCH’IO SENTO DI DISSENTIRE E NON PERCHE’

CONSIDERO INTOCCABILE IL LUOGO DOVE VERREBBE REALIZZATO,

MA PERCHE’ CIO’ CHE MOTIVA L’INTERVENTO DI TRASFORMAZIONE

E’ DEBOLE COME FUNZIONE : UN’AUTORIMESSA.

E’ UNA FUNZIONE URBANA DI NESSUN PREGIO E QUINDI NON HA

LA FORZA CULTURALE PER SOSTENERE L’INTERVENTO IN QUEL

LUOGO ANCHE SE E’ GIUSTIFICATO PER OCCULTARE AUTO ED

E’ ECONOMICAMENTE VANTAGGIOSO.

SE IN QUEL LUOGO UNICO SI FOSSE PROPOSTO DI REALIZZARE

UN PREZIOSO IPOGEO DI PUBBLICA UTILITA’ PER LA POESIA,

PER LA MUSICA,PER L’ARTE, LA CITTA’ AVREBBE COMPRESO E

APPREZZATO.

PENSA AL POZZO DI SAN PATRIZIO AD ORVIETO : FU FATTO PER

GARANTIRE L’ACQUA ALLA CITTA’ E LA SUA FUNZIONE ESSENZIALE

GENERO’ UNA STRAORDINARIA ARCHITETTURA.

PUO’ UN’AUTORIMESSA CREARE UNO SPAZIO ARCHITETTONICO

DI QUALITA’ ?

CON AFFETTO

P. R.

grazie Paolo …

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25 Responses to Pincio … l’autorimessa della discordia …

  1. Cristiano Cossu ha detto:

    Ma soltanto l’idea di realizzare una cosa del genere in quel luogo dovrebbe squalificare a vita chi l’ha avuta… Pacatamente, si intende!
    saluti
    cristiano

  2. manuela marchesi ha detto:

    Un’altra buona ragione per non volere quest’opera magna sta nel fatto che, oltre ai reperti inevitabilmente venuti alla luce ( Roma è fatta a strati…), va innanzitutto e oltretutto preservata l’integrità del complesso di Santa Maria del Popolo, che subirebbe tutte le inevitabili ripercussioni di lavori così tanto radicali.
    Irrigidire la collina del Pincio, cambiare il microclima per via degli inevitabili impianti tecnici di condizionamento e smaltimento gas di scarico, creare a cielo aperto un ulteriore viavai di macchine dirette al parcheggio, deteriorerebbe l’oggetto-Pincio-Piazza del Popolo in un modo che difficilmente si può pensare di rimediare.
    Piazza del Popolo è spesso teatro di manifestazioni che si potrebbero tenere in altro luogo. Subisce altoparlanti sparati a mille che rimbombano e vibrano fino all’altro capo del Babuino. Quanto fa bene tutto ciò alle tanto vantate belle antiche architetture che fanno della piazza un richiamo mondiale? E gli affreschi, e le pitture quanto se ne giovano? Queste considerazioni non vengono fatte, o tantomeno sono sorvolate.
    Viene pensato “il” parcheggio, ma guai ad aspettare un autobus, guai a potenziare la rete tranviaria piuttosto che metropolitane che incontrano sempre qualche preesistenza da, giustamente, tutelare…
    Lo chiamerei “il complesso della talpa”, vista l’ostinata cecità di infilarsi sottoterra costi quel che costi.

