come passa il tempo …
e tante volte basta un’immagine di sfuggita a riaprire la memoria più lontana …
e così sbirciando distrattamente i nomi della bella tavolata eisenmaniana …
eccoti spuntare sullo sfondo sorridente la faccetta capelluta di Andrew MacNair …
erano decenni che non ne sentivo più parlare …
eppure l’avevo conosciuto e avevamo anche lavorato insieme …
Eugenio Battisti reduce dagli USA …
appena sbarcato nella Roma appena nicoliniana …
propose sul tamburo un piccola mostra “tascabile” a costo zero, …
aveva portato i materiali nella sua valigia alla Mary Poppins, …
New Americans: nuove tendenze dell’architettura americana ...
nella quale figurava anche l’allora sconosciuto Frank Gehry …
con Andrew attaccammo i quadrucci alla parete e in meno di una settimana …
pubblicammo anche un cataloghino morettianamente autarchico …
che più “autarchico” non si poteva …
poi qualche anno più tardi un incontro telegrafico allo IAUS alla corte di King Peter …
qualche numero di SKYLINE …
del quale fungevo “corrispondente” da Roma …
quindi un silenzio ultratrentennale …
per fortuna che oggi c’è la rete …
così finalmente ho scoperto …
che cosa ha fatto Andrew …
in tutti questi anni …
ha fatto: l’OVO …
Buona Pasqua Andrew …





