Vera schifezza/2 …

“Aggiornamento sulla vicenda “Vera Schifezza”, dal Corriere del Mezzogiorno on line, 19 aprile 2012: “In attesa dell’attenzione politica, comunque, quella mediatica il direttore del CAM Manfredi è riuscito ad attirarla. Ma non con unanimi consensi. Il primo a sollevare critiche è stato il direttore del «Corriere del Mezzogiorno» Marco Demarco, che sul suo blog «Vedi Napoli» parla di «narcisismo distruttivo» e spiega il suo «odio» per i roghi, «tanto più se servono a chiedere fondi pubblici».

E al dibattito online del quotidiano partecipa anche Eduardo Cicelyn, il direttore del Madre, il museo pubblico napoletano di arte contemporanea in gravissime difficoltà per mancanza di investimenti. Critico anche con il «Corriere» per come ieri ha dato in prima pagina la notizia del rogo, Cicelyn si scaglia pesantemente contro Manfredi: «Non è difficile scorgere nelle levate d’ingegno dell’ineffabile direttore il tentativo di stare a ridosso delle notizie giornalistiche, con la furbizia degli insolenti e nel modo untuoso di quei falsi mendicanti che presidiano i luoghi dove la gente è già col portafoglio alla mano».

Come a dire: “I due direttori”. Come nel film “i due colonnelli”, quello vero e quello abusivo. Quello aurato e quello sc-aurato, forse sciagaurato. Uno di periferia, a Casoria, e l’altro al centro-storico, a Donna regina mia! Gli esclusi e gli inclusi dell’arte a Napoli. Il Madre e il fuoriMadre spartenopei. La simpatica lotta pare quindi quindi tra l’ineffabile e i beffabile direttore dell’arte moderna a Napoli. Tra il falso mendicante e il vero mendicante di lusso dell’arte contemporanea. Tra l’insolente e il solente …. Tra ‘o sole mio e ‘o sole tuojo!!! Anzi nostro e nostrano. Chi la spunterà?? Chi spunterà ‘e denari?

Ma si sa: chi di spada mediatica colpisce di spada perisce, … è la periferia di Casoria che si vendica. …. il sottoScala si ribella alla Scala. …. In effetti Cicelyn, ricordo, non costruì forse la sua carriera di direttore politico bassoliniano iniziando l’arte sua dalle colonne de “Il Mattino”, … quando sparava a zero contro la piazza Plebiscito liberata dal G7 e occupato ignobilmente dall’artigianato nostrano, … dalle arte basse, … dal nolano presepe di cartapesta di Tudisco impaginato dall’architetto Geppino Cilento? … che affronto, nel lontano 1994 … e tutta l’accademia posto-politica dirigista e digerista … cioè tutto il sistema dell’arte, già ben oleato e Luciameliato, accorse per la difesa della Kapitale. Di Napoli e del suo ruolo mondiale … e così l’Arte contemporanea salì sulla montagna mediatica, tutta di sale (e scendi), quella trans-eat di Mimmo Paladino, nel Natale del 1995. Una scenografia indovinata la sua, un successo mediatico globale, innanzi tutto. E iniziò così la via de il Madre, ….

I lavoratori dell’arte soprana di Napoli, gli “artigiani globali” di Casoria del CAM rispondono ora al centro-storico del Madre matrigna  … bussano a denari, … col Manfrediniello dicono, urlano: “appicciammo tutte cose”. E l’hanno fatto, nei media, a partire e patire della loro cose. Che è quello che conta. Perché si sa, sul mercato il valori son altri e alti ,….

In effetti, in fine, a pensarci bene: perché Cicelyn si e Manfredi no? Perché uno è vero direttore e l’altro no. E’ sempre 8 settembre dell’arte moderna a Napoli. E’ sempre “i due marescialli”. Con Totò & Manfredi (Antonio Capurro) e Vittorio Cicelyn De Sica (maresciallo Cotone). O viceversa, fate voi.

Oggi su questi scerni…..”

Saluti,

Eldorado

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1 Response to Vera schifezza/2 …

  1. salvatore ha detto:

    Secono me la differenza sostanziale tra il Museo di Casoria e quello di Napoli è che quello di Casoria è un Museo degli Artisti, del loro ingegno, mentre quello di Napoli è il museo dei signori, tanto apparire ma poca arte vera.

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