DOPPIO TETTO ALL’INFERNETTO …

sergio 43 commented on UNA CHIESA CHE E’ UNA CHIESA …

“Non sono mai stato un criticone, anche perchè sono sicuro di non averne l’autorità, se non per un gioco di satira che non si nega a nessuno. Ho sempre pensato che l’opera di ogni progettista ha delle ragioni che solo lui può spiegare. Però, con tutto il rispetto e ammirazione per Petreschi, anche io avverto qualche stridore e ridondanza. Per quanto mi riguarda mi soffermo soltanto sul vuoto centrale nella trama reticolare. Se voleva essere una croce sospesa sull’assemblea penso che era sufficiente la bella croce-lucernario del tetto. Quella trama di travi aventi tutti, dai punti d’appoggio laterali all’incrocio a sbalzo, la stessa sezione mi danno un senso di debolezza invece che di forza e, in questi tempi di scosse, siamo tutti diventati più sensibili alla capacità di resistenza dei materiali. Non potevano essere le travi rastremate verso il centro dell’Aula? Dal punto di vista fisico si sarebbero alleggerite di peso, secondo la legge dei “momenti” e , dal punto di vista espressivo, si poteva forse ottenere un effetto cupolare. Volendo richiamare qualcosa di noto, si sarebbe potuto pensare, nell’alleggerimento progressivo dei moduli, al Pantheon, oppure, nella doppia copertura, alle cupole rinascimentali, però viste nel loro scheletro strutturale come attraverso una TAC. Comunque, complimenti, Professor Petreschi!”

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2 Responses to DOPPIO TETTO ALL’INFERNETTO …

  1. ctonia ha detto:

    Certo che l’Infernetto potrebbe essere dichiarato Quartiere Martire dell’architettura ecclesiastica contemporanea: dopo Riva, Petreschi!
    Scherzo Professò non si arrabbi :)

  2. Temo finirà che Petreschi (perchè ne discuteva) tinteggerà l’intradosso della sua pseudovolta…
    Spero usi meglio i pochi soldi che gli hanno dato per costruire il suo centro parrocchiale.
    Ho trovato quel giallo dell’abete in levitazione sopra il grigio peso del cemento armato pieno di carità.

    Ricorda altre cupole dorate e altri cieli d’oro alti sopra pantocratori benedicenti.
    Il tutto senza che sia stato volutamente cercato o intenzionalmente voluto dall’architetto…
    Un miracolo della serendipity o della provvidenza…

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