  3. gabrielemari ha detto:

    Ok. Fino ad ora non ho detto nulla sull’autorimessa e ora chiedo: ma c’è un progetto? Se sì, si può vedere? Si può postare qui sul blog?
    Perché io non riesco proprio a farmi un’idea se parliamo tutti per partito preso…

  4. sergio 1943 ha detto:

    Grazie, Professore,
    Ho letto con passione, partecipazione, assenso quanto da lei scritto nella sua controdeduzione. C’é tutto Brandi, Cederna, c’è tutta la migliore scuola italiana in quello che lei ha scritto. Dobbiamo temere che non venga ascoltato da chi dovrebbe governare con il cuore invece o soltanto con il portafoglio? Se ineluttabilmente l’avrà vinta il partito destro-sinistro dell’affare, ci piegheremo al sol dell’avvenire e allora avanzo alcune proposte ai nostri governanti. Aprirei un tunnel dal punto più basso di via Panisperna come doppia via d’ingresso a due distinti parcheggi, uno sotto il colle Viminale e l’altro sotto il colle Esquilino; propongo un ingresso da via della Dataria per un necessario parcheggio sotto il Quirinale. Su via Marmorata verrebbe bene un buco d’ingresso per un rutilante parcheggio sotto l’Aventino. Su via di San Gregorio. l’ex via dell’Impero, aprirei un tunnel d’accesso, eliminando la strana e picconata fontana sudante, risarcimento voluto dopo la distruzione della Meta, per sfruttare il Celio come parcheggio per chi va a sposarsi ai SS. Giovanni e Paolo.. Il Palatino é tutto una gruviera e, se é vero che hanno trovato la grotta del Lupercale, quale migliore situazione per sfruttare la grotta fatale come ingresso ad un parcheggio per l’adiacente Loft (anche se oramai abbandonato da chi da li sperava in migliori fortune)?: ce lo invidierebbe tutto il mondo e non mi dispiacerebbe che, come uscita pedonale per chi é interessato a una visita al Foro, venisse sfruttato il criptoportico neroniano. Last and the least, troverei già bell’e pronto un tunnel per l’ingresso ad un piccolo ma istituzionale ricovero per vetture blu dentro il colle Campidoglio sfruttando uno dei tanti grottoni che bucano la Rupe Tarpea su via della Consolazione. Userei soltanto l’avvertenza di scrivere sulla targa in travertino non l’abusato e internazionale “PARKING” ma il più nobile e congeniale al luogo “ASYLUM”. Con il che dimostrando al mondo che noi abbiamo a cuore il ricordo e la venerazione per il nostro passato!

  5. pinello berti ha detto:

    Caro Giorgio,
    Si sa gli uccelli volano e non sono auto-dotati … anche quelli dal lontano 1968.
    Per funzionare la città degli scambi, della visione, della socialiizzazione,della sorpresa, la si deve poter raggiungere, frequentare, oltre-passare, in ogni tempo e stagione, 24 ore e 365 giorni l’anno. Ciò vale per il noto e spendido tridente, è di questi giorni la chiusura dello storico Ospedale: San Giacomo al Corso !!! Un centro commerciale, terziario ed in un recente passato fu pure residenziale, ” a cielo aperto “, lo si deve potere transitare; ci si deve potere sostare ad un giusto costo e agevolmente, una volta lasciati moto e/o auto, in ogni ora e tempo.
    Place Vendòmme in Paris ha una autorimessa sotto la storica colonna dei cannoni fusi dalla vittoria di Austerlitz.vi si può frequentare il ” Ritz ” e non lontano ” Chez Maxim’s “.
    O vere Metropolitane a meno nove metri sotto il piano stradale attuale, sempre aperte, con linee sotto ogni piazza, viale e/o strada di grande traffico, dotate di parcheggi di ” scambio ” o tante autorimesse a macchia di leopardo.
    Non si può morire di traffico a passo di lumaca e causa di infiniti ri-sentimenti tra gli automobilisti e/o motociclisti, i ciclisti poi, quei pochi, sono sempre a rischio.
    saluti,
    pinello berti
    da Giglio Campese

  6. gabrielemari ha detto:

    Ci ho riflettuto.
    Mi sembra proprio che gli argomenti di Paolo Ramundo non stiano in piedi neanche un po’.

