La teta y la luna …

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Da Sergio Marzetti: …

Caro Prof.,
come diceva quel tale?: “ I nostri occhi sono fatti per vedere le forme sotto la luce; ombre e luci rivelano le forme; i cubi, i coni, le sfere, i cilindri o le piramidi sono le grandi forme originate che la luce rivela; la loro immagine ci appare netta, senza ambiguità. E’ per questo che sono belle le forme, le più belle forme. Tutti concordano su questo, il bambino, il selvaggio, il metafisico”….e anche un automobilista che sta andando a portare la macchina dal meccanico e si arrovella: “ Mo quanto me farà spende ‘sto ladro!”. Poi l’automobilista passa su un cavalcavia, osserva quel dintorno che poco conosce, tiene la distanza, guarda nervosamente lo specchietto retrovisore, guarda irritato la macchina che lo sorpassa sfiorandolo e….. mette la freccia a destra e si ferma incantato. Sospira tra sé: “La teta y la luna”, la forma sotto la luce di un plenilunio e apprezza sia la forma sia la luna. Poi la fila dietro strombazza e deve rimettere in moto. Ma intanto quell’immagine l’ha registrata sul telefonino e la mette tra le preferite.

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5 Responses to La teta y la luna …

  1. sergio 43 ha detto:

    Certamente qualcuno, come l’automobilista, obietterà: “Ma quanto ce costa ‘sta tetta?”. Purtroppo, per fortuna, fate voi, l’architetto non è un pizzicarolo ed è tenuto a darci, se nun ce se magna sopra, il meglio che può. Anche la Basilica di San Pietro è costata un botto di indulgenze per pagare Michelangelo, Bramante, Raffaello, e me ne sfugge qualcuno, tanto da irritare i leghisti del Nord guidati da Herr Luther che ci fecero la prima devolution da Roma Ladrona. Eppure anche i nipoti di quei leghisti oggi stanno facendo la coda per entrare e sostare incantati.
    Mi viene da citare, celiando, il divertente teatrante di “Shakespeare in love”: “Che cos’è l’Architettura? I don’t know. It’s a mistery!”

  2. maurizio gabrielli ha detto:

    Grande Se’ ! Carpe diem. Ma quanto ce costa quella zinna ? Quella pinna dorsale. L’attimo più costoso di Roma. E manco funziona. Veltroni’s dream.

  3. sergio 43 ha detto:

    Poi pensa se le tette, come da progetto, erano due! E la forma eretta del Rettorato tra le due tette non ce le metti, nun te dice gnente?”. Aoh, ma ‘sto Calatrava non sarà un architetto erotomane come Carlo Mollino?

  4. maurizio gabrielli ha detto:

    Ma… oddio, le forme so’ forme, parlano e dicono tutto, confessano. Pure i crimini se le interroghi bene. Figurate se nun te dicono le eventuali nevrosi, tendenze e fissazioni del progettista e del committente. Parlano.

  5. sergio 43 ha detto:

    Ecco allora spiegata l’attrazione per la bellezza delle due colonne della terrazza della Slittovia Lago Nero; alte, slanciate, caviglie sottili e cosce tornite come le due belle gambe delle ragazze che Mollino amava tanto. Tutto si tiene. L’architettura sarà femmina ma l’architetto è maschio. Dal loro incontro nasce l’opera, a volte un fior di creatura a volte mejo nun fotografalla mai!
    (Architette, architettesse! Se capisce che stamo a giocà li soliti giochi tra maschi? Sai, oggi c’è tanto perbenismo in giro e tanto più approfonditi ragionamenti da vagliare!)

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