Coralli mostruosi … nel porto … a Cagliari …

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Mentre la finanziaria taglia pensioni, stipendi, posti di lavoro, fondi per la ricerca e quant’altro … a Cagliari … nel porto … si pescano coralli … per risanare l’economia nazionale …
È sicuramente un modo originale per ripianare il debito pubblico … peraltro già sperimentato con notevole successo con il MAXXI romano … che, come è a tutti noto, già produce eurodebiti in quantità industriale …
basta applicare il metodo Za-Za … e il gioco è fatto …
complimenti ai lungimiranti amministratori che senz’altro hanno già accantonato gli stanziamenti necessari per il progetto, la costruzione, la gestione e la manutenzione del tecnologico balenottero, parto mostruoso dei sonni più che inquieti e della fertile “genialità” mesopotamica della irrefrenabile star …

Stefano Boeri, presidente della giuria, ha spiegato così la vittoria del progetto di Zaha Hadid: ‘La giuria ha valutato la straordinaria sensibilità contestuale del nuovo organismo architettonico, che comportandosi come una ‘concrezione corallina’ asseconda, ricuce e riconfigura un intero brano del fronte mare cagliaritano’. ‘La plasticità del nuovo Museo -continua Boeri – rappresenta un segno rigenerativo e di indiscutibile forza e visibilità nel paesaggio del golfo di Cagliari, oltre che esprimere con l’intreccio dei suoi sinuosi corpi di fabbrica la volontà di fondare il nuovo Museo proprio sulla interazione tra i contenuti espositivi (relativi all’arte nuragica e all’arte contemporanea) e i percorsi dei suoi utenti-visitatori’.


Secondo i progettisti e la loro “strategia territoriale” di inserimento nel contesto urbano il progetto tiene conto, tra l’altro, che:
“La città contemporanea in prossimità dell’area dedicata alla costruzione del nuovo museo è caratterizzata dalla presenza di veri e propri “Tappi Urbani” (sic, curioso ed espressivo neologismo … di evidente ascendenza anglosassone n.d.r.) …
la proposta prevede inoltre di dotare il museo di un eventuale Padiglione itinerante del mediterraneo, che potrebbe navigare lungo la costa divulgando le attività del museo lungo le coste della Sardegna …”
Mentre a livello di strategia di intervento e di … “concetto architettonico” … :
Il nuovo museo è come una concrezione corallina, cava al suo interno, dura e porosa sulla superficie esterna, ma in grado di ospitare, in un continuo scambio osmotico con l’ambiente esterno, attività culturali in un ambiente vivo e mutevole
A tratti si assimila al terreno, creando un nuovo paesaggio, talvolta acquista una forte massività definendo un nuovo skyline …
Il linguaggio architettonico proposto consente l’articolazione e l’integrazione di tutte le linee di flusso che si intersecano nel nuovo nodo di scambio culturale. Si lega con naturalezza all’insieme delle tracce dei percorsi pubblici del parco attrezzato, al percorso lungo il mare e alle strade d’accesso che caratterizzano questo suolo artificiale. …
La qualità aperta e dinamica della forma architettonica è perseguita anche all’interno dell’edificio, dove le traiettorie dei visitatori lungo i percorsi informativi, espositivi, di produzione e commerciali, proprio come in un organismo corallino, determinano la geometria dello spazio.
La distribuzione di accessi, intuitivi e facili, così come il controllo fluido di tutti i movimenti relativi, rappresentano l’ethos fondamentale del nostro progetto.
Le erosioni, che formano all’interno dell’edificio una grande cavità, articolano il volume in una successioni di spazi aperti per esposizioni, luoghi di aggregazione e occasioni per istallazioni di arte contemporanea fruibili indipendentemente dalla parte prettamente museale. Tali spazi, godendo della molteplicità dei punti di vista, soddisfano il rimando percettivo e il dialogo estetico tra le arti contemporanee e l’arte nuragica …
I numerosi punti di tangenza consentono di passare da un percorso all’altro aprendo possibilità espositive sempre diverse in un continuo gioco di rimandi che trova nella grande cavità centrale una macchina del tempo …”

Neanche il peggior Calatrava … aveva osato tanto …

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13 risposte a Coralli mostruosi … nel porto … a Cagliari …

  1. Cristiano Cossu ha detto:

    Allora perchè non un panetto di bottarga, un piedino di porco in gelatina, un insieme di gusci di cozze nere lucide del Golfo di Olbia (modernissime), dei fogli leggerissimi e tecnologici di pane carasau, o anche bissau (con bollicine incorporate e molto trendy), delle scaglie di formaggio pecorino (quasi frattali nella loro irregolarità affascinante)………………
    Invece niente, è andato l’interno della cozza, o della vongola, accidenti….