    Che vuol dire “un’autorimessa è una funzione urbana di nessun pregio”? O “Può un’autorimessa creare uno spazio architettonico di qualità?”?
    Sono parole senza senso.
    Dovremmo dunque riempire le nostre città esclusivamente di funzioni di “pregio”, che a quanto si dice sono la poesia, la musica e l’arte? Interessante. La prossima volta che cercherò parcheggio metterò su un cd di Mozart e lascerò la macchina in mezzo alla strada… Pregio!

    L’ultimo libro che ho comprato (in tempi non sospetti) si chiama “Parking”. Già. Una raccolta di progetti di autorimesse.
    Io lo trovo interessantissimo. E pazienza se non ha il pregio della poesia, della musica e dell’arte.

    PS: non sto affatto difendendo l’autorimessa del Pincio, perché non conosco il progetto, quindi non giudico. Sono gli argomenti contro il progetto che (finora) mi sono sembrati del tutto inconsistenti.

  7. isabella guarini ha detto:

    C’è una ragione per cui bisognerebbe astenersi dal realizzare parcheggi sotterranei dei luoghi monumentali nei quali si può esperire il genius loci di una città, come Roma. Sono luoghi sacri per la memoria collettiva che vanno conservati.Grumi di memoria, pillole di riconoscibilità di cui dobbiamo cibarci in un momento di estraneazione e “globalismo”. Nell’ultima trasmissione RAI3 su l’architettura fascista Philippe Daverio ha iniziato citando l’architettura “YES”, ovvero di yen- euro -dollaro, ripresa da un’intervento di un’archistar per indicare l’architettura senza contesto. “Global architecture” che si può spostare da un luogo all’altro del mondo. Se le cose stanno così dobbiamo riconsiderare l’imperativo funzionale, ancora predominante nelle scelte di trasformazione urbanistica e architettonica. Se fossimo agli inizi degli anni trenta, il parcheggio del Pincio non troverebbe alcuna opposizione, quando la fiducia nel progresso era illimitata, ma oggi quella fiducia traballa e dobbiamo prenderne atto. Ciò vale anche per il parcheggio sotto Sant’Ambrogio a Milano!

  8. emanuele arteniesi ha detto:

    Prof Berti i ciclisti sono a rischio. Ma sapesse quanto sono felici…
    straordinaria produzione di endorfina. come in un rapporto sessuale.
    L’immagine della città stupefacente… a volo d’uccello radente

  9. sergio 1943 ha detto:

    Madonna! Ma c’aveva ragione Nietche co’ la storia dell’eterno ritorno! Stamo a torna’ a li sventramenti de Roma dove Roma é per Pinelloberti sempre l’area der centro storico, che, porello, necessita tanto de esse’ valorizzato, speciarmente mò che c’avemo dei giganti ar comanno e degli esecutori geniali pronti alli loro desiderata. Artro che Papi urbanisti, Bramanti e Michelagnoli. Vivemo ner novo Rinascimento! Perchè nun fallo vede’? Io ce tranzito spesso ar centro, caro Pinello, ma se me vojo compra’ ‘na giacca pijo er bus, se vojo anna’ a vede’ ‘ na mostra pijo er bus, se vojo accompagna’ ‘na coppia d’amici che venghino da fora pijo er bus, se me vojo fà ‘na passeggiata ne le prime ore der mattino pijo er bus. Invece se vojo anna’ all’Outlet su la Pontina pijo la machina, se vojo anna’ a la Porta de Roma pijo er GRA. Considero com’é fatta e come é diventata Roma e me comporto de conzequenza. Invece li commercianti der tridente, l’antiquari e li clienti nun riescheno a schioda’ er culo da le machine e da li SUV? Se pijassero er tassì p’anna’ a lavora’ e nun pretennessero che, co li sordi che co’ sempre maggior sacrifici damo ar Commune, se sventrasse casa nostra perchè tale é tutta la Roma che li antenati c’hanno lassato. Questi nun so’ sociologici discorsi a capocchia! Questa é Architettura, Urbanistica, Urbatettura!
    Gabrielemari pilatescamente se nun vede er progetto nun se pronuncia. Mica deve anna’ tanto lontano pe’ vede’ come é fatto ‘n parcheggio! Và ar Galoppattoio de Villa Borghese e scopre tutto, solo che er prato der galoppattoio è mò ‘no stero porveroso. Penza che diventerebbe Piazza de Siena e er Concorzo Ippico se avessero voluto fa ‘n bucio l’ ‘n mezzo! (già, per pura speculazzione, avrei preferito er parcheggio a Piazza de Siena piuttosto che sur bervedere der Pincio co l’ingressi su le rampe de la Piazza der Popolo e co li corpi tecnici ar posto de Cedri der Libbano, Pini Marittimi e parme washingtonie, veri monumenti arborei).
    Anche io nun ho capito er concetto der vecchio collega Ramundo. Se ar posto der parcheggio avessero progettato tra Casina Valadier, balaustra e obbelisco sallustiano er Guggenheim museum de Gehry o ‘r museo de la Scienza de Sacripanti (tanto pe’ dì!) lui se sarebbe ritenuto soddisfatto?
    Penzavo de ave’ scritto ‘na petrolinata quanno proponevo de scava’ tutti li sette colli pe’ ave’ tanti parcheggi su tutti li quadranti de la bussola ma vedo che’ sto concetto ben s’adatta co’ la proposta de Pinello de vole’ tanti parcheggi “a macchia de leopardo”. Ma l’animale totemico de Roma nun era la Lupa?

