Una lezione di urbanistica …

 Eddyburg.it – Preistoria dell’ex Falck di Sesto San Giovanni

appena un anno fa …

 Risanamento cede l’ex area Falck di Sesto affare immobiliare da 405


 

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1 Response to Una lezione di urbanistica …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Non voglio certo assolvere (ma nemmeno condannare) nessuno degli inquisiti, anche perché ho il difetto congenito di non essere mai troppo interessato a leggere i dettagli degli avvenimenti giudiziari, così come non seguo i processi mediatici dei vari omicidi, tuttavia la testimonianza diretta di Edoardo Salzano (che sembra già avere emesso la sua sentenza definitiva) ha qualcosa che non mi convince nei contenuti, non dubitando tuttavia della veridicità di quanto racconta.
    Probabilmente manca qualche passaggio importante ma, per come Salzano la sintetizza, l’idea che un architetto, Rizzi, rappresentante della Falck, la quale fa parte della società mista insieme al Comune (che già così rappresenta la condizione ottimale per arrivare alle tangenti) proponga “centri di ricerca e sperimentazione produttiva nel riuso del rottame ferroso (carri ferroviari, frigoriferi, computers, ecc.)” mi sembra di un fantasioso unico.
    Non fantasioso nel senso che Salzano se lo sia inventato, ma nel senso che mi pare una di quelle iniziative senza futuro le quali, comunque, appartengono a scelte di tipo aziendale in cui non si capisce bene cosa diavolo ci debba entrare il Comune, tanto da costituire una società.
    Scusate, ma a me appare di copertura per operazioni diverse, vale a dire immobiliari: se una società industriale, di grande tradizione tra l’altro, è proprietaria di un’area produttiva ma l’attività precedente ha chiuso o si è trasferita altrove e vuole intraprenderne un’altra, sempre produttiva ma di genere diverso, di ricerca nella fattispecie, quale sarebbe il problema per la trasformazione dell’area in questione, se non il progetto urbanistico piuttosto che quello di mettere il becco in affari in cui non deve avere voce in capitolo? Perché mai il Comune dovrebbe entrare in società, se non per offrire copertura ad altre operazioni?
    Insomma Salzano mi sembra che sia legato ad un tipo di urbanistica in cui il pubblico, invece che guidare una crescita o trasformazione urbanisticamente corretta della città che amministra, debba decidere quali attività debbano svolgere le società private. A furia di fare così le nostre città fanno solo più schifo di prima.
    E’ una visione dirigistica che porta ugualmente alla corruzione, proprio come la deprecata urbanistica contrattata, nel momento stesso in cui il Comune svolge un ruolo attivo nell’economia che non sa svolgere, a tutto discapito della qualità dell’intervento urbanistico specifico. E inoltre, nell’ipotesi società mista non ci sarebbe stata forse “contrattazione” tra due soggetti soci, uno dei quali ha il dovere di curare l’interesse pubblico e l’altro solo quello privato? E’ l’intrusione del pubblico nell’economia che crea corruzione, è una storia vecchia quanto il mondo.
    Io credo che sarebbe l’ora che i comuni si preoccupassero del disegno delle loro città e lasciassero agli imprenditori, quando se ne trova uno, il compito di fare impresa, per il bene dell’occupazione e dell’economia. Se l’imprenditore invece vuole fare l’impresario, almeno che il comune si preoccupi che lo faccia per bene e che i piani urbanistici, sui quali il comune ha potere e responsabilità, corrispondano ai bisogni della città e dei cittadini.
    Al massimo, e sarebbe già tanto, può favorire, facilitare, indirizzare, creare le condizioni urbanistiche per un riuso produttivo, ma l’economia la facciano gli imprenditori, non l’amministrazione pubblica, inventandosi improbabili poli tecnologici o di ricerca o che altro. Non mi risulta che la Silicon Valley l’abbia creata qualche comune!
    Pietro

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