ERETICO … ATARASSICO … SERENDIPICO … CASINISTA …

Giancarlo galassi commented on TBM … CASE CON LE FINESTRE …

“Sono tra quelli che eccepirebbero le evitabili atrocità linguistiche da archistar tra le altre archistar contestando l’eccesso di “firma” del lavoro a Torbella di Krier, tra quelli che non sarebbero spaventati nemmeno da una “monotonia” linguistica (niente di più monotono di un centro storico (almeno fino all’assolo – sempre in scala linguistica con il resto – del Palazzo nobiliare o della Chiesa), ma resto comunque molto colpito dall’intelligenza di questi recenti post di Memmo54 che mi sento di condividere in particolare per la parte
“atarassica”, convinto come sono che un lavoro, equiparabile a qualunque altro lavoro, quale quello specifico del costruire non può avere tra i suoi primi fini l’emozionare e quibdi l’Arte quale veicolo di passioni, ma piuttosto semplicemente lo “stare al mondo”.

Se mai l’emozione dell’autore o dello spettatore, che è innegabile, oggi che tanto siamo svezzati da altri media, non può essere che qualcosa di serendipico, di trovato fortunosamente (se non fortunatamente) e per caso, grazie al cielo. I nostri cuori, e storcete pure il naso a cuore come l’avete storto ad atarassia, sono ormai spugne così complesse e soggettive che la pretesa di volerlo guidare in un territorio così “economico”, il più economico probabilmente, quale quello dell’architettura, è semplicemente ridicolo.

Non che non siano comprensibili le ragioni di Fuksas o Ghery, solo che li trovo non sinceri nella loro posa Sacerdotale fin nell’abbigliamento, di guide spirituali dell’emozione, del caso… del caos!
Ma davvero abbiamo bisogno di ulteriore caos al mondo? per quanto sublime possa essere? e per di più “pagando s’intende”? Non basta già riconoscerlo dentro di me, nella mia vita, in quella di chi mi sta vicino, nei continui sforzi che faccio per orientarmici attraverso?

Allo stesso tempo, certamente, non è plausibile che, in nome di un ordine da contrapporre al caos, si debba tornare a ingressi segnalati con colonne monumentali e sproporzionate.
C’è da chiedersi: c’è almeno una, una sola chiave ancora valida, tra le tante elaborate nel ‘900, per interpretare il mondo, per quanto complesso esso sia, complesso ma mai caotico nel palinsensto storico che compare in filigrana sotto tanti gli errori contemporanei?
Possibile che in cento anni di architettura contemporanea non ci sia indizio di metodi per orientarsi in questa complessità con strumenti raffinati dall’esperienza e dalla professionalità?
Metodi da discutare e portare avanti. Se dovessi ricominciare da capo a mia volta entrerei in un paradosso che inficerebbe il mio tentativo che si basa sulla possibilità di una continuità

Non è eretico Fuksas, come notava Pi e subito Muratore, piccato, lo impaginava in prima, qui l’eresia è provare a arginare la dilagante insensatezza e perfino l’ignoranza culturale di un certo qualunquistico modo di pensare l’architettura da fighetti che hanno orecchiato solo quello che gli faceva più comodo orecchiare, di cui università e anche riviste, e ci metto anche la Casabella direzione Dal Co, hanno responsabilità.

Ho iniziato solo per ringraziare Memmo54 e concludo con un apologia ridicola di questo blog casinista in cui poi si riesce a essere eretici anche tra eretici rinfacciandosi vari “io la so più lunga di te”, oppure si discute del valore dei Maestri e se anagraficamente sono da ritenere incolpevoli di ignorare certe scoperte critiche,
oppure ancora si difendono architetti difficili sorpresi di come una vera attenzione possa formare a una sensibilità tale da riscattare il proprio lavoro,
o si difendano anche singole opere di autori altrimenti criticati, stupefatti di come l’architettura abbia la meglio sul mattatore (la chiesa di Foligno sì e le losanghe no, tanto per restare alle opinioni su Fuksas del nostro ospite).

E allora?
E allora bisogna essere intelligenti e saper ascoltare, e studiare per saper discernere quanto ascoltato, e, soprattutto, tra le bestemmie e le omelie di questo blog imparare che un’idea di architettura, quale che sia, non può divenire un idolo da adorare.

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4 Responses to ERETICO … ATARASSICO … SERENDIPICO … CASINISTA …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    La colpa più grave dei Maestri è quella di produrre allievi.
    Ciao
    Pietro

  2. Vincenzo ha detto:

    Ma la colpa ben piú grave è degli allievi che pensano di essere maestri

    Salut
    Vincenzo

  3. pasquale cerullo ha detto:

    L’archit del 900 (e il design) con alterne vicende, ha offerto tre modi di
    intervenire, nel piano e nello spazio, che per essenzialità
    ridurrei nell’esempio di una linea. Dal punto A al punto B, ci si può arrivare,
    con una linea retta, con una linea curva se ci sono ostacoli non rimovibili.
    Il terzo modo, che si frappone tra i due, senza egemonie temporali,
    è congiungere i due punti con una linea curva senza
    la presenza di ostacoli. Le ragioni di questa azione, sono molteplici,
    ognuna ha un valore diverso. È sul limite di questo valore che deve
    giocare la critica contemporanea.
    Non c’è alcuna eresia. L’architettura del nuovo millennio è ancora
    al di là da venire, la sintesi, quella sì vera eresia, ma qui mi fermo,
    perché solo

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