  10. Danilo Nuccetelli ha detto:

    Place Vendôme.Ha il suo bel parcheggio sotterrano come tante altre piazze di città europee che che avrebbero dovuto essere rispettate e sono state violentate.Per fare arrivare i suv dei clienti del Ritz o di Van Cleef direttamente al bancone del ricevimento.Bisogna continuare così? I romani devono pagare di tasca prorpria la arroganza dei clienti dell’Hotel de Russie?Questi e gli abitanti di quell’area a 20mila euro al mq non dovrebbero sentire il dovere morale di servirsi solo di taxi o di autisti da spedire a riempire i sempre sottoutilizzati parcheggi di villa Borghese e del Gianicolo?Eppure le soluzioni le abbiamo viste.Quando “morze” il Papa e fu interdetta la circolazione dei mezzi privati,per due giorni a Roma si poteva andare da un capo all’altro della città in dieci minuti. Troppo facile.Il manrovescio che l’elettorato romano ha rifilato a Veltroni non servirà di lezione neanche ad Alè Magno!

  11. isabella guarini ha detto:

    Errata corrige: nel mio post sostituire “un’intervento” con “un intervento”, senza apostrofo, naturalmente. Non vorrei che Pinello Berti si appigliasse all’errore di penna, ovvero di battuta, per confutare la tesi contraria al parcheggio del Pincio. Grazie

  12. danilo nuccetelli ha detto:

    se pinello scrive Place Vendòmme in Paris (Texas?) isabella può stare tranquilla per qualche apostrofo in più.

  13. pinello berti ha detto:

    Mr.Sergio 1943,
    Friedrich W. Nietzsche…
    Ma non si è ancora accorto che di nuovi parcheggi nella Roma ( area metropolitano ) ne sono stati realizzati più di uno ed altri sono in cantiere ?
    Ai blog-ghisti ” fa-nulloni ” nel senso di chi si oppongono a chiunque faccia, consiglio di farla finita di additare chi opera e realizza, spesso tra infinite difficoltà ma sempre con alta professionalità, come fossero ladri e rapinatori. Limitatevi a ” roderVi ” ed invidiare, poi, le vostre esternazioni non fanno alcuna differenza, si sa.
    suo,
    pinello berti

  14. eduardo Alamaro ha detto:

    Cari amici,
    per ferragosto vi spedisco di fretta, prima di pranzo (pasta a vongole…) una lettera totoistica con un po’ di punti esclamativi, tre virgolette, quattro apostrofi, due sospensivi, dieci virgole, cinquanta punti, cento due punti … abbondiamo, … abbondantis in abbondanti-bus, … disseminateli a piacere e dis-piacere nei vostri caldi post estivi, specie quelli tra pinello picchiatello e isolabello .. auguri e buona distribuzione punti ferie, un bacio dal marechiaro-scuro, eldorado.

