“Dall’orinale all’orale” …

ELDORADO commented on “Non ho mai studiato in vita mia” …

“…. Bonami sta proprio scrivendo un libro dedicato all’arte del futuro che si intitolerà: Dall’orinale all’orale. Un percorso che va dall’orinatoio di Marcel Duchamp alle azioni dell’artista tedesco Tino Sehgal in cui l’opera d’arte consiste in persone che dicono o fanno qualcosa in rapporto con il pubblico.
…. L’orinatoio di Duchamp è il giro di boa oltre il quale l’artista non è più considerato tale sulla base della sua abilità manuale bensì sulle base delle idee che riesce a proporre. L’Opera d’arte, quindi, non è più l’oggetto in sé ma il suo significato. L’evoluzione di tale movimento ci porta ad oggi, nel momento della sua conclusione, con l’artista che racconta l’opera d’arte più che farla.
E dopo? Dopo Bonami crede che si tornerà a raccontare delle storie, che bisognerà trovare altri modi che superino il concetto di trovata, di idea…..”

Silvio ci manchi! E anche Miki buonanima. Dall’orinale all’orale. Sempre più su: grappa Bocchino, …. allegria, allegria!! (Ma nella gabina elettorale non dimenticare la tradizione: vota e fai vuotare il trota d’arte nazionale!!)

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5 Responses to “Dall’orinale all’orale” …

  1. Azigmut ha detto:

    un commento di sgarbi su Francesco Bonami: http://www.youtube.com/watch?v=lStM2i2gfLA

  2. ctonia ha detto:

    “Il piacere è una questione per signorine di buona famiglia che si occupano di prendere il the”. Grande Vittorio!

    • giancarlo galassi :G ha detto:

      “Ogni presente è presentabile”

      E’ difficile essere dalla parte di una persona così profondamente maleducata nel presentare le proprie idee in modo così aggressivo – ma non è il primo, ne’ sarà l’ultimo che per comunicare le sue ragioni, respinge.

      Ma ha ragione e anche la sua impresentabilità è presentabile.

  3. regolablog ha detto:

    “L’Opera d’arte, quindi, non è più l’oggetto in sé ma il suo significato”. Ma questa è una vera stronzata! Non il “suo significato”, ma il significato che l’autore (artista?) le vuole attribuire. Senza l’interprete, cioè il suo autore, molto più spesso il critico, il più delle volte il “significato” non si riesce a trovare, anche se ci fosse. Tant’è che spesso non si capisce nemmeno che l’oggetto sia un’opera d’arte. L’oggetto non vale niente se non c’è dietro la chiacchiera d’autore o di critico. E infatti l’arte contemporanea è molto chiacchierata. E anche questo signore, non a caso, chiacchiera a vanvera
    Pietro

  4. ELDORARO ha detto:

    parole, parole, parole … chiacchiera d’autore. Non è una novità, Regolablog. Coraggio, tutto previsto dal gran Giacomino in “Dialogo di Tristano e un amico Triste” gia nel primo ‘800. Egli diventa aggressivo quando afferma sarcasticamente: «Ma viva viva le enciclopedie portatili, i manuali, e le tante belle creazioni del nostro secolo! viva sempre il secolo decimonono! forse povero di cose, ma ricchissimo e larghissimo di parole …». E anche Croce non capì il Liopardo nuosto. Disse che dietro queste affermazioni antimoderne si intravedeva l’ombra funesta del padre Monaldo. Ma non sapeva che il Giacomino si riferiva invece ai Bonami 2000 dell’orinale orale. Io l’ho pensato stasera, all’Istituto degli Studi Filosofici di Napoli, assitendo a “Operette morali”, regia di Mario Martone. Grazie “Maggio dei Monumenti”! Saluti nella notte, Eldorado

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