- Giancarlo Galassi :G su: LO SPECCHIO DELLA SOCIETA’ …
- “Caro Pietro,
NO ! . Il “succo” (parole tue) del mio commento non è quello che indichi nel primo passaggio del tuo reply. Mannaggia come mi spiego male. Anzi come non mi spiego!
Ma ora non mi va di rispondere, anche se molti sono lì a fare i facinorosi.
Magari, sarebbe meglio, può farsi avanti qualcun altro come i coraggiosi Tusa (ma che c’entra la Casa del Farmacista?!- Mistero! – Puro astio e frustrazione repressa da decenni che ha fatto cucù perché c’era Purini?) e Marco da Palermo; magari forse qualcuno addirittura dallo ZEN, meglio sarebbe qualcun altro degli allievi di Purini , non solo io e Mazzola (anche se tutti e due su altri lidi teorici approdati), altri allievi che sono rimasti puriniani (non capendo niente del suo insegnamento!) che sono lì che stringono lo sfintere per trattenere la più piccola gocciolina : noncicasco! noncicasco! noncicasco! noncimettoilmionome!… del resto li incontri tutti i giorni alla GiuliaQuaroni… vero omissis, e anche tu omissis… per quanto voi vi sentiate assolti siete per sempre coinvolti!
Forse risponderà ancora il professor Purini stesso che di quel quartiere, ahilui, non è più da considerare solo il disegnatore (come sembra dire Ettore) ma oggi ne risulta coautore a tutti gli effetti (e so che di questo si scoccia – Gregotti alla lunga gli ha appoggiato un padulo basso epocale) insieme al famoso architetto giapponese Kenon Mirikord.
Ma, ahinoi, Purini mi ha confidato (ma non in segreto confessionale) che non ha una grande stima di questo blog (ma era anni fa e forse – non credo – ha cambiato idea) e fa male perché non coglie, nel suo essere sempre in prima linea, forme e luoghi come/dove passano le opinioni oggi (le opinioni! non la critica che quella è finita da un pezzo, da quando, stufi della sua illeggibilità, qualcuno ha detto a voce alta – in un blog? in questo? – : “Manfredo Tafuri è una cagata pazzesca!” – La critica se sopravvive sopravvive solo per il MIUR e per chi deve portare a casa pasta e patate con lo i fondi per la ricerca).
So che sbaglio a non rispondere perché il blog funziona soprattutto (Zavattiniamente) di un suo certo tempismo qualunquista da bolgia di bar (un bar che – nel deserto dei critici – quindi oggi sarebbe accademia?), un tempismo che però si scontra, non corrisponde alle capacità di controllo delle mie intemperanze caratteriali. Insomma a Roma si dice: Parto de capoccia!
Siccome ho paura di fare carne di porco (per la serie “Macelleria Messicana”) delle tue parole e più o meno indirettamente (ancoraaaa!! che palle!) di quelle di Ettore e probabilmente anche di altri (vedi Tusa e Purini e i puriniani già in queste pochissime righe), e poiché in buona sostanza massacrerei soprattutto me stesso ché dopo mi vengono i rimorsi … allora (puntini puntini di sospensione alla Muratore) …
…allora, aspetto.
Per amicizia virtuale chiedo perdono della mia immaturità.
Con affetto (sempre virtuale ma non meno sincero) e stima,
siamo qui,Giancarlo Brucebanner GalassiPS. La prossima volta che vieni all’Inarcassa di Roma e poi te ne vanti sul blog!, e non lo dici prima (lo studio dove lavoro è di fronte) e non ti fai pagare un caffè – che avrai preso dove lo prendo sempre -, ti do del “lobotomizzato” senza troppi scrupoli… così… come viene viene… senza motivo… alla Mazzola.PPS. Scusa prof. Mettici una ragnatela sopra. 
-
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Quando verrò alla Cassa, sarà per la pensione definitiva (quella di ora è solo un bluff per mettere al sicuro il risultato, non si sa mai con tanti rapinatori in giro) e allora il caffè te lo potrò pagare io. Non è necessaria una tua risposta immediata, non mancheranno occasioni. Magari al progetto di Ettore per le Vele di Scampia: per completare la trilogia sarebbe perfetto.
Solo che io avevo capito esattamente quel succo del tuo discorso. E te lo dico, ho l’impressione di non essere stato il solo perchè appariva scritto in maniera molto esplicita e non sotto metafore o allegorie o doppi sensi.
Comunque lo so, nei blog talvolta le parole arrivano alla tastiera diverse da come sono partite dal cervello (la fretta, la casella dei commenti che a volte, chissà perchè, si restringe, la mente ad altri post) ed è pericoloso prendere tutto alla lettera. Bisogna sempre ammettere la precisazione e perfino la smentita
Buona domenica
Pietro
caro Pietro,
chiediamo a Isabella se organizza qualcosa per compiere la trilogia … comunque ti aspetto per il pranzo che mi hai chiesto come onorario per la difesa d’ufficio.
PS
I rapinatori li trovi anche all’interno dell’ufficio dove ti rechi, la storia del 4% anche nel rapporto professionale tra colleghi è davvero una vergogna, così paghiamo 2 volte sulla stessa fattura, m’è appena capitato!
