ARCHITETTURA BUONA COME IL PANE n.20: LUDOVICO QUARONI …

ArchitetturaBuonaComeIlPane21_01 URBANISTICA

Ludovico Quaroni (con Roberto Maestro e altri) : Quartiere Casilino

    Non ero mai entrato in una casa stretta solo 10 metri, nell’appartamento in linea funzionalista a corpo doppio, con vano scala a due appartamenti per piano e il famoso doppio affaccio su fronti opposti che consente di catturare il sole a tutte le ore del giorno e avere una ventilazione trasversale. Probabilmente la più importante conquista “igienica” del movimento moderno che risolveva il problema della linea ottocentesca a corpo quintuplo rigirante con alcuni alloggi affacciati su strada e altri solo su cortile e un nodo d’angolo inabitabile riservato, nei casi migliori del primo novecento, alle scale.

Avevo sempre dubitato della trovata quaroniana di usare questo tipo in un impianto a raggiera per costruire un luogo al Casilino 23, un luogo da opporre al tappeto indifferenziato di condomini da otto piani o palazzine da quattro che occludono il territorio romano tutt’intorno al centro storico. Nel primo progetto, a firma soprattutto di Roberto Maestro (Quaroni aveva indetto un concorso per l’impianto del quartiere tra i suoi collaboratori), gli edifici puntavano tutti verso un centro, ma la variante realizzata divide a gruppi le stecche e li incardina su poli diversi tutti raccolti in un’area centrale dove sono le scuole, la chiesa e il mercato. Ed è una scelta forse casuale ma giusta: se a volo d’uccello un unico centro era più leggibile e significativo (il famoso rudere di Colosseo), sul terreno, assumendo il punto di vista del residente, sarebbe stato inutile e ridondante.

Ho studiato un paio di anni questo quartiere ma solo affacciandomi dalla loggia di una delle firme di Archiwatch, ho capito che alla finestra di una di queste case non si può mai eludere la propria posizione nel quartiere, che è quella che conta, a scala umana, da cui deriva la consapevolezza di avere un posto nel mondo.

Gian Carlo :Galassi

[duepuntig@gmail.com]ArchitetturaBuonaComeIlPane21_02

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

2 risposte a ARCHITETTURA BUONA COME IL PANE n.20: LUDOVICO QUARONI …

  1. maria stella ha detto:

    architeto Galassi mi piace il suo commento e mi piace,molto, il fatto che lei sia entrato dentro una casa per capire (verificare) quanto, ricostruendo quella storia quaroniana, le mancava di (voleva) capire, Un mio amico dice, citando e ampliando Melvile ,che le planimetrie, così come ogni pianta, non dicono sempre la verità ; che sta a noi capire se assecondare o meno quelle bugie. Lui ha un modo immaginifico per esprimersi ; si interessa di architettura ( in reatà è bravo) in quanto si interessa si letteratura. Mi pare che lei , affacciandosi alla finestra, mi abbia fatto capire bene cosa intende il mio amico: che i luoghi sono fatti innanzitutto di emozioni. Solo una domanda per ” avere la consapevolezza di un posto nel mondo” è necessario attraversare un quartiere, una qualche dimensione edilizia…. o ,come credo, può avvenire anche perdendosi nella città, nell’oltreciittà, muoversi senza punti di riferimento? Grazie per le sue, sempre acute, sollecitazioni. maria stella

  2. Cara Maria Stella,
    il proprio posto nel mondo lo si trova insieme alla persona che ti/a cui si vuole bene.
    Detto questo, il resto, il caso in questione, è pura e vuota letteratura di architettura.
    Nel nostro caso, il Casilino 23, di Ludovico Quaroni, il posto nel mondo lo intendevo individuato precisamente dai “meridiani” radianti delle stecche di edifici (raggruppati per cooperative diverse e puntate verso diversi poli centrali, Sergio docet) e dai “paralleli” stabiliti invece dai tetti inclinati o gradonati: due tre piani verso il centro (i centri), otto e più in “periferia”. Le figure dicono più che diecimila parole.
    Grazie a questo giochetto sai sempre quando dove si è rispetto all’asse di via della primavera (che doveva essere una strada importante di Roma ma non è stata realizzata del tutto) e se si sta verso l’Appia o verso la Prenestina. Il tutto è sottolineato dal movimento del sole come spiega Sergio.
    Non so se lei abita in un casamento in linea di edilizia economica come io e Sergio ma certamente il mio edificio, corpo quintuplo con appartamenti tutti al sole o tutti all’ombra (così il condominio si è autosuddiviso), non ha le qualità di soleggiamento che Quaroni e collaboratori hanno dato agli alloggi del quartiere con scorno di metà degli abitanti.
    Quindi, nonostante avessi sottovalutato l’intelligenza di Quaroni, come anche tanti architetti e professori (ce n’era uno che perfidamente non si capacitava che meriti avesse Quaroni per essergli intitolata un facoltà se non baronali…), ho persino fatto lavorare gli studenti per un paio di anni a distruggere il senso del quartiere… ebbene, mi devo ricredere.
    Un saluto,
    Gian Carlo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.