SIAMO MODERNI … LIBERIAMOCI DALL’ARTIGIANATO …

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L’arte della ceramica presso la Scuola Regia di Faenza

ELDORADO su: CERVELLO FRITTO ALLA PROVENZALE …

“Muratorini della domenica postpranzo, architetti della memoria a giornata 2013, un passo indietro, al 1933 (XI E.F.)!
Dopo quello del 1953 segnaloVi un altro filmato d’Epoca a Faenza-fajance.
Mi dispiace, pero-però: oggi solo musichetta!
Non ha commento sonoro, infatti, questo bel giornale-luce dal titolo: “L’arte della ceramica presso la Scuola Regia di Faenza.”
L’ho pescato smanettando in rete, in you tube. Se volete, fatelo anche voi. Consiglio d’amico.

All’inizio del breve filmato (due minuti) sono dichiarate le condivisibili intenzioni didattiche:
L’ARTIGIANATO ITALIANO / COME SI INSEGNA / COME SI LAVORA / ALLA REGIA SCUOLA.
Rivedetelo più volte: è commovente e utile; per un’architettura umana, laboriosa e non boriosa: è una favola! Tutti vivevano (o parevano) felici e contenti modesti artigiani solidali, quando un brutto giorno del 1938 il governo dell’UNI (Uomo Nuovo Industriale) emanò le leggi razziali dell’arte: la Regia Scuola si allontanò così di botto e di brutto dall’artigianato e tralignò per la via dell’Arte concettosa: era nata (ab orto) la Ceramica Superiore, quella d’arte alta, era nato il Concorso di Faenza col suo pezzo unico e fuori serie Keramico. L’artigia-nato fu dichiarato Artigia-morto per legge, nel 1938!

Fu l’inizio della fine: gli artiGiani e gli industriosi, gli art-ieri e i mani fattur-oggi, i ceramisti e ceramanti furono così (via via) presi casa per casa, rastrellati bottega per puteca, individuati e messi all’indice opificio per opelegis… furono presi e compresi dal dentro dell’Arte, dal complesso di inferiorità: dall’essere solo un tascurabile avanzo della Storia, una razza umana inferiore, da mondare, da lavare con Perl’Arte. Furono isolati e ben confinati … e finirono così (per questa via breve) nei forni a gas, con tutte le loro ceramiche d’uso del bel tempo che fu, fru-fru, cu-cu.

Per non dimenticare,”

Eldorado

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4 risposte a SIAMO MODERNI … LIBERIAMOCI DALL’ARTIGIANATO …

  1. Alberto Mingotti ha detto:

    Bello il filmato dedicato alla Scuola di Faenza! Ancora fino pochissimi anni addietro la Regia Scuola di Faenza, sia pure attraverso i mutamenti di nome, era un grande e straordinario laboratorio del fare ceramico: Regia Scuola nel 1919, Regio Istituto nel 1938 e Istituto Statale d’Arte dopo la Seconda guerra mondiale. Per una serie di rare coincidenze, per molti decenni la Scuola ha tenuto il posto dell’antica bottega rinascimentale: attraverso il fare ceramica si imparava( e, per essere precisi, ancora oggi in quel luogo ci sono maestri che detengono la conoscenza del mestiere). Poi, per ragioni che richiederebbero un lungo commento, in tempi recentissimi sono intervenuti dei mutamenti. Tra i motivi che maggiormente stanno spingendo verso nuovi indirizzi ci sono le odierne concezioni culturali e, tra queste, la fiducia nel design, ideologia estetica di questo tempo. Nell’aderire a questo percorso non si è tenuto conto del fatto che il pensiero artistico nasce dalla riflessione per i gesti compiuti e non viceversa. Molto presto, quando i tanti designer non sapranno a chi rivolgersi per realizzare i loro progetti, si capirà, ad esempio, che il destino del Made in Italy è legato anche ad un artigianato che oggi, se non interveranno urgenti e significativi ripensamenti, rischia di scomparire. L’artigianato, ovvero il sapere in azione del corpo, oggi più che mai, si qualifica come l’unica e grande arte del nostro tempo.
    A.M.

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  4. isabella guarini ha detto:

    Caro Ala, è davvero commovente il filmato che ci hai riportato alla memoria, specialmente per noi che abbiamo conosciuto il tavolo da disegno a mano e ci siamo sporcate le mani con l’argilla e i colori. Terribile la profezia di Alberto MIngotti: si è avverata!

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