    Ma non c’era un’altra provincia dell’impero disposta a ospitare i rifiuti tossici della “capitale”???
    saluti

  2. Federico Gandolfi ha detto:

    Venivo sul blog solo per postare notizie nuove e mi ritrovo un post dedicato, grazie e complimenti! =)

    Vorrei segnalare le motivazioni della giuria da
    http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_27_20061024140501.pdf

    MOTIVAZIONE DELLA GIURIA
    In relazione al progetto 008YY, risultato vincitore, la giuria ha valutato la straordinaria sensibilità contestuale del nuovo organismo architettonico, che comportandosi come una “concrezione corallina” asseconda, ricuce e riconfigura un intero brano del fronte mare cagliaritano.
    La plasticità del nuovo Museo rappresenta un segno rigenerativo e di indiscutibile forza e visibilità nel paesaggio del golfo di Cagliari, oltre che esprimere con l’intreccio dei suoi sinuosi corpi di fabbrica la volontà di fondare il nuovo Museo proprio sulla interazione tra i contenuti espositivi (relativi all’arte nuragica e all’arte contemporanea) e i percorsi dei suoi utenti-visitatori.
    Grazie a questo progetto, il Museo di arte Nuragica e di arte contemporanea di Cagliari rappresenterà insieme un nuovo landmark nel paeaggio cagliaritano, l’occasione per una esperienza inedita –sia percettiva che corporea- e il luogo di sviluppo e sedimentazione di fertili contaminazioni tra identità storica identità futura per tutto il sistema territoriale e insulare della Sardegna.
    Proprio in questa luce, la Giuria ha riconosciuto nel progetto vincitore la forza di diventare quel “volano di rimandi” tra il luogo museale cagliaritano da un lato e dall’altro i siti archeologici distribuiti nel territorio e i luoghi dell’arte contemporanea insulare, che il bando indicava come finalità prima del concorso di progettazione.

    Fanno una ventina di righe, 2 a testa per componente di giuria.. all’interno di queste ci sono 5 (cinque) parole che non sarebbe stato possibile scrivere per qualsiasi altro progetto, ovvero:
    * concrezione corallina
    * plasticità
    * corpi sinuosi

    Tenendo conto di come plasticità e sinuosità siano concetti molto vacui, resta la pesca dei coralli, sempre che la definizione di corallina non sia proprio cava al suo interno, dura e porosa sulla superficie esterna, visto che tutti i progetti sono cavi al loro interno (altrimenti sarebbero dei tumuli), raramente sono morbidi, come raramente sono impermeabili e chiusi come dei mausolei.

    E soprattutto, evviva, per ogni altra configurazione spaziale, sarebbero valse lo stesse parole… Benvenuti nell’architettura-blob.

  3. filippo de dominicis ha detto:

    A proposito di porosità, mi vengono in mente alcune parole del “city-manager” di Vema(ma voi sapete che vuol dire?!?!!?) -l’altro giorno aula 4,facoltà di Architettura Valle Giulia, lectio più o meno magistralis (ma c’erano manifesti dappertutto!!!pure al bagno….) sulla nuova fondazione, platea interessata e nutrita, clima estivo, caldo afoso da piena bassa padana…forse regolato appositamente a creare l’ambiance…in aula 4 c’è il climatizzatore…no?
    ….secondo il quale l’ecocompatibilità della città nuova consisterebbe nell’essere interamente costruita in cemento bianco “ossido-assorbente” ( non so se si dica davvero cosi….ma qualcosa del genere…insomma questo cemento pare assorba lo smog, lo incameri, riconsegnando,a quanto si dice, aria pulita e respirabile, gratis….)…
    Italcementi main sponsor, dice il catalogo…:)…

  4. isabella guarini ha detto:

    A proposito dell’ architettura global, il Corriere del Mez, del 4 nov. 2006, dà notizia della nascita a Napoli della Scuola Superiore Europea di Architettura Urbana. La Scuola, privata, rilascerà titoli equivalenti al dottorato di ricerca e sarà in contrapposizione alla globalizzazione, alla architettura delle “star”. Scopo della nuova istituzione, per ora unica in Italia, sarebbe di ritornare a una costruzione oggettiva e condivisa della forma urbana e dell’architettura. I direttori della scuola, Uberto Siola, Eduard Bru, Hans Kollhoff, Vittorio Magnago Lampugnani, sono in rappresentanza di quattro città, Napoli, Barcellona, Berlino, Zurigo. All’inaugurazione era presente il Ministro Luigi Nicolais, assente il Preside della Facoltà d’Architettura Federico II. La sSrena Partenope non finisce mai di sorprendere!

