“Il miglior Renato della nostra vita”? …

Il miglior Renato della nostra vita“Ciao Giorgio,
ti allego per Archiwatch più che un indizio, la soluzione.
Il miglior Renato della nostra vita”, immagine basata su un’opera di Giancarlo Galassi da me nuovamente rititolata.
Questa volta nessuno ci ha colto, alla prossima!
Un caro saluto,

Ruggero Lenci

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Una risposta a “Il miglior Renato della nostra vita”? …

  1. sergio de santis ha detto:

    L’OPINIONE DI SDS
    Ci sta … ci sta …
    la debolezza del Professor Lenci per una visione cantautorale da periferia romana riscattata dal “genio nicoliniano” e di tutta la “machina” ci sta! …
    D’altra parte furono proprio loro in tanti anni di politica creativa , bianca e rossa (come la pizza) , a infilarci dentro a “quelle” periferie i “sorcini” per poi ovviamente a tirarli “apparentemente” fuori, stanandoli da quei buchi “veri” nei quali le loro magnifiche velleità ideologico-architettoniche li avevano esiliati.
    Quelli sarebbero stati i migliori anni della nostra vita? .. beh… se così fosse, si può dire che sia rimasto ben poco … quell’unico concreto proponimento della “teoria dell’effimero”, cioè quello di potersi rinnovare costantemente (lo spettacolo) non si è consolidato …
    non si è endemizzato …
    non ha presentato costanza e diffusione…
    non si è reso un elemento tipico di questa nostra città, che con una risata avrebbe potuto seppellire definitivamente il mondo che non aveva capito nulla … noi qui … invece sì …
    Certo scoprire una debolezza “sorcina” del Nostro mi svela sensibilità che non avrei mai immaginato esistessero …
    lavora,lavora … approfondisci, approfondisci … studia, studia …alla fine i risultati si vedono … qualcosa tiri fuori … anche se ….
    Anche se a me questa virata improvvisa, come quella poco marinaresca del comandante Schettino sullo “scoglione” del Giglio, da Dorian Gray a Renato Nicolini proprio non mi convince … francamente mi appare, come quel Dorian Gray, troppo artificiale … troppo indotta … forse dagli accenni a una presunta, ma non svelata, profondità del tema…
    ci sarebbe ancora da studiare …
    Certo la soluzione offertaci contempla una totale pertinenza con il tema di origine … la mostra su Renato Nicolini … ma l’idea che ci fossero in realtà da svelare trasparenze interpretative, ora definitivamente affioranti, del totem di Galassi, favorevoli a una criptomnestica riduzione dell’effimero nicoliniano lacerato da quello che la stessa mostra è stato in grado di fare … ecco … beh … passando per Dorian Gray e l’eterna costrittiva giovinezza dell’Autore, mi sembra un poco difficile concepirla e sostenerla … Comunque …
    Non nego che “la mossa” del Professore” , possa essere stata un guizzo, una intuizione al contempo ragionevolmente risolutiva ed elegante, quel tanto che basta per non confondersi con la mucillagine archiwatchica … volontà peraltro ampiamente dimostrata dalla firma con data… non sia mai che qualcuno dovesse scambiarle per quelle di un altro… o magari usarle per un altro post … insomma dicevo, un modo , insieme al tono alquanto deciso nel salutare (per carità … non ci abbandoni Professore) per uscire dall’impaccio di un approfondimento che alla fine, come diceva il povero Andrea, che certamente sta lì ancora mezzo rintronato”, magari poteva pure rivelarci il nulla …
    ehhh! ….
    Il Professore è una bella volpe! …stavolta lo rilasciamo per insufficienza di prove …
    “Nessuno ci ha colto” … uhmmm!
    La saluto, Professore, regalandole un minimo di atmosfera adeguata al re-intitolamento dell’opera in questione…
    cosciente del punto interrogativo che pone …
    SDS

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