Un pittore alla settimana – Anna Salvatore
sergio 43 commented on FUOR DI METAFORA …
“Avevo lasciato il Corso di Quaroni perchè il tema, un pò alla Luigi Barzini Sr, di quell’anno accademico: “Una città lineare da Roma a…(Perugia? Mi pare di sì!) non mi attirava per niente. C’entrava forse l’esperienza appena studiata di Cumbernauld (la municipalità della cittadina scozzese, dopo nostra richiesta, ci aveva sommersi di piante e grafici), trasposta poi nel quartiere di Spinaceto. Io tutta quell’utopia urbana non riuscivo a risolverla. Mi dicevano che da Saverio Muratori invece si studiava una architettura più “umana”. Sapevo bene che quella mia scelta avrebbe interrotto molte amicizie in Facoltà. Allora si stava o di qua o di là! Ma pur e proprio perchè venivo da una famiglia di sinistra che faceva i suoi sacrifici per tenermi agli studi, volevo sbrigarmi. Seconda ragione, cresciuto negli anni del dopoguerra, mi era odioso ogni ostracismo ideologico e soffrivo delle divisioni tra colleghi. Terzo, Saverio Muratori era in ogni caso una bella e nobile figura di studioso, senza alcuna spocchia di ridisegnare il mondo e la cosa mi attirava. Comunque è vero che, a differenza di lui, molti dei suoi assistenti, proprio perchè la buttavano in politica, mi stavano cordialmente sulle scatole. Una mattina di quelle nervose (forse c’era uno sciopero della didattica) eravamo tutti fuori la Facoltà. La maggioranza di “sinistra” aveva occupato il piazzale mentre la piccola minoranza cosiddetta di “destra” si era ridotta sulla salitella davanti le scale. Saverio Muratori, sorridente e distratto, riuniva i suoi, assistenti e studenti, intorno a lui. A un certo punto, ecco che arriva l’assistente di cui non ricordo il nome ma che mi sembrava il più simpatico e il più vicino a Muratori. Con lui c’era una bella signora dai capelli corvini. La conoscevamo tutti all’epoca: la pittrice Anna Salvatore. Si sparge la voce e anche dal piazzale cominciano ad arrivare un bel pò di colleghi che si radunano e si mischiano al di là del colore politico. La pittrice, come tanti altri personaggi della politica e delle arti, era venuta spinta dalla curiosità di vedere e capire che cosa bolliva in pentola. Silenziosa e sorridente, accanto al suo anfitrione, osservava quella “Meglio Gioventù” colpita dalla sua bellezza. Per qualche minuto “destra e sinistra”, fascisti e comunisti, in una Roma ancora innocente, si erano riconosciuti soltanto come semplici e sani ragazzi di vent’anni. Poi sarebbero arrivati “I Fatti”!






Per la serie Novella 2000, l’assistente più vicino a SM e anche arcinoto quale tombeur de femmes in gioventù era colui che l’ha registrato e sbobinato.
Era anche un disegnatore che dire straordinario è dir poco ma erano tempi nei quali saper disegnare per un architetto era il minimo necessario, come saper affettare il prosciutto a mano per il pizzicagnolo.
Altrimenti fai un altro mestiere.
Poi Aldo Rossi ha stabilito che saper disegnare non serve e non c’è più un corso di disegno in facoltà.
Sono andato a trovarlo, anzianissimo, nella sua casa a p.za della Cancelleria e da un finestrino che ricordo piccolissimo (ma tutto era relativo alla scenografia di fronte) si riversava nella stanza un quadrante di cielo di luce riflessa dal travertino rinascimentale di fronte trafugato al Colosseo.
Da quell’imbuto passavano un paio di millenni di architettura ma nel piccolo studio ci stavano tutti e non bastavano a riempirlo.
Grazie 43, insisti.
Tutti i miei professori a Valle Giulia, Purini, Muratore si tennero alla larga da quei banchi. Chi ci andò preferì non parlarne per non rischiare l’inquisizione, muratoriani e tardo-epigoni compresi.
Però, adesso che più di un muro è giù per terra, e dalle rovine possiamo raccogliere quello che può durare di Muratori, Zevi, Quaroni etc. e tentare una nostra sintesi in piedi sulle loro spalle, sono curioso come una comare.
Certo era una che col pennello ci sapeva fare!
Archicefali dove siete? Forza, al lavoro!
(chiedo scusa agli eredi Salvatore per l’intervento lievemente triviale… tra Pasolini e Nov2000 mi sono lasciato andare)