    P.s. dimenticavo un finale punto interrogativo … da mettere anche questo dove volete, …. magari alla fine della stessa Archiwatch … quella dell’Architettura fatta dal buon Muratore e ‘na vota …., quelli col panino e cucchiara sulla terrazza di tutti i nostri poveri Pincio nazionali (e senza parcheggi sotto)!!!

  15. sergio1943 ha detto:

    Mr Pinello Berti, reputo di avere la fortuna di abitare nel quartiere che Ludovico Quaroni progettò nel 1965 lungo la via Casilina e portato a compimento nel 1978 (tredici anni!). Chiamato da prima burocraticamente “Casilino 23” e ora, dopo referendum, nominato “Villa De Santis”, il mio quartiere si é dotato da allora di ben tre parcheggi sotterranei con soddisfazione di tutti gli abitanti. La stessa soddisfazione non nutrirei se abitando, per esempio, a via della Croce mi venisse detto che viene progettato un parcheggio sotto Piazza San Lorenzo in Lucina, un’altro sotto Piazza di Spagna e un terzo sotto il Pincio ( su per giù é la stessa superficie del mio quartiere con pari numero di abitanti). Si figuri se sono uno che non vuole toccare niente! Sono ancora rimasto idealmente legato al grande PRG del 1962 (si ricorda l’Asse Attrezzato di Piccinato, e altri? Si ricorda l’indirizzo di tutela del Piano rispetto al centro storico in cui non erano consentite trasformazioni ma solo interventi di conservazione o di risanamento?). Quel Piano, con tutto il rispetto per quella parte di città che già il Gregorovius vedeva minacciata, offriva tutte le possibilità di sviluppo ad un nuovo e moderno organismo urbano di cui il mio quartiere, insieme ai pochi altri progettati con il Piano per l’Edilizia Economica e Popolare del 1964, costituisce un lacerto. C’é tanto da fare nella grande Roma che oramai si é unita con i Castelli Romani a Sud, con i monti Tiburtini ad Est, con le cittadine etrusche a Nord e con il litorale a Ovest! Per esempio, se proprio ci piace tanto scavare, a quando la realizzazione del proseguimento in tunnel sotto il Parco dell’Appia Antica della via Palmiro Togliatti, tanto più utile dello scavo al Pincio, in modo che ci si possa trasferire tra l’Est della città e l’Eur senza essere costretti a soffocare la vetusta Regina Viarum? Perchè si é persa la generosità delle battaglie dei Cederna contro l’Holiday Inn, del glorioso settimanale “Espresso” che non ebbe paura a confrontarsi in tribunale con l’Immobiliare? Se non ci battiamo contro gli enormi interessi immobiliari che hanno sempre soffocato Roma come potremo sperare di vivere in una città veramente moderna e adeguata nella sua parte più recente e come potremo sperare di continuare a godere del capolavoro irripetibile del Centro Storico? Che poi queste esternazioni non fanno alcuna differenza, come con disprezzo dice lei, ….e cche nun ce lo sò! E’ ‘na vita che vedo come politici de centro, destra e sinistra, professionisti de tutte le razze se so’ nutriti alle abbondanti greppie dei vari Bbeni Stabbili, Immobiliari e mò Toti, Cartaggironi et similia. E che nun ce lo sapemo come ha fatto a governa’ pe’ tre leggislature la sinistra a Roma? E che Bettini nun li conosceva i veri padroni de la città? e che nun lo sapemo come tutto se tiene? Are Pacise, buci ar Pincio, enormi quartieri su stradine dell’Agro Romano et cetera, et cetera. Questi, sor Pinello, so’ “rodimenti” veri, come già me rode come anche Alemanno stia piano piano pe’ esse’ richiamato al Grande Ordine. Spero che nun se debba di’ de Lui: “il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”. Già me puzza er virulento attacco de “Famijja Cristiana” contro l’ancora pochi e debboli interventi de l’Amministrazzione cittadina. A me me sembra che je vojano di’: Attento a ccome te movi! Nun ce mettemo gnente a impallinatte!!
    P.S.
    A proposito di Nietche, Nietzsche o similia, volendo scrivere nella lingua del Belli, lingua difficilissima, di cui mi deletto come socio dell’Accademia Giuseppe Gioacchino Belli, stavo per scrivere il nome del filosofo con la forma di “Nicce”. Mi consigli, signor Berti; sarebbe stato un errore o si sarebbe potuta considerare una licenza legittima?

