Quando la non facile ma chiarissima, nell’accezione accademica, strada
tracciata ai suoi tempi dalla scuola romana di architettura ha
cominciato a franare? Chi e come ne ha minato le basi?
Le remore a
farsi queste domande vengono dal fatto che del maestro di tutti e di
tutto non si possa nemmeno sospettare. Si finisce per essere
etichettati quali reazionari. Fascisti. Di destra.
Recentemente quando
si è provato a discutere del valore della sua storiografia c’è stata
una generale levata di scudi richiamandosi in genere alla complessità
del personaggio e alla più intricata situazione culturale
contemporanea. Su tutti un defilante Paolo Portoghesi.
Sarebbe tutto
così dannatamente complicato che è meglio non parlarne.
Ma sul
sentiero delle archicefaliche di Falso e delle filippiche di Ettore si
può provare a paragonare lo stesso argomento così come trattato dai due
storici dell’architettura della scuola di Roma.
Argomento contro: sono
due personalità così diverse da non poter essere confrontate. Anche
“organicità” è intesa da ciascuno diversamente.
Ma da qualche parte,
in modo banale, si può cominciare?
Certo fa pensare che siano
sufficienti tre farsi tre per far risaltare una diversa qualità dei
contenuti, qualità che si distingue anche nelle scelte didattico
disciplinari delle illustrazioni.
Buona lettura e lascio a voi
eventuali considerazioni,
Giancarlo Galassi




