ARCHITETTI: 10 DOMANDE PER CAMBIARE …

Riceviamo e volentieri vi giriamo:

“Per porre l’attenzione sulla insostenibile condizione professionale degli architetti in Italia, e promuovere una mobilitazione allargata a tutti i professionisti convinti del bisogno di una maggiore qualità architettonica nel processo di trasformazione del territorio
                         il Movimento “Amate l’Architettura”ha formulato 10 Domande per “CAMBIARE”
1) PERCHE’ solo in Italia è diventato impossibile esercitare dignitosamente la professione dell’architetto nel rispetto di quanto stabilito dagli artt. 4 e 36 della nostra Costituzione?
2) PERCHE’ solo in Italia si è raggiunto il numero incredibile di circa 150.000 architetti, pari a quasi un terzo di tutti gli architetti europei?
3)    PERCHE’ solo in Italia ci sono figure professionali che, nonostante l’esistenza di leggi e sentenze che definiscono le loro competenze, continuano a svolgere impunemente attività riservate solo all’architetto e all’ingegnere?
4) PERCHE’ si permette ai Professori universitari a tempo pieno e addirittura ad interi Dipartimenti delle università italiane di esercitare attività riservate alla libera professione, contravvenendo alle leggi vigenti?
5) PERCHE’ si è voluta creare ed immettere su un mercato del lavoro già saturo e caotico, la figura dell’Architetto Junior senza definirne precise competenze e professionalità?
6) PERCHE’ si accetta che neolaureati e giovani architetti “a partita IVA” lavorino negli studi professionali in condizioni di dipendenza senza alcuna tutela.
7)    PERCHE’ la nostra cassa previdenziale (Inarcassa) non trova un modo per sostenere quei tanti professionisti che, senza reddito per mancanza di lavoro, sono comunque obbligati a versare un pesante contributo pensionistico?
8)    PERCHE’ solo in Italia il pagamento delle parcelle professionali degli architetti non ha alcuna tutela?
9) PERCHE’ solo in Italia gli incarichi professionali, soprattutto per le opere pubbliche, sono assegnati al massimo ribasso, ledendo la dignità professionale e contribuendo a ridurre la qualità del Progetto, dell’ Architettura e dei Servizi affidati?
10)PERCHE’ gli Ordini professionali, il CNA e i Sindacati, oltre alle esternazioni di facciata a mezzo stampa, nulla di concreto hanno mai conseguito in termini di tutela della dignità, della professionalità e del diritto al lavoro degli architetti e quindi oggi qual è il loro ruolo e la loro funzione?”

volantino

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3 risposte a ARCHITETTI: 10 DOMANDE PER CAMBIARE …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Belle domande a tutte le quali non saprei rispondere. Proverò a fare il possibile.
    1) Una buona parte della risposta a questa sta nella domanda di cui al punto 2, cioè il numero esorbitante. se non sbaglio è quasi pari alle nostre leggi: un architetto per ogni legge. Troppi i primi e troppe le seconde e quindi l’articolo della Costituzione è carta straccia
    2) già detto ma non basta. Sarò scorrettissimo: l’università non andava aperta a tutte le scuole superiori. Il 68 ha fatto danni incalcolabili e il diritto allo studio è stato interpretato come diritto alla laurea. Unica verità possibile.
    3) Premesso che in certe zone la domanda ha già perso molto del suo significato, credo che gran parte dipenda dalla “storia” e dalle tradizioni della società italiana. Il geometra, per non fare nomi, ha svolto per lunghi anni specialmente nei paesi e nelle piccole realtà un ruolo essenziale: non faceva solo i pochi progetti, ma teneva i conti delle aziende agricole, preparava i contratti, dirimeva da solo le cause, soprattutto quelle di confine. Era insomma una figura come il maresciallo, il farmacista, il dottore, cioè era vicino alla gente, quella umile e quella ricca. E questa è storia. Conoscevo un geometra che a 80 anni, passando in macchina, mi citava, per chilometri, di chi fosse quel campo, quel bosco, quella proprietà. Poi si sono espansi e una volta acquisito il diritto, non è facile toglierlo. Il nostro è un paese di corporazioni e di interessi consolidati. Anche gli architetti hanno la pretesa di fare tutto e vorrebbero fare, come fanno, impianti, strutture e non sono capaci,salvo eccezioni. Non voglio giustificare, ma spiegare sì. La storia di un paese è quella e non si cambia. credere che l’esistenza stessa delle leggi risolva i problemi vuol dire credere che i Promessi Sposi sia solo la storia di due fidanzati. Io credo sia diventato un falso problema. I geometri vanno ad estinguersi, quella scuola perde pezzi. Li può salvare la triennale, ma per quella rivolgersi a Berlinguer e al suo stupido europeismo illuministico. O forse tanto stupido non era ma voleva semplicemente proletarizzare i dipendenti. E con questo ho risposto anche alla domanda n°5
    4) Questa non la so, ma so che avete ragione a lamentarvi. Concorrenza sleale e qualità scadente. In linea di principio, in una università molto diversa, riterrei che i docenti di livello potrebbero essere un arricchimento per la società non solo nell’insegnamento. Ma è un sogno e quindi, continuate a protestare.
    5) Già dato al punto 3
    6) L’altra faccia della medaglia della domanda n° 2, cioè legge di un mercato inflazionato dove c’è poco per tutti, salvo le solite eccezioni che non fanno statistica.
    7) Questa mi sembra un po’ fuori tema. La cassa è di Previdenza, cioè cura le pensioni e deve far quadrare i conti di chi versa i contributi. Credo addirittura che quella degli avvocati non accetti nemmeno coloro che hanno redditi bassi. In effetti è un po’ forte, ma la cassa di previdenza non è un ente benefico e assistenziale.
    8) Per questa aspettiamo lunedì
    9) Due risposte secche e non esaustive: a) perché la politica non crede molto al progetto e forse nemmeno agli architetti (banalotta come risposta); b) perchè i RUP, cioè nostri colleghi dipendenti, che sono coloro che decidono, hanno paura di commettere qualche reato, hanno piacere di apparire bravi con gli amministratori e un po’ gli rode pure perchè loro hanno gli incentivi quando fanno i progetti
    10) Questa sarebbe lunga un mese. Perchè gli Ordini non possono difendere contemporaneamente i dipendenti e i professionisti. Se rappresentato tutti non rappresentano nessuno ma solo…se stessi. I sindacati non hanno forza con gli ordini che fanno scopa dei tavoli di concertazione e comunque se avete una proposta per una forma di sciopero (contro chi, contro me stesso?) o di protesta forte e me la suggerite, ma che sia efficace, abbiamo un incontro pubblico come sindacato proprio per cercare idee in proposito. Grazie
    Pietro

  2. ettore maria mazzola ha detto:

    mi associo a Pietro suggerisco di aggiungere una domanda relativamente alla discussione di alcune settimane fa in merito agli inutili e assurdi corsi che vengono imposti ai professionisti e che sono giustificati solo da regole idiote che cambiano costantemente al fine di giustificare certi inutili corsi a pagamento e con obbligo di frequenza che non danno nulla di più di quello che abbiamo già imparato all’università

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