ELDORADO su: “Il piacere … che dà … vedere il buco” …
“I monologhi della vagina (The Vagina Monologues) è un’opera teatrale di Eve Ensler. L’opera ha debuttato sulla scena Off-Broadway nel 1996 e ha vinto un Obie Award. C’è una scheda in Wikipedia, simpatica enciclopedia col contributo del pubblico.
Come questo per San Valentino: “Oh, ma l’hai letto sull’Archiwuoò? “Il piacere … che dà … vedere il buco … quel buco esteticamente straordinario … quella buca che ha bisogno di prurinissimo risarcimento …”, ma è possibile? Che faccia e mazza tosta. Che tempi, questi di internet, vagina mia d’architettura! E’ insopportabile il purinissimo pensiero blog, quello il primo della classe: quel pensiero chiagne e fotte, siente a mme!! Ammen.
E poi, sai che ti dico, vaghina mia? Ora ricordo: quelli dell’archicabaret si copiano le battute tra di loro e l’oro: questa frase del rimpianto sul buco bello riempito, tale e qualle, l’ha detta mezzaBotta nell’aula magna e fotti del Politecnico di Napoli, l’ho sentita io, a Fuori-grotta, con questa vagina mia, che non mente … et sente!
APPELLO, a pelle: per piacere, FATE PRESTO!
Chiamate subito Sigismondo da Vienna col suo La can di Parigi, è urgente: questi archidetti ultimo ‘900 c’hanno la fissa, c’hanno la fossa in testa … la fessura sanguinante della terra da riempire ad arte prurinissima … stanno arrapati di conficcare grattacieli nel buco del Mondo!!
Ma c’hai n’età, dico io … statte calmo, sennò mo’ chiamo la Società Psico-anolitica d’Italia: so’ contronatura d’archichettura, … ci fanno un mazzo così … c’hanno l’anzia dell’anziano all’ultima chance e po’ stop coll’occasione costruita. Prennere o lasciare! Ultimo ghiro, ultima cosa. Tutto ‘o lassato è perduto!!
E po’, anche quel Muratore de Roma che c’azzuppa dentro senza pietà. Che ti pubblica nel suo bloggo il buco di Vietri, quello di Soleri anni cinquanta organici della Ceramica: te lo raccomanno quello, vaghina mia! Ma quel buco di fuoco, si sa, all’Origine post/bellica orgonica c’era il forno a legna.
L’hanno levato poi pecché mo’ so’ tutti fuochi elettrici, al computer. Con preservativi e pillole d’architettura. Così hanno appilato il gustoso buco di fuoco ceramico locale (dal greco pur, puròs (fuoco) e chiachè, chiachès – buco, nda).
Ultima del monologo di oggi: non si può pubblicare quella frase proprio per la festa e testa degli innamorati: chiamalo purinissimo amore quello. E’ violenza bella e buona. La violenza sul buco donne è la stessa violenza sul buco della terra, tale e quale, credimi, vagina mia. L’ho sentita or ora alla radio. E’ la violenza sulla gran madre generatrice, … son lacrime d’archidrillo queste prurinissime … , di una archisessualità tramm-iata (obliterare il biglietto, in fondo c’è posto, spingere prego) … quella che costringe la donna alla ventisettesima ora di lavoro. Allo straordinario di Zazà, fatti a llà.
Allora. se non ora et labora, quando? Io, vagina mia, sai che te dico? Rincorro con tutte le altre vaghine associate d’architettura alla Convenzione di Istanbul, al trattato di Roma e di Monaco, al congresso di Vienna, all’AIAC e a… ahi, non mi ricordo cchiù! Se non ora quanno, Muratò?
Saluti”
Eldorado





