Riporta “El pais” di oggi che Manuel Portaceli, l’architetto che disegnò la ristrutturazione del Teatro Romano di Sagunto insieme a Giorgio Grassi, ha ricevuto ieri a Madrid la notizia della decisione della commissione interdisciplinare di conservare i suoi interventi e si rallegra per quella che considera “una decisione civile e logica” …
Portaceli considera che “investire il denaro pubblico nella distruzione di un bene di uso comune sarebbe stato davvero grave” …
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Sciocchezza sesquipedale appena mitigata dal fatto di essere tra i i responsabili del misfatto !
Non risulta poi che , al momento dell’accettazione dell’incarico, si sia posto minimamente se fossero soldi ben spesi.
Adesso a fatto compiuto, a sciocchezza fatta, si cercano tra le varie discipline (… economia, logica, etica della funzione pubblica..ecc.ecc.) appigli utili a giustificare la necessità di conservare l’operato.
Con la piccola differenza, forse, che “il bene di uso pubblico”, malamente approcciato dall’ intervento, ha subìto un notevole deprezzamento e si potrebbe riportare tutto allo statu quo ante senza tante storie e rimpianti !
E la demolizione darebbe buoni risultati per tutti, anche per i progettisti : “senza cadavere nessun omicidio”.
Saluto
Ottima notizia davvero. E spero che stessa sorte tocchi al brutto edificio in cartongesso e finti muri in travertino di Meier all’Augusteo. Nonostante tutto!
“Investire il denaro pubblico nella distruzione di un bene di uso comune sarebbe stato davvero grave”.
saluti
cristiano