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è possibile essere equivalentemente scettici, sia nei confronti della realizzazione del parcheggio, che delle argomentazioni che vengono riportate nell’articolo?
Chiede maggiori informazioni è sacrosanto, altrettando sacrosanto pretendere dal Comune alcuni chiarimenti sulla strategia complessiva dell’intervento in modo che non sia lasciato al semplice interesse economico dell’azienda, ma tenga fortemente conto delle esigenze più generali.
Meno chiare appaiono le argomentazioni:
– c’è bisogno del parcheggio oppure no? sembra di no, sembra che in fondo già l’attuale parcheggio sia semideserto, e quindi anche l’ampliamento sarà inutile, allora da dove verrà tutta quella massa di persone?
– piazza del popolo minacciata da folle di persone quindi? (ma non c’è già una uscita della metropolitana?) come piazza di spagna, però entrambe a rischio desertificazione
– un quartiere che rischia di essere asservito alle logiche di mercato, quindi. Ma certo! mica come ora che è pieno di piccole botteghe artigiane ed è abitato da poveri popolani indigenti che fanno tanto strapaese
– Insomma “Povera Villa Borghese già semidistrutta dal lato verso il Muro Torto e semi costruita dai vari Globe Theatre di Veltroni, dai cinema della Casina delle Rose, dai chioschi bar diventati palazzetti del panino, invasa da brutte giostre e dalle truppe-bancarelle-motorizzate”. Insomma un bel minestrone di cose tutte ammucchiate insieme, senza un reale filo logico (l’importante in fondo è denunciare, no?).
– infine la supernavetta, il diavolo in persona, nemmeno a nominarla sale il sangue agli occhi; suggerirei all’estensore dell’articolo di farsi un giro a Perugia per capire come una navetta può essere anche portatrice di miglioramento e vivibilità (daltronde questo centro storico per non desertificarlo, dovra essere pur raggiungibile, o lo vogliamo lasciare ad uso esclusivo di chi vi è residente)
Forse una considerazione più pertinente avrebbe potuto prendere in considerazione i rischi idrogeologici (già resi evidenti dal disastro del pincio), oppure semplicemente si poteva obbietare che è ora di finirla con l’uso delle auto, che un parcheggio in quella posizione attirerà traffico sconvolgendo in maniera devastante l’equilibrio della zona; magari si poteva aspettare di visionare il progetto e provare dopo a contestare le specifiche scelte.
Insomma le ragioni non mancherebbero, forse usare quelle giuste e abbandonare un poco quelle “umorali” non guasterebbe.