Ruderi di critica …

Dopo che il tempo ha tolto vita dall’architettura, le sue rovine, lette
senza romanticismi e rimpianti, possono svelarne lo specifico
disciplinare.
Le facciate di queste case a schiera newyorkesi appaiono per quello
che sono: transenne non portanti, transenne non in cemento armato o in
acciaio ma in massicci pilastri in mattoni.
Il segreto è nei solai in longheroni a passo molto ravvicinato che
appoggiano sui lati ciechi ortogonali alla strada disimpegnando dai
carichi i prospetti (si vedono in un interno dopo il crollo del
controsoffitto identici come concezione ai solai storici in legno
veneziani o olandesi).
Il passo successivo è pensare di far poggiare tutti i longheroni su
una trave e collegare questa a pilastri. In questo modo anche i due
lati in muratura portante possono diventare transenna, transenna
portante. Separata poi definitivamente l’ossatura in acciaio da parti
chiudenti in altro materiale si possono allungare le strutture in
altezza oppure deformarle a piacere.
Ecco come due foto di miserabili architetture abbandonate possono
raccontare il passato di derivazione europea e il futuro internazionale
dell’architettura americana.

Viene voglia, riducendo a rudere anche la critica, perdendo tutte le
implicazioni da sociologi, da storici dell’arte, da tecnici del
parametrico e da chipiùnehapiùnemetta, su cui reclamano diritti gli
architetti da Vitruvio in qua, viene voglia di provare a tornare a
parlare, ogni tanto, di rado, con qualche imbarazzo, solo di
architettura.

Giancarlo Galassi :G

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1 Response to Ruderi di critica …

  1. giancarlo galassi ha detto:

    E difatti la casa di mattoni vola via come fosse di legno

    http://notizie.tiscali.it/videonews/139036/Esteri/

    ci sarebbe da riscrivere la favola dei tre porcellini

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