Calatrava … prossimo venturo…

Una grande Mano per una … grande Opera …

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Che Santiago Calatrava fosse un grande costruttore è cosa nota e risaputa …
che fosse “anche” un notevole disegnatore che usava il suo talento grafico come gli “scultori” di un tempo, francamente, fino ad oggi, mi sfuggiva …
questa, forse, la più suggestiva “scoperta”, dal vivo, in occasione di una memorabile comparsata del grande andaluso presso la Facoltà di Valle Giulia in occasione della sua ultima visita a Roma per la presentazione del nuovo progetto olimpico-capitolino di Tor Vergata …

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3 Responses to Calatrava … prossimo venturo…

  1. Flaviano Parise ha detto:

    Inizio dalla frase per me più significativa dell’incontro:
    “Insegnare il rapporto tra arte e architettura non si fa nelle Università, non è, come dire, didattico. E’ una cosa che uno fa più da solo, in modo intimo.”

    “Mi ricordo un libro di Renoir, la descrizione che fa di Notre-Dame, del rapporto tra luce ed ombra. Fu molto importante per me, ed è poi quella che Le Corbusier ha ripreso per dare la sua definizione canonica di architettura. Vi consiglio quel libro, specialmente ai più giovani, leggete almeno i primi capitoli.”

    “In una biblioteca la percezione dello spazio non può essere tridimensionale, c’è bisogno di spazi finiti. Nessuno vede cosa fa l’altro di fronte. Anche se io ho visto mia moglie per la prima volta nella biblioteca di Scienza del Diritto.”

    Alcuni di noi penseranno che Calatrava è autorefenziale, occhi, ossa, ali, membrane.
    Già posso sentirli:
    è troppo monumentale, fuori scala, che non legge la città, che è star – system;
    è ingegnere, ed infrastrutturale, gli ci vogliono almeno 3 campi da calcio;
    va tenuto lontano dai centri storici;
    quella torre è copiata da Manfredi Nicoletti, che scandalo!
    Il cemento è bianco, le travi tutte uguali potevano essere di ferro invece che di cemento armato;
    la scultura e la pittura sono cose diverse;
    il progetto di Roma è brutto, quello di Reggio Emilia è stato un incarico e non un concorso.
    Ma tant’è. Siamo alle solite.
    Alcuni di noi, senza più, forse con gli anni, la capacità di distinguere.

    “Ma dove sono gli ascensori?”
    Chiede sospettoso una chioma bianca due poltrone avanti guardando quel gioiello che è la torre residenziale di New York. Va bene. Mi calmo. Uno vede un progetto così, e pensa agli ascensori.
    Grazie per averci ricordato che gli ascensori sono importanti. Caspita!
    Quella stessa chioma bianca dirà in paradiso che c’è troppa foschia, ed insospettito cercherà qualche nebulizzatore, ne sono convinto.

    Lo spazio che crea dà un’emozione, punto.
    Emozione in termini tecnici, fatta di elementi costruttivi reinterpretati.
    Non voglio scomodare ancora Nervi, ma sottolineare la meraviglia degli studenti.
    Quella che hanno evidentemente avvertito, vedendo una copertura che la sera chiude le ali, o di un ponte che si gira.
    Quella che, alcuni di noi, forse con gli anni, hanno perso.
    Quella che, ad esempio, il tanto dibattuto Meier non ha saputo dare nell’Ara Pacis.

    Ai 35 grandi architetti nazionali, preoccupati di quanto succede in Italia invasa dagli stranieri, tanto da scrivere una lettera al Presidente della Repubblica, mi permetto di ricordare che, essendo in gran parte docenti universitari, dovrebbero forse occuparsi anche un altro aspetto, oltre agli incarichi persi: la meraviglia e lo stimolo per i più giovani. Spazio, struttura e stupore.

    Calatrava è venuto nella nostre Università due volte negli ultimi tre o quattro anni, e questa mi sembra una cosa importante.
    E’ andato via come il “Gatsby” di Scott Fitzgerald, lasciandoci guardare il video, mentre guadagnava l’uscita.

    Pier Auguste Renoir, “Lettere e scritti”, casa editrice Abscondita, a cura di Elena Pontiggia, Milano 2001. Prezzo Euro: 15,49

  2. Alessandro Ranellucci jr ha detto:

    Calatrava riesce a fare con delicatezza delle cose che in mano ad altri diventerebbero delle grossolane cafonate. E soprattutto non cerca di piacere a tutti i costi: la stazione della metropolitana a New York non è necessariamente “bella”, ma è fortemente espressiva, leggera e compiuta.

    (Arch. Parise, sicuro che il libro consigliato fosse di Renoir? Credo che stesse parlando di Rodin piuttosto. Verificheremo.)

  3. Isabella Guarini ha detto:

    I libri che mi hanno dato molto, dopo la laurea, sono stati ” Viaggio d’Oriente” e “Verso un’architettura” di Le Corbusier. Studiando senza condizionamenti accademici, ho scoperto insospettabili relazioni tra storia e innovazione attraverso un pioniere dell’architettura moderna antistorico e antiaccademico. La storia polemicamente negata, diviene fonte d’ispirazione e di radicamento nel contesto. Il percorso che ho fatto è stato lungo e minuzioso nella ricostruzione di alcune opere di L.C. Premetto ciò per dare una base alla critica dell’architettura che definisco globale per significare un’architettura priva di contesto, pur nelle numerose variazioni formali. Opere che sono la dimostrazione dell’alto livello tecnologico raggiunto dall’industria del costruire. Cattedrali senza fedeli! Scrive Robert di Mont-Saint-Michel nel 1444: “Quest’anno per la prima volta, si videro fedeli dirigersi a Chartres trascinando carri carichi di pietre, di legno, di frumento e di tutto quanto era necessario per la costruzione della cattedrale. Come per magico potere si elevavano in alto le sue torri. .. Dappertutto gli uomini si umiliarono, dappertutto fecero penitenza, dappertutto perdonarono ai loro nemici. Si videro uomini e donne trascinare gravi fardelli in mezzo ai pantani e celebrare cantando i miracoli che il Signore operava sotto i loro occhi.”

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