
«Ho iniziato a occuparmi delle origini di Venezia e della sua
protostoria nel 1979. L’avvio ha avuto occasione da una prolungata
permanenza a Venezia per il restauro e le relative ricerche d’archivio
per l’ex convento di san Giovanni in Laterano. Ho proseguito poi negli
anni successivi, in modo certamente non continuato, con interposti
illuminati colloqui con paolo Maretto.
Sarebbe stato problematico
condurre in porto lo studio, e se ne sarebbero certo dilatati i tempi,
anche per quel perfezionismo che spesso limita le possibilità di
tempestiva conclusione, se non fosse intervenuta, nel 1985, la
partecipazione al concorso internazionale per la ristrutturazione del
campo di marte Marte alla Giudecca, bandito dall’IACP di Venezia, che
ha portato a una scadenza obbligata, quindi anche a una contrazione
degli obbiettivi iniziali che, a cose fatte, mi appare utile e
provvidenziale ai fini dell’agilità del testo.
La pubblicazione
stessa, probabilmente, avrebbe richiesto tempi più dilatati se la
commissione giudicatrice del concorso non avesse ritenuto lo studio
meritevole di un «premio speciale» prevalentemente consistente,
appunto, in un apporto dell’IACP Venezia alla pubblicazione stessa.»
[Gianfranco Caniggia]
“Caro Filippo, così lo stesso Caniggia nel
prologo di parte della relazione per il progetto del Campo di Marte dal
titolo “La casa e la città nei primi secoli” pubblicata come primo
capitolo del volume di Paolo Maretto “La casa veneziana nella storia
della città”, pgg. 5 – 55.
Questa stessa relazione la trovi ancor più
sintetizzata ovviamente sulle pagine del volume “Ridisegnare Venezia”
che ti allego per la parte caniggiana che mi ritrovo in pdf per averla
usata con gli studenti nel laboratorio di progettazione del professor
Strappa a Roma. Per gli altri autori ti toccherà recuperare il testo
in biblioteca o sul mercato dell’usato, sarebbe dura scansionarti l’
intero volume.
Il progetto è denso di approfondimenti architettonici e
il tipo veneziano viene declinato in alcune delle sue varianti di
posizione.
In sintesi e per farti cogliere la differenza rispetto
alle legittime suggestioni poetiche di altri partecipanti al concorso,
non si trovano tra le carte di Caniggia i tipici schizzi di studio con
trovate morfologiche quali guida della matita del progettista, avrai
ben presente la “mano che disegna” di Siza che scimmiotta Papa Corbu?
Cioè quello che mi hanno insegnato a scimmiottare in quattro corsi di
progettazione alla Giulia Quaroni… Le scelte di Caniggia derivano per
quanto possibile da una sequenza di opzioni logiche che aggiornano al
“contemporaneo” la tradizionale edilizia di base locale di cui se ne è
ricostruito il processo formativo per imparare a parlarne il
linguaggio.”
«E io, feto adulto, mi aggiro / più moderno d’ogni
moderno / a cercare i fratelli che non sono più» PPP
Il link per
Campo di Marte di Caniggia è
http://www.mediafire.com/?aqgdxlyp8ldio22
Adios, compañero!”
Giancarlo Galassi