  16. isabella guarini ha detto:

    In sintesi PB vuole farci sapere che lui lavora con grande difficoltà e, per continuare a farlo, deve dire sempre di sì alla ortodossia innovatrice dell’architettura del “pertuso”, come si direbbe a Napoli. Non è il primo né l’ultimo che si illude di essere invidiato. Qui non si discute se sia opportuno intervenire o contemplare la città, ma del come. Eppure la storia delle idee ci dice che le vere innovazioni sono a merito dei fa-nulloni e non degli omo-logatori

  17. mara dolce ha detto:

    per Pinello Berti:

    intervistato qualche tempo Renzo Piano sui parcheggi e le mega vialibilità, lui che a Londra stà costruendo un grattacielo per uffici con solo 30 posti auto, disse qualcosa del genere: bisogna smettere di fare parcheggi e pensare a far funzionare la mobilità pubblica. dove ci sono parcheggi arrivano le macchine, dove arrivano le macchine c’e`traffico, (non si smaltisce ) .
    ci vuole una commissione di Saggi per capire una cosa così scema?

  18. gabrielemari ha detto:

    Sì Mara, ma a Londra lo puoi fare perché i mezzi pubblici già ci sono. Pensare che a Roma la metro già al collasso debba accogliere anche tutti quelli che ora si muovono con la macchina (o col suv) è una follia.
    Quando Roma avrà 7/8 linee della metro, Piano dirà di non costruire più parcheggi neanche in Italia…

  19. isabella guarini ha detto:

    I parcheggi attraggono le auto come il miele le mosche. Più parcheggi più auto, più auto più traffico, più traffico più strade, più strade più espansione periferica, più insostenibilità. Si potrebbe continuare all’infinito, ma mi fermo perché una volta tanto sarei d’accordo con il nostro Renzone. L’unica cosa è che lo dice dall’Inghilterra, patria di quel Colin Buchanan che sin dal 1963 diffuse il suo rapporto ridimensionando il ruolo delle auto nella mobilità urbana, specialmente nei centri storici. Risentire i concetti basilari del Rapporto Bachanan dalla bocca di Renzo Piano, dopo quarantacinque anni, è una vera soddisfazione.

  20. marco ha detto:

    memoria collettiva… sepolta…
    ridicolo.

  21. mara dolce ha detto:

    lo diceva riferendosi all’Italia che non ha investito sulla mobilità pubblica fino ad oggi.
    il succo della questione era sulla necessità di un’inversione di marcia:
    bisognerà pur cominciare da qualche parte!