  5. Maurizio Conte ha detto:

    Il virus Hadid e soci ha preso anche Cagliari. Per fortuna dopo la vittoria di Salerno è stato sconfitto nel progetto per la piana di Bagnoli a Napoli (un progetto velleitario e patetico). Chissà che giunto al mare non si inabissi una volta per tutte….Mi viene però un dubbio. E se dal fondo del mare emergesse una nuova Atlantide?! Ma infine quando metteremo le barricate per respingere questa spazzatura lontana dalla bellezza delle nostre città e del nostro paesaggio, che disperatamente resiste ai nostri orrori contemporanei?

  6. Cristiano Cossu ha detto:

    Bell’idea. Forse (forse) la scuola di architettura privata è l’unica via per chi vuole davvero mettere alla prova le proprie capacità: sia come allievo che come candidato all’insegnamento…
    Intanto c’è un piccolo sito con alcuni dati:
    http://www.fondarch.it/
    saluti
    cristiano

  7. Cristiano Cossu ha detto:

    Caro Maurizio, forse Zazà e il signor Boeri non sanno che Atlantide è proprio la Sardegna…
    Sulle barricate sono d’accordo con te, bisognerebbe inventarsene di efficaci, di nuove, di diverse…
    saluti
    cristiano

  8. federico calabrese ha detto:

    Cristiano,
    cosa ti fa pensare che la scuola di architettura privata sia l’unica via….ma stiamo scherzando!!!
    soldi sprecati,
    gli stessi nomi di sempre, di 20 anni fa di 30, vedere i nomi dei docenti dei seminari di prog. organizzati da Siola preside negli anni ’90.Che noia mortale!!!
    molto meglio un viaggio.
    e molto meglio addirittura la Hadid.
    p.s.
    i direttori della scuola, uno per uno, per me, rappresentano male le rispettive citta’ a cui appartengono, nessuno escluso.

  9. Cristiano Cossu ha detto:

    Beh dai, almeno Hans Kollhoff…
    A scuola da Zazà non ci andrei nemmeno se mi pagasse, a quel punto preferirei il Geom. Puddu (mio cugino).
    saluti
    cristiano

  10. Giovanni Fois ha detto:

    osservazioni in libertà da un giovane progettista cagliaritano che non è una star ma che gode del supremo privilegio di veder realizzati i parti del proprio pensiero e che non ricorda di aver mai visto un piccolo pezzo di corallo pescato nel mare che ogni giorno si gode con lo sguardo andando verso il suo piccolo studio…….

    perchè i neolaureati che entrano nel mio studio sanno cosa sono i frattali ma non come si fa una sezione?

    perchè gli stessi teneri germogli della nuova genialità dell’architettura messi alla prova mi disegnano camere da letto matrimoniali lunghe dieci metri e larghe due; che siano forse camere adatte ai misteriosi pescatori di corallo di cui sopra?

    perchè le mie infastidite orecchie devono sentire che l’importante è la fluidità dello spazio e l’espressività del render, ma mai i miei ancor più infastiditi occhi vedono un ragazzo saper tenere salda una matita?

    progettare………… mah che mistero…………

  11. isabella guarini ha detto:

    Ma le architetture-corallo non sono fatte per essere abitate.Sono musei per ospitare coloro che un dì abitarono le nostre città. La disumanizzazione dell’architettura non ha bisogno di mani che disegnano, ma di virtuosi del virtuale!

  12. Juan Pavon ha detto:

    Fois Lei solleva una bella, per nn dire eterna questione, che, a mio modesto parere, trova la sua esagerazione proprio nel caso Betile. La nostra societa’ pone i ragazzi a correre in una gara gia’ persa con l’illusione di arrivare primi se hanno alcune qualita’ (probabilm quelle a cui faceva riferimento Lei qua sopra) o se si comportano in un certo modo. Tuttavia le “tendenze” sono sempre esistite, questa non e` esatt una scusa per non usare la propria testa e, per chi lo ha.. il proprio senso del gusto. A Cagliari abbiamo 3 diverse reazioni: pubblica amministr (leggi committ.) entusiasti (e vorrei vedere.. chi non vorrebbe un Picasso in quello che ora sara’ il soggiorno), progettisti locali non coinvolti, per difesa immuniaria prendono partito opposto e “criticano” le opere (acqua al proprio mulino?), i giovani, da canto loro, guardano e..imparano..

  13. D. Mereu ha detto:

    @ Giovanni Fois

    Ancora studente mi trovo d’accordo col Suo pensiero.
    Se sia il mio carattere pragmatico non saprei, però sinceramente certi “nuovi” dogmi dettati dall’Architettura non riescono a coinvolgermi.
    Ho sempre pensato che è l’esperienza a fare la differenza, ma probabilmente ciò che più importa, in architettura come in tutto, è avere la testa sulle spalle, e “pane in bertula” (=pane nella bisaccia, ossia sale in zucca).
    Se non cambierò idea proprio quando sarò a fine corso di studi probabilmente passerò a farle visita, se non altro per lasciarle il curriculum!

    Saluti

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