«Lei non scrive un’opera d’arte perché è pigra! Se non fosse pigra l’avrebbe già scritta.» …

«Lei non scrive un’opera d’arte perché è pigra! Se non fosse pigra l’avrebbe già
scritta.»
 Non so su quale argomento avrei dovuto scriverla, ma
sicuramente lui pensava che se non fossi stata pigra avrei di certo
saputo trovare l’argomento giusto.
 Erano i giorni in cui si stava
“limando” Lettera a una professoressa: pagina per pagina, parola per
parola. Perché doveva essere perfetta… “quasi” perfetta. E in quei
giorni aveva preso di mira l’idea che per fare un’opera d’arte ci
volesse un genio. Non ci credeva.
 Il genio individuale era
un’invenzione borghese! Lo ripeteva mattina e sera. Ero entrata in
camera sua per salutarlo e coglieva l’occasione per ribadire per
l’ennesima volta la sua teoria. E proprio perché non mi considerava un
genio mi diceva che se avessi voluto avrei potuto scrivere un’opera
d’arte.
 Io invece non ci credevo che sarei stata capace, con un po’
di pazienza, di mettere insieme un capolavoro e così non avevo voglia
nemmeno di provare. Ma, siccome lui insisteva a dire che invece non
avevo voglia perché ero pigra, alla fine conclusi: «Ho capito! Arriverò
stanca morta nel girone dei pigri!».
 Gli piacque moltissimo. Smise di
apostrofarmi per riflettere su quel che avevo detto.
 Gli avevo dato
“una bella definizione della pigrizia”!
 Così disse, soddisfatto, e
così si chiuse la nostra discussione e potei andarmene tranquillamente
a darmi da fare da poter arrivare stanca morta in quel famoso girone.

da: Adele Corradi, Non so se don Lorenzo, Feltrinelli, Milano Febbraio 2012; pp. 107-109

Infine, dopo quarant’anni, la professoressa
Corradi ha trovato modo e tempo di scrivere la sua opera d’arte, un
piccolo capolavoro proprio perché non scritto da un’artista. Letto in
una sola volta senza che il sonno l’avesse vinta tanta l’attenzione che
stimola e tiene attaccati alle pagine.  Come perle al filo dei ricordi
Adele Corradi racconta aneddoti che ci fanno stare in compagnia di quel
prete difficile e scontroso perché sapeva scegliere per poter amare
meglio quello che valeva e non c’è tempo per amare tutti e amare tutti
è sempre una buona scusa per non amare nessuno e sentirsi a posto con
la coscienza.  Non si tratta di una agiografia, sono solo i ricordi che
sono sopravvissuti agli anni e sono rimasti perché hanno segnato un
cambiamento nella vita e nel pensiero dell’autrice. Ciascuno è per noi
un piccolo insegnamento e nodo di riflessioni. E don Milani,  ancora
una volta, è un maestro.

Vada come vada,

Giancarlo Galassi

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.