  22. pinello berti ha detto:

    Mrs. Guarini,
    Troppo facile ” l’assist “… : gentile signora avrà notato che, da mesi, abbiamo omesso di coinvolgere il dramma della “monnezza” in Napoli e sopratutto d’intorni. Il nuovo governo, in un mese, ha risolto tutto, con mezzi che erano a disposizione di ogni politico!!! Viene il sospetto che gli stessi che organizzavano incendi e “dumpings” si siano accordati, per lucro, sulla apparente soluzione. Ma si sa, pensare male si fa peccato, anche se ci si avvicina quasi sempre alla realtà. Con la fine delle ferie e l’autunno che si prevede ” caldo ” , cara signora, torni a raccontarci della Sua bella Napoli. L’omissione, oscuramento: TV-mediatico non ci inganna.
    Roma ne ha viste di peggio che un semplice avvicendamento in Campidoglio ed i Suoi problemi non si si risolvono certo sui Blog, neppure quello amabile dell’amico e collega a Valle Giulia, di Giorgio Muratore; che si è appena de-filato da una commissione per Roma, istituita: BI -PARTISAN, presieduta dall’On.le Giuliano Amato, navigato e stimabile professore prestato alla politica in tempi sfortunati per Lui e per l’Italia. Evidentemente il neo Sindaco Alemanno si sente ancora in luna di miele con l’opposizione.
    Mi scrive, oggi, da New York, un ex preside del Lehman College, upper Manhattan, e saggista di lungo corso: la stampa internazionale riporta l’intenzione Capitolina di realizzare in un anno parchi tematici: a copia e replica dei siti storici di Roma come il Colosseo, Fontana di Trevi, San Pietro ed altri. Disney-land anche in archeologìa ed a simulazione dei Centri Storici Italiani… siete serviti !!!
    Cordialità,
    pinello berti
    Ponza-Frontone

  23. pinello berti ha detto:

    Mr. Sergio 1943,
    A quando: Giovan Battista Vico ??? Comunque la Sue repliche le leggo sempre volentieri, sin dai primi Suoi interventi ancora anonimi e poi perchè il Suo nome mi ricorda un amico fraterno scomparso – ahimè – in questi giorni d’agosto di quattro anni fa; nell’ospedale di Orbetello, sepolto a Capalbio, dopo un anno di fulminante malattìa:
    Sergio Petruccioli,
    nato a Terni verso la fine di luglio 1945, compagno dal ’68 e collega di studii, compianto professore a “valle giulia” in Roma, la Sua scuola…

    scusi la rimembranza personale,
    pinello berti
    Ponza, mare Tirreno

  24. sergio1943 ha detto:

    Già anche io rimasi amaramente sorpreso quando seppi della morte improvvisa di Sergio Petruccioli, un caro compagno di corso. Già avevo perso improvvisamente un altro caro compagno, Roberto Bandiera. La penultima volta che vidi Sergio fu il 1° marzo del 1968. Era dolorante e con altri tre lo caricammo sule braccia. “Ti portiamo in ospedale!” gli dicemmo. “No!” rispose “Portatemi a casa!” Qualcuno lo caricò su una macchina e non lo vidi più finchè, un pomeriggio, ripassando in Facoltà e cercando una persona, capitai in un’aula dove Sergio, infuriato nero, buttava all’aria gli elaborati di uno studente che chissà che cosa aveva combinato. Rincontrai Sergio poco dopo alla fine della sua lezione, lo salutai e gli dissi celiando: “A Se’! Ma nessuno mai, Quaroni, Roisecco e l’artri baroni c’ha mai trattato come hai fatto tu poco fa!”. “A Se’!” mi rispose “Neanche ti puoi immaginare che mi passa sotto l’occhi!”

  25. andrea46 ha detto:

    Cari Pinello e Sergio1943,

    non vi conosco, ed ho trovato i vostri nomi per caso, su un blog, mentre cercavo notizie di un amico comune, Sergio Petruccioli. Eravamo amici, tanto tempo fa, al principio degli anni ’60, quando andavamo al liceo insieme. Poi, come spesso capita, la vita ci separo’ anche perche’ io andai ad abitare all’estero. Quindi solo oggi ho saputo qualche cosa della sua carriera, e della sua prematura scomparsa.

    Potete dirmi qualche cosa di piu’?

    Grazie, Andrea

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