” << Il genio è frutto dell’impegno>>, dice il proverbio, ma anche il talento deve essere levigato come una gemma, altrimenti rischia di rimanere misconosciuto. Sembrerebbe, questa, una saggia sentenza conforme a una società finalizzata al successo. L’uomo si impegna senza tregua nella competizione con gli altri per dimostrare la propria forza ed il proprio ardimento per vincere. (…) Un tempo dominava il sistema di separazione tra le classi sociali, che tuttavia non era paragonabile a quello molto rigido della società inglese: da noi chiunque si fosse impegnato avrebbe potuto accedere alle migliori università e poi alle più alte posizioni di comando. (…) in un certo senso il carattere democratico della società giapponese si rivela nell’assoluta mancanza di dubbi sul valore dell’impegno. Esso è tipicamente antiaristocratico. (…)
L’impegno (Nelle società aritocratiche) è dunque disprezzato poichè esprime lo sforzo cruento di chi, sprovvisto di denaro e di potere sociale, non ha altri mezzi per essere riconosciuto.”
Da: Yukio Mishima, Lezioni Spirituali per Giovani Samurai, Giancarlo Feltrinelli Editore, Milano 1990





E in Italia? Da chi, l’impegno, è stato ridotto all’inutilità e al pubblico ludibrio?
un’altra “dedica” dalla redazione di archidiap http://www.archidiap.com/works/scuola-di-cave/