Caro Ettore, non vorrei aprire un forum di contabilità, ma il 4% tra professionisti è solo una partita di giro a vantaggio dei più giovani. Se tu riscuoti il 4% su 1000 euro da un cliente, cioè 40 euro e paghi il 4% su 500 euro ad un collaboratore, cioè 20 euro, alla cassa verserai la differenza di 20 euro. Il problema è se non raggiungi il minimo e allora devi integrare. Ma i giovani collaboratori con il vecchio sistema, praticamente lo dovevano pagare tutto di tasca propria se fatturavano solo a professionisti. Io l’ho capita così, anche perchè nel sito della cassa c’è scritto espressamente che si paga la differenza. Quindi è una specie di riequilibrio generazionale.
Ciao
Pietro
Caro Pietro,
davvero grazie per la comprensione.
Il succo, espresso male nello svolgimento, era già nel titolo e cioè nella fede speranza e carità idolatriche nell’architettura che rendono buffi e archicefalici gli architetti più o meno colti.
E nemmeno se ne rendono più conto.
E purtroppo ancora in tanti, a partire dai semplici clienti che devono piastrellare un bagno per arrivare agli amministratori di Palermo (per restare nel thread) , che cascano nelle loro ragnatela di fuffa critica e sono incapaci di vedere gli errori culturali e disciplinari nei progetti.
Sembra incredibile ma il manifesto Ellepipino ne ha fatto una tesi ! e a Roma l’AIAC ha organizzato sul tema pure un corso di scrittura!! Un corso per ottimizzare la fuffa!!!
E qualcuno avrà pagato!!
Però dette così le cose prendono troppo importanza.
Non si può certo fare il movimento culturale contro la uffa degli architetti che si commetterebbe lo stesso errore !!
Speriamo che Falso Cascioli trovi sempre lo spirito giusto per restare al loro livello.
A presto,
Giancarlo :G
Giancarlo,
magari possiamo andare a farci due risate a questo corso, facci sapere quando e dove, e andiamo a chiedere spiegazioni nella stessa maniera in cui Diego Abatantuono risponde a Fantozzi quando quest’ultimo crede che il fornaio sia l’amante della moglie!
In effetti bisognava accorgersene in tempo…
Ettore il passatista e Giancarlo il cazzatista in missione archicefalica per conto di Muratore.
Io prego San Quaronio Zevino che magari abbiano videoregistrato le lezioni e messe su youtube, ci sarebbe da ridere per settimane…
e per ridere varrebbe pure la pena di iscriversi al corso…
solo a pensarci sghignazzo…
ma come si può essere più
caro Pietro,
in realtà è l’ennesima truffa per fottere soldi ai professionisti, inclusi i giovani, che non potranno mai permettersi di andare in pensione, se non da vecchi e con un vitalizio patetico.
Nel mio caso io sono totalmente truffato da un sistema assurdo:
Da quando sono stato assunto (soli 8 mesi all’anno) dalla Notre Dame nel 2001, DEVO (perchè sono stato obbligato a cancellarmi dall’Inarcassa) versare i miei contributi su un fondo dell’INPS per lavoratore autonomo.
ora, avendo versato i miei contributi in parte all’Inarcassa e in parte all’INPS, mi è stato detto che, se un domani volessi “ricongiungere” i MIEI contributi, dovrò sborsare una barca di soldi, per poi ricevere una pensioncina del cavolo!
Questo significa che dovrò lavorare fino alla fine dei miei giorni perché non potrò mai permettermi di andare in pensione e mettere nei guai la mia famiglia.
Detto questo, vedermi obbligato anche a pagare 1,5 volte i contributi in caso di collaborazioni professionali, se permetti, lo ritengo davvero una vergogna.
Questa storia che non si possa decidere se rimanere nell’Inarcassa o migrare verso l’INPS è uno schifo pianificato intenzionalmente per impadronirsi dei nostri contributi.
E’ l’equivalente del caso denunciato a Ballarò dove alcuni dipendenti comunali, a seguito di alcune “privatizzazioni” di servizi, e senza mai aver cambiato la poltrona su cui lavoravano, sono andati in pensione ed hanno scoperto che con quel cambio di denominazione del proprio datore di lavoro, per alcuni anni hanno versato i contributi in un altro fondo pensionistico, sicché senza preavviso si son visti elargire delle pensioni che prevedono delle trattenute, anche superiori alla metà di ciò che dovevano ricevere, perché le trattenute servono a rateizzare il ricongiungimento dei fondi.
Spero che questo mio “outing” (che avevo già fatto su FB) aiuti tutti i colleghi in situazioni analoghe a riflettere affinchè si uniscano gli sforzi facendo rispettare i nostri diritti
Ciao
Ettore
In effetti Ettore io ragionavo su un collega iscritto solo INARCASSA. Chi ha i ricongiungimenti come te è messo veramente male. Ho anche altri amici miei nelle stesse condizioni. Però, se poteva avere una lontana ragione prima, con il contributivo, oggi con il retributivo, che è come metterli in un fondo in banca (tanto hai pagato, tanto ti viene restituito in un tot di anni con gli interessi) basterebbe che quanto uno ha versato venisse trasferito ad una delle due